3° edizione Corso Cacciatore Formato – FIDC Varese

La Sezione di Varese di FIDC, in collaborazione con lo Studio Associato AlpVet con il patrocinio dell’ATS Insubria e della Provincia di Varese, organizza il “Corso per cacciatore formato”, rispondente alle direttive comunitarie CE 852 e 853 del 2004 e alla DGR di Regione Lombardia X/2612 del 7 novembre 2014.

Il corso si articola in 16 ore di lezioni, di cui 12 teoriche (che si svolgeranno nelle giornate del 6, 8, 13 e 15 giugno presso la sede della Sezione FIDC di Varese, in via Piave 9), e 4 di attività pratica (che si svolgerà presso l’Albergo Ristorante Edelweiss di Crodo nella mattina di sabato 17 giugno).
Le lezioni del 6, 8, 13 e 15 giugno si svolgeranno dalle 20 alle 23, mentre quella di sabato 17 si svolgerà dalle 9 alle 13.
Le lezioni teoriche tratteranno le materie previste dalla direttiva comunitaria e regionale, e gli aspetti pratici relativi alla corretta gestione delle carni di selvaggina.
L’attività pratica prevede il sezionamento di una carcassa, il riconoscimento delle singole porzioni, e alcuni consigli per le diverse preparazioni culinarie.
Al termine del corso è previsto un buffet finale a base di selvaggina.

Il corso abilita il “Cacciatore formato” alla commercializzazione dei capi di selvaggina prelevata nell’ambito dei piani di gestione faunistico-venatori. Riteniamo tuttavia importante la partecipazione a questo corso anche a coloro i quali continueranno a gestire il proprio carniere per l’autoconsumo, in quanto le informazioni che verranno fornite saranno utili sia per gli aspetti di igiene del prodotto che di salute pubblica, oltre che per una rivalutazione di un prodotto di pregio, quale è la selvaggina selvatica.

Docenti del corso saranno i membri dello Studio Associato AlpVet, personale dell’ATS Insubria e lo Chef Ugo Facciola.

Il corso è limitato ad un massimo di 25 persone.

Programma dettagliato del corso e scheda di iscrizione sul sito www.fidc-va.it

LocandinaCorsoCarniVarese_Giugno2017

Gestione faunistica e sanitaria delle popolazioni selvatiche – Università di Padova – Settembre/Ottobre 2016

Il Dipartimento di Medicina animale, produzioni e salute (MAPS) dell’Università degli Studi di Padova organizza dal 23 settembre al 22 ottobre 2016 la I° edizione del “Corso di gestione faunistica e sanitaria delle popolazioni selvatiche”. 

Il corso  si prefigge di dare delle conoscenze di base sui principi e le tecniche di gestione faunistica e sanitaria delle popolazioni di animali selvatici presenti sul territorio.
Il corso si focalizzerà su diversi aspetti:
– biologia ed ecologia di determinate specie di mammiferi e uccelli;
– principi di epidemiologia ed eco-patologia nell’ambito delle popolazioni selvatiche;
– patologie, sorveglianza sanitaria e analisi del rischio;
– tecniche di censimento, cattura, monitoraggio;
– aspetti igienico-sanitari delle carni di selvaggina.

Il corso si divide in 8 moduli e si svolgerà durante tre weekend (venerdì pomeriggio e sabato tutto il giorno) presso il Dipartimento MAPS – Polo di Agripolis (Legnaro PD). Inoltre il terzo sabato è prevista una uscita didattica facoltativa presso Parco di Paneveggio Pale di San Martino. L’attestazione di frequenza sarà rilasciata in caso di presenza ad almeno 5 moduli su 8, esclusa l’uscita didattica.

PROGRAMMA

Modulo 1 – Conservazione e gestione della fauna
Venerdì pomeriggio 23 settembre 14.00 – 18.00 – 4 ore §
Introduzione alla conservazione della fauna selvatica Gestione faunistica: obiettivi, interventi, monitoraggio 
Prof. Maurizio Ramanzin – UNIPD

Modulo 2 – Concetti  di ecologia e dinamica delle popolazioni
Sabato mattina 24 settembre 9.00 – 13.00 – 4 ore
Concetti generali di ecologia e dinamica di popolazione
Sistematica, distribuzione ed ecologia dei principali gruppi di mammiferi e uccelli

Dott. Giorgio Marchesini – UNIPD
Dott. Luca Pellicioli – Studio Associato AlpVet

Pranzo presso la sede del corso

Modulo 3 – Contenimento farmacologico dei mammiferi selvatici
Sabato pomeriggio 24 settembre 14.00 – 18.00 – 4 ore
Principi di anestesiologia e monitoraggio delle funzioni vitali
Approccio tecnico-scientifico alle catture di animali a vita libera 

Dott.ssa Giulia De Benedictis – UNIPD
Dott.ssa Cristina Fraquelli – Studio Associato AlpVet

Modulo 4 – Epidemiologia applicata alla fauna 
Venerdì 7 ottobre 14.00-18.00 – 4 ore
Principi di epidemiologia generale e applicata alla fauna selvatica I principi del campionamento
Prof. Marco Martini – UNIPD

Modulo 5 – Eco-patologia della fauna 
Sabato mattina 8 ottobre 9.00 – 13.00 – 4 ore
Patologie della fauna selvatica: zoonosi, malattie ad impatto economico, malattie con impatto sulla conservazione e biodiversità
Rapporto ospite-parassita: significato ecologico e fisiopatologia
Ruolo delle modificazioni ambientali e indotte dall’uomo nel ciclo dei patogeni e nell’introduzione-reintroduzione di malattie nella fauna selvatica Interazioni sanitarie tra animali selvatici e patrimonio zootecnico  

Dott. Rudi Cassini – UNIPD
Dott.ssa Federica Obber – IZSVE e Studio Associato AlpVet

Pranzo presso la sede del corso

Modulo 6 – Sorveglianza sanitaria e analisi del rischio nelle popolazioni selvatiche
Sabato pomeriggio 8 ottobre 14.00 – 18.00 – 4 ore
Sorveglianza passiva 
Sorveglianza attiva
Elementi di analisi del rischio di malattia nella fauna selvatica
Prioritizzazione e participatory epidemiology  
Dott. Carlo Citterio – IZSVE
Dott.ssa Federica Obber – IZSVE e Studio Associato AlpVet

Modulo 7 – Le carni di selvaggina: aspetti di sicurezza alimentare e normativa attinente
Venerdì pomeriggio 21 ottobre 13.00 – 16.00 – 3 ore
La filiera delle carni di selvaggina: aspetti sanitari, tecnici e legislativi
Prof. Valerio Giaccone – UNIPD

Modulo 8 – Etica venatoria e benessere dell’animale
Venerdì pomeriggio 21 ottobre 16.30 – 18.30 – 2 ore
Etica venatoria e benessere dell’animale per il prodotto carne di selvaggina  
Dott. Roberto Viganò – Studio Associato AlpVet

Uscita didattica 
Sabato 22 ottobre – 6 ore ipotetiche
Uscita nel parco di Paneveggio Pale di San Martino
Trekking e osservazione fauna 
Dott. Giorgio Marchesini – UNIPD

Il corso è aperto a studenti, liberi professionisti e veterinari (ULSS e ASL).

Informazioni e iscrizioni on-line dal sito dell’Università di Padova.
Segreteria organizzativa: Anna Schiavon
tel. 049 8272560
e-mail: anna.schiavon@unipd.it

Gestione faunistica e sanitaria delle popolazioni selvatiche EDI

 

La risorsa selvaggina: tra ecopatologia, biorischi e sicurezza alimentare – Bologna 30 settembre 2016

La Società Italiana di Ecopatologia della Fauna (www.sief.it) organizza in collaborazione con il Servizio sanitario regionale dell’Emilia Romagna un workshop sul tema “La risorsa selvaggina: tra ecopatologia, biorischi e sicurezza alimentare”, che si terrà a Bologna presso la Sala 20 maggio 2012 (ex Sala A conferenze) in Viale della Fiera 8 il 30 settembre prossimo.

Il convegno, accreditato anche ECM per Medici Veterinari, è aperto a tutti ed è gratuito. Sono invitati a partecipare studenti, tecnici faunistici, cacciatori, responsabili di aziende faunistiche, macellai e ristoratori interessati alla gestione delle carni di selvaggina e chiunque ne abbia interesse.

Il convegno, organizzato sotto la guida scientifica del direttivo della SIEF (responsabili scientifici sono il Dott. Carlo Citterio – IZsVe, il Dott. Mauro Ferri ed il Dott. Roberto Viganò – Studio Associato AlpVet) si sviluppa secondo il seguente programma:

Ore 09.15 – Registrazione partecipanti

Ore 09.45 – Presentazione del corso
Nicola Ferrari, Università degli Studi di Milano, Presidente Società Italiana di Ecopatologia della Fauna
Adriana Giannini, Direzione Servizio Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica, Regione Emilia-Romagna
Maria Luisa Bargossi, Direzione per le Politiche Faunistiche, Regione Emilia Romagna

Ore 10.00 – Trend delle popolazioni di ungulati: la situazione a livello nazionale
Enrico Merli, Regione Emilia-Romagna/Associazione Teriologica Italiana, GLAMM

Ore 10.20 – La filiera selvaggina nell’ambito della gestione faunistica in ER
Maria Luisa Zanni, Regione Emilia Romagna

Ore 10.45  – Coffee break

Ore 11.00 – Normativa e mercato delle carni di selvaggina in Italia, benessere animale e sicurezza alimentare 
Mauro Ferri, SIEF

Ore 11.30 – Food safety e analisi del rischio nell’accesso alla risorsa selvaggina
Gianfranco Brambilla, Istituto Superiore di Sanità

Ore 12.15 – Buone pratiche venatorie alla base della corretta gestione delle carni di selvaggina 
Roberto Viganò, Studio Associato AlpVet/SIEF

Ore 12.45 – Sorveglianza epidemiologica e filiera selvatica
Carlo Citterio, IZS Venezie/SIEF

Ore 13.15 – Pausa Pranzo

Ore 14.30 – Aspetti nutrizionali e sicurezza alimentare delle carni di cinghiale 
Roberto Barbani, Azienda Usl Bologna

Ore 14.45 – Esperienze di cessione diretta <a km 0>
Francesco Tripodi, Azienda Usl Modena

Ore 15.00 – Qualità e valorizzazione economica delle carni degli ungulati selvatici 
Eugenio Demartini, Università degli Studi di Milano (VESPA)

Ore 15.15 – Balistica terminale: implicazioni per il benessere animale e la sicurezza alimentare
Roberto Viganò, Studio Associato AlpVet/SIEF

Ore 15.30 – Contaminazione da metalli pesanti e radionuclidi in animali selvatici oggetto di prelievo venatorio
Roberto Viganò, Studio Associato AlpVet/SIEF  – Carlo Citterio, IZS Venezie/SIEF

Ore 15.45 – Conclusione e Discussione finale: La filiera selvaggina, il punto di vista ecopatologico 
Carlo Citterio, SIEF

Ore 16.45  – Compilazione questionari di gradimento ed apprendimento Chiusura lavori

Il programma di dettaglio è scaricabile qui.

Per l’iscrizione on-line ai fine dell’accreditamento ECM, rivolgersi ad Annalisa Lombardini, Servizio Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica Regione Emilia-Romagna alombardini@regione.emilia-romagna.it oppure effettuare la preiscrizione on-line a questo indirizzo: http://www.alimenti-salute.it/corsi.php?id=334

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Conferenza chiusura Progetto Filiera Eco-Alimentare – 26 luglio 2016

L’Associazione ARS.UNI.VCO, i Dipartimenti DIVEMET, VESPA e GeSDiMont dell’Università di Milano e l’Unione dei Comuni dell’Alta Ossola, organizzano per martedì 26 luglio 2016, ore 9.30 presso il Collegio Mellerio Rosmini di Domodossola  la CONFERENZA di CHIUSURA del “PROGETTO FILIERA ECO-ALIMENTARE – Valorizzazione delle carni di selvaggina: la gestione di prodotto sostenibile come strumento di stimolo al miglioramento ambientale dei territori alpini”.

Nel corso dell’incontro i partner di progetto oltre alla restituzione del lavoro svolto, illustreranno dati ed indicazioni sul processo di filiera dal punto di vista tecnico, igienico sanitario ed economico.

PROGRAMMA

ore 9.30 – Saluti Istituzionali

Enrico Borghi – Parlamentare e Presidente UNCEM Nazionale
Stefano Costa  – Presidente Provincia VCO
Bruno Stefanetti – Presidente Unione Montana Alta Ossola
Angelo Tandurella – Vice-Sindaco di Domodossola e ass.re al Turismo
Francesca Zanetta – Commissario Fondazione CARIPLO
Franco Ottinetti – Vice-Presidente ARS.UNI.VCO

ore 10.00 – Presentazione sintetica delle Relazioni predisposte dai partner di progetto:

“Filiera Eco-alimentare: una rete sostenibile tra partner, stakeholder e cittadinanza”
Relazione di Andrea Cottini (Coordinatore Progetto) e Federica Fili Associazione ARS.UNI.VCO – Capofila di progetto

“Analisi storica dell’impatto degli ungulati a livello locale”
Relazione di: Alberto Tamburini, Davide Ferrero, Silvana Mattiello
Centro Interdipartimentale di Studi Applicati per la Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna – GE.S.DI.MONT. – UNIMI – Partner di progetto

“Il processo di filiera: salubrità, tracciabilità e identificazione (marchio) del prodotto selvaggina”  Relazione di Claudio Boldini, Roberto Viganò e Luigi Tripodi
Unione Montana Alta Ossola – Partner di progetto

“La carne di ungulati selvatici: sanità animale e sicurezza alimentare”
Relazione di Nicola Ferrari, Camilla Luzzago, Nicoletta Formenti, Tiziana Trogu, Roberto Viganò, Paolo Lanfranchi
Dipartimento di Medicina Veterinaria – DIMEVET – UNIMI – Partner di progetto

“La valorizzazione della carne di selvaggina locale.  Quali opportunità per una filiera partecipata e controllata”
Relazione di Anna Gaviglio, Eugenio Demartini, Maria Elena Marescotti
Dipartimento di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare – VESPA – UNIMI – Partner di progetto

Conclusioni
“PROCESSI di FILIERA ECO-ALIMENTARE – La gestione di prodotto sostenibile per lo sviluppo dei territori alpini” 

ore 13.00 – Standing lunch presso il Collegio Rosmini di Domodossola

La giornata è organizzata con il patrocinio di:
Provincia di Verbania
ASL VCO
Ente di gestione delle Aree Protette dell’Ossola
Comprensorio Alpino VCO1 – Verbano-Cusio
Comprensorio Alpino VCO2 – Ossola Nord
Comprensorio Alpino VCO3- Ossola Sud
ConfCommercio VCO
Associazione Park-è
Collegio Mellerio Rosmini

La PARTECIPAZIONE É LIBERA e GRATUITA.
Sarà possibile seguire l’evento anche a distanza in videoconferenza diretta inviando una mail a segreteria@univco.it.

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Corso Cacciatore Formato – CA VC1 e ASL Vercelli

Il Comprensorio Alpino di Caccia VC1 – Valle del Sesia, con il patrocinio dell’ASL di Vercelli, organizza con la collaborazione dello Studio Associato AlpVet il corso di abilitazione alla qualifica di Cacciatore Formato, ai sensi del Reg. CE 853/2004 e della DGR di Regione Piemonte 13-3093 del 12 dicembre 2011.

Il corso si svolgerà presso la sede del Comprensorio Alpino VC1, in via M.T. Rossi 17 a Varallo Sesia (VC) nelle serate del 29 e 30 giugno e 6 e 7 luglio (dalle ore 20 alle ore 23), e si chiuderà con una parte pratica che si svolgerà nella mattina di sabato 9 luglio.

Le lezioni teoriche verteranno su aspetti normativi legati al Pacchetto Igiene, qualità organolettica e nutrizionale delle carni di selvaggina, anatomia e fisiologia degli ungulati selvatici, valutazione dei comportamenti anomali, patologie e contaminanti ambientali, balistica terminale e preparazione al tiro, corretta gestione e trattamento della spoglia. La lezione pratica invece sarà dedicata al corretto sezionamento di una carcassa ed al riconoscimento delle singole porzioni per le successive preparazioni culinarie, fino ad arrivare alla degustazione di prodotti a base di selvaggina accompagnati da vini offerti dall’Azienda Vitivinicola Barbaglia.

Per maggiori informazioni e per scaricare programma e modulo di iscrizione, cliccare qui.

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Corso Cacciatore Formato – Varese

La sezione FIDC di Varese, con il patrocinio della Provincia di Varese e dell’ATS Insubria, e con la collaborazione dello Studio Associato AlpVet, organizza il Corso per l’abilitazione a “Cacciatore formato” ai sensi del Reg. CE 853/2004 e della Delibera di Regione Lombardia X/2612 del 7 nov 2014.

Il corso si articola in 16 ore di lezioni, di cui 12 teoriche (che si svolgeranno nelle giornate del 10, 11, 14 e 16 giugno presso la sede della Protezione di Jerago con Orago in Piazza Don Mauri), e 4 di attività pratica (che si svolgerà presso l’Albergo Ristorante Edelweiss di Crodo nella mattina di sabato 18 giugno).
Le lezioni del 10, 14 e 16 giugno si svolgeranno dalle 20 alle 23, mentre quella di sabato 11 si svolgerà dalle 9 alle 12.
Le lezioni teoriche tratteranno le materie previste dalla direttiva comunitaria e regionale, e gli aspetti pratici relativi alla corretta gestione delle carni di selvaggina.
L’attività pratica prevede il sezionamento di una carcassa, il riconoscimento delle singole porzioni, e alcuni consigli per le diverse preparazioni culinarie.
Al termine del corso è previsto un buffet finale a base di selvaggina.

Il corso abilita il “Cacciatore formato” alla commercializzazione dei capi di selvaggina prelevata nell’ambito dei piani di gestione faunistico-venatori. Riteniamo tuttavia importante la partecipazione a questo corso anche a coloro i quali continueranno a gestire il proprio carniere per l’autoconsumo, in quanto le informazioni che verranno fornite saranno utili sia per gli aspetti di igiene del prodotto che di salute pubblica, oltre che per una rivalutazione di un prodotto di pregio, quale è la selvaggina selvatica.

Docenti del corso saranno i membri dello Studio Associato AlpVet, personale dell’ATS Insubria e lo Chef Ugo Facciola.

Per maggiori informazioni e per scaricare programma a modulo di iscrizione, cliccate qui.
Il corso è limitato ad un massimo di 25 persone.

LocandinaCorsoCarniVarese

 

Zecche e Malattia di Lyme: cosa ne sappiamo?

Alla luce di alcuni recenti casi, segnalazioni e anche cattiva informazione, riteniamo opportuno far chiarezza su un tema che è sempre più attuale: la malattia di Lyme.

Cosa si sa delle zecche? E cosa si sa della malattia di Lyme?

Non è nostro compito scrivere un trattato sulle zecche e nemmeno sul Lyme, ma fornire a chi legge le informazioni necessarie per non commettere errori, non entrare in situazioni di panico e mettere in atto le semplici azioni atte a prevenire l’insorgenza della patologia.

Le zecche sono degli artropodi con i quali è sempre più facile imbattersi passeggiando nei nostri boschi. Le zecche possono trasmettere diverse zoonosi, più o meno pericolose per l’uomo: la borreliosi o Malattia di Lyme è una di queste. Tra l’altro, la borreliosi è una delle patologie attualmente a maggior diffusione anche a livello italiano. Dai primi casi segnalati sulle Alpi orientali, attualmente assistiamo a episodi sempre più frequenti anche nel resto d’Italia.

Spesso si dice che la Borreliosi viene trasmessa con il “morso” della zecca. Questa frase ha di fatto generato gravi errori. Vediamo il perché.

Le zecche nell’arco della loro vita compiono diverse metamorfosi prima di arrivare allo stadio adulto. Per fare ciò devono compiere pasti di sangue su più ospiti, che a seconda della situazione possono essere uccelli, microroditori, rettili, piccoli mammiferi, ungulati, carnivori e uomo. Se il pasto di sangue avviene su un ospite reservoir della patologia (microroditori), la zecca può assumere all’interno del suo organismo Borrelia, e veicolarlo nel prossimo ospite.

Ciclo delle zecche dei boschi (Immagine tratta da http://www.cdc.gov/)

Ciclo delle zecche dei boschi (Immagine tratta da http://www.cdc.gov/)

Se tornando a casa da un passeggiata nel bosco ci troviamo una zecca attaccata, non dobbiamo preoccuparci più di tanto, perché quella zecca o sta ancora cercando il posto migliore dove iniziare il suo pasto di sangue, oppure ha appena iniziato a succhiare. In questa fase, la zecca, anche se infetta, non è stata ancora in grado di trasmettere nulla. Infatti la zecca trasmette i patogeni che ha accumulato durante il suo ciclo vitale solo quando si stacca dall’ospite. È infatti in quel momento che la zecca, terminata la fase di assunzione dei fluidi, effettua un rigurgito all’interno dell’ospite.

Stadio giovanile di una zecca: attenzione a confonderla con dei nei (Immagine di Roberto Viganò)

Stadio giovanile di una zecca: attenzione a confonderla con dei nei

L’usanza tradizionale di utilizzare alcoli, benzine, olii, fiamme libere, aghi roventi e quant’altro di assurdo si possa usare per staccare la zecca rappresentano errori gravissimi: infatti queste metodiche tendono a far staccare la zecca in maniera naturale, ma prima che la zecca si stacchi, questa effettua il rigurgito ed è in quel momento che può infettarci.

È quindi importante controllare sempre al ritorno da un passeggiata se abbiamo qualche zecca addosso e rimuoverla quanto prima con l’ausilio di una normale pinzetta: prendendo la zecca nel punto più aderente possibile alla cute, si ruota leggermente e contemporaneamente si tira per estrarre il rostro infisso nella cute. Se questo dovesse rompersi, lo si può togliere in un secondo momento come se fosse una semplice spina o scheggia. Non gettate la zecca, ma conservatela in alcool per eventuali indagini di laboratori.

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Metodo corretto di rimozione della zecca (Immagine tratta da http://www.cdc.gov/)

Una volta rimossa è fondamentale tenere sempre controllata la zona per almeno i successivi 30/40 giorni, in modo da valutare se nell’area colpita compaia il tipico segno della malattia di Lyme, chiamato anche eritema migrante. Questa lesione viene chiamata anche lesione a bersaglio, proprio per la particolare colorazione rossa nelle immediate vicinanze del punto di attaccatura della zecca, dell’alone bianco intorno e del segno rossastro che circonda la zona in maniera sfumata. Potrebbero verificarsi anche situazioni con febbre, stanchezza e ingrossamento dei linfonodi.

Tipica lesione a bersaglio da Malattia di Lyme (Immagine tratta da http://hardinmd.lib.uiowa.edu)

Tipica lesione a bersaglio da Malattia di Lyme (Immagine tratta da http://hardinmd.lib.uiowa.edu)

In questo caso rivolgetevi ad un medico, e fate ben presente che siete stati morsi da una zecca, in modo da agevolare la diagnosi.

Evitate l’uso di antibiotici a scopo profilattico dopo una puntura di zecca per due motivi principali: in primis si potrebbero verificare delle antibiotico-resistenze, ed in secondo luogo l’antibiotico potrebbe coprire l’unico segno patognomonico della malattia che è l’eritema migrante, impedendo di fatto una diagnosi corretta. L’antibiotico va somministrato solo dopo la comparsa dell’eritema migrante e dopo un’accurata visita medica.

Diffidate per quanto possibile dai vari siti internet, in cui è più facile incappare in informazioni sbagliate o mezze verità. Per chi volesse approfondire il tema suggeriamo questi link in cui potete trovare informazioni aggiornate e di altissimo livello:

Centers for Disease Control and Prevention

American Lyme Disease Foundation

Canadian Lyme Disease Foundation

http://www.lymeinfo.net/

Conoscere per prevenire – Regione Piemonte

Linee guida sulla Borreliosi di Lyme – Centro di riferimento regionale (Emilia Romagna) per lo studio e la sorveglianza epidemiologica della Malattia di Lyme