Lezioni integrative per l’abilitazione a “Cacciatore specializzato nel prelievo venatorio del cinghiale” – Corso on-line

Con il recente D.G.R. n. 5303 del 04/05/2020 “Disposizioni in ordine al conseguimento dell’abilitazione relativa alla figura del cacciatore specializzato nel prelievo venatorio del cinghiale” viene introdotta in Regione Lombardia un’altra figura venatoria: il cacciatore specializzato nel prelievo del cinghiale, in tutte le forme previste dalla normativa vigente.

Coloro i quali hanno l’abilitazione alla Caccia di Selezione al Cinghiale e volessero integrare la parte della Collettiva, possono seguire il corso in modalità remota (attraverso piattaforma Zoom) sulla parte speciale dedicata alle “Tecniche di prelievo in forma collettiva” che si terrà mercoledì 8 luglio alle ore 20.00.
Per presentare la domanda d’esame è necessario effettuare la prova di tiro a 25 m (o 50 m) presso un Poligono TSN.

Coloro i quali hanno l’abilitazione alla Caccia Collettiva al Cinghiale e volessero integrare la parte della selezione, possono seguire il corso in modalità remota (attraverso piattaforma Zoom) sulla parte speciale dedicata alle “Tecniche di prelievo in selezione” che si terrà giovedì 9 luglio alle ore 20.00.
Per presentare la domanda d’esame è necessario effettuare la prova di tiro a 100 m con carabina presso un Poligono TSN.

I corsi sono limitati a massimo 40 persone.
Il costo del corso è fissato in 46 €, comprensivi di marca da bollo da 16 € necessaria per la compilazione della domanda d’esame.

Per iscrizioni scrivere a info@alpvet.it

Note:

I corsi in presenza verranno organizzati a partire da settembre 2020.

Si ricorda che chi è già in possesso della qualifica per la caccia alla selezione al cinghiale e per la collettiva al cinghiale, anche se ottenuta con due corsi differenti, è già di fatto un Cacciatore specializzato nel prelievo venatorio del cinghiale, quindi non deve seguire ulteriori corsi.

Per velocizzare la partecipazione all’esame, si suggerisce di inoltrare le domande di ammissione all’UTR Insubria o all’UTR di Pavia, in quanto attualmente su Milano ci sono diversi corsi in attesa di svolgimento esame.

Corsi di abilitazione alla caccia e specializzazioni in Regione Lombardia

Il Decreto 5303 del 04/05/2020 è solo l’ultimo in ordine temporale che Regione Lombardia emette nell’ambito della formazione venatoria.
Cerchiamo con questo articolo di fare quindi un po’ di ordine sui vari moduli didattici allegando le varie DGR, i decreti ed i moduli dei quiz.

Un percorso che presumibilmente era partito col Bando Ersaf “Capitolato tecnico per l’acquisizione di servizi specialistici correlati alla pianificazione/gestione faunistico venatoria di Regione Lombardia” pubblicato a giugno 2016, vinto dall’Università di Pavia (Decreto ERSAF n. III/669 del 08/08/2016), che doveva consegnare i lavori entro il 31 ottobre 2016.
Dopo poco più di anno da quell’incarico, finalmente, Regione Lombardia con la DGR n. X/7385 del 20 novembre 2017 “Determinazioni in ordine all’abilitazione alla caccia agli Ungulati” ha deliberato l’istituzione delle commissioni d’esame per l’abilitazione delle seguenti figure: cacciatore abilitato al censimento e al prelievo selettivo degli ungulati, cacciatore abilitato alla caccia collettiva al cinghiale, caposquadra per la caccia collettiva al cinghiale.

Corsi Selezione Ungulati, Collettiva Cinghiale e Caposquadra

Con Decreto n. 2092 del 19/02/2018 “Disposizioni in ordine al conseguimento dell’abilitazione al censimento e al prelievo selettivo degli ungulati, alla caccia al cinghiale in forma collettiva e a caposquadra per la caccia collettiva al cinghiale” si è fatto chiarezza sui requisiti minimi in termini di argomenti, monte ore, esame e qualifica dei docenti dei corsi per:

  • cacciatore abilitato al censimento e al prelievo selettivo degli ungulati;
  • cacciatore abilitato alla caccia collettiva al cinghiale;
  • caposquadra per la caccia collettiva al cinghiale.

Riportiamo di seguito i vari allegati al Decreto 2092/2018:

Corsi Biometrista, Censimento, Conduttore Cane Limiere, Conduttore Cane da traccia, Accompagnatore, Controllo Ungulati

Successivamente, con il Decreto n. 9139 del 24/06/2019 “Disposizioni in ordine al conseguimento delle abilitazioni relative alle seguenti figure: operatore abilitato ai rilievi biometrici, operatore abilitato ai censimenti degli ungulati, conduttore cane limiere, conduttore cane da traccia, accompagnatore al prelievo selettivo degli ungulati, operatore abilitato al controllo degli ungulati” redatto sulla base della DGR n. XI/1307 del 25 febbraio 2019, sono state redatte le disposizioni minime relative ai corsi di abilitazione per:

  • operatore abilitato ai rilievi biometrici;
  • operatore abilitato ai censimenti degli ungulati;
  • conduttore cane limiere;
  • conduttore cane da traccia;
  • accompagnatore al prelievo selettivo degli ungulati;
  • operatore abilitato al controllo degli ungulati.

Riportiamo di seguito i vari allegati al Decreto 9139/2019:

Mancava tuttavia ancora un tassello, fondamentale soprattutto se si considera la forte decisione di puntare quasi tutto sulla caccia di selezione nella gestione del cinghiale.
Infatti, finora, chi non aveva l’abilitazione al cinghiale era obbligato a frequentare tutto il corso della selezione comprensivo ovviamente anche delle specie Camoscio, Capriolo, Cervo, Daino e Muflone, per un totale di 49 ore di teoria, 26 di esercitazione (in aula e in campo) e almeno una giornata in campo per il riconoscimento in natura. Tale situazione ha creato non pochi problemi, sia per i cacciatori della Zona Alpi, dove in molti CA il prelievo è consentito solo in selezione al cinghiale in quanto aree non idonee, sia in alcuni ATC e CA, dove l’assenza di altre specie di ungulati non spingeva i cacciatori a frequentare il corso della selezione per ottenere l’abilitazione al cinghiale. Inoltre, per coloro i quali erano già abilitati alla selezione di altre specie, eccetto il cinghiale, era richiesto di frequentare nella sua interezza il corso.
Fermo restando che sarebbe buona cosa per tutti i cacciatori tornare ogni tanto sui banchi di scuola per qualche aggiornamento, dato che lo studio della biologia e della gestione degli ungulati ha fatto e sta facendo sempre nuove scoperte di estremo interesse anche per il mondo venatorio, in modo che si possano anche eradicare certe convinzioni che tuttora, purtroppo, rimangono radicate in alcuni contesti, era tuttavia nel panorama della formazione regionale proporre anche un percorso formativo specializzato.

Corso Selezione Cinghiale 

Con il Decreto 5303 del 04/05/2020 “Disposizioni in ordine al conseguimento dell’abilitazione relativa alla figura del cacciatore specializzato nel prelievo venatorio del Cinghiale” sulla base della DGR n° XI/2854 del 18/02/2020 “Ulteriori disposizioni in merito alla DGR n. 2031 del 31/07/2019 –  Abilitazione della figura del cacciatore specializzato nel prelievo venatorio del cinghiale”, è stato quindi deliberata la possibilità di effettuare dei percorsi formativi ad hoc per la caccia di selezione al cinghiale.

Il corso si sovrappone quasi in toto ai criteri di requisiti per l’abilitazione alla caccia collettiva, aggiungendo di fatto una lezione teorica sulle Tecniche di prelievo in Caccia di selezione, un’attività pratica di maneggio armi e un’esercitazione pratica, possibilmente in campo, per il riconoscimento in natura.

Nulla cambia invece per chi ha conseguito o sta conseguendo l’abilitazione alla caccia di selezione agli ungulati, in quanto nel suddetto corso era già inserita anche tutta la parte sul cinghiale.

Riportiamo di seguito i vari allegati al Decreto 5303/2020:

 

Per qualunque chiarimento o richiesta sui corsi, scrivete a info@alpvet.it

 

Foto di Gabriele Galofaro

Al via i prossimi corsi di abilitazione alla caccia di selezione, collettiva al cinghiale e caposquadra

Lo Studio AlpVet, e i suoi collaboratori, fin dai primi corsi organizzati dall’Università di Milano e con la ex-Provincia di Milano, ha sempre voluto dare un taglio differente ai propri corsi di formazione, mettendo al centro della didattica l’ETICA, un concetto che è alla base di tutta la gestione volta alla conservazione degli habitat e della fauna nel suo complesso.
Non siamo ancora in grado di parlare di “Caccia Etica” (anche se qualcuno si riempie la bocca di questi termini) ma vogliamo che si parli e che diventi realtà la cosiddetta “Etica venatoria”, che rappresenta il rispetto che ogni cacciatore deve avere nei confronti dell’ambiente, della fauna cacciabile e protetta, degli ausiliari, degli altri cacciatori e soprattutto dei non cacciatori.

I corsi che proponiamo non insegnano a seguire una traccia, a riconoscere un’impronta o una fatta, e nemmeno a fare l’avvicinamento migliore. Queste cose saranno il bagaglio culturale che ogni cacciatore deve crearsi, o che deve perfezionare con l’esperienza sul campo.
Noi non insegniamo come riuscire ad abbattere il più possibile del carniere che ognuno ha a disposizione.
Noi non insegniamo l’ipocrisia del bruch dell’ultimo pasto da apporre ad un animale inseguito, braccato, ferito e morto in agonia. (Aggiungiamo per chiarezza, viste alcune segnalazioni, che il bruch è un segno di rispetto nei confronti dell’animale e se pertanto rappresenta il rispetto che ogni cacciatore deve avere nei confronti della preda, a maggior ragione non riteniamo che l’etica venatoria si possa misurare esclusivamente con la sola offerta dell’ultimo pasto, ma che essa si debba correlare necessariamente ad un abbattimento della preda senza sofferenze alcune. Così facendo il bruch assume davvero il significato originale).

Noi insegniamo il benessere animale, risultato di quell’etica venatoria di cui sopra che permette che ogni animale venga rispettato nella sua essenza fino al passaggio che lo porterà alla morte senza inutili sofferenze.
Noi insegniamo il benessere animale perché è anche garanzia di qualità igienico-sanitaria delle carni di selvaggina, un prodotto di eccellenza che i cacciatori possono offrire anche a chi non è cacciatore.
Noi insegniamo la cultura della conservazione degli habitat, del rispetto del territorio e delle attività umane che nel corso dei secoli hanno plasmato le montagne e che hanno contribuito alla presenza della selvaggina nei nostri boschi.
Noi formiamo cacciatori che possano diventare gestori, affinché comprendano che la poltrona di un ATC o di un CA è un ruolo di responsabilità nei confronti dell’intera collettività e non dei propri interessi.
Noi formiamo cacciatori che siano in grado di comunicare e di dialogare anche con chi è contrario alla caccia senza conoscerla, fornendo tutti gli strumenti utili a sostenere un contraddittorio su basi tecniche, scientifiche e gestionali, senza mai passare dalla parte del torto.

Se i nuovi cacciatori non vogliono credere in questo cambio di mentalità, necessario per far fare un salto di qualità al mondo venatorio e toglierlo definitivamente da quella visione negativa che il contesto sociale attuale gli ha costruito intorno, siamo ben lieti di non averli tra i nostri corsisti, così almeno non perdiamo tempo prezioso da dedicare a chi invece crede in questo possibile cambiamento e in questa crescita culturale.

Per coloro che ci credono, siamo ben lieti di accompagnarvi attraverso un percorso formativo che vi permetterà di svolgere al meglio la vostra passione, trasmettendovi la nostra di passione e ciò che abbiamo imparato in questi anni di studio vissuti tra scarponi e camici, tra binocoli e computer, tra bevute in baita e congressi internazionali.
Partiranno infatti a breve due corsi per la caccia di selezione, uno in collaborazione con il Nucleo FIDC di Magenta e l’altro con la Sezione provinciale FIDC di Como. Partiranno a breve in collaborazione con la Sezione provinciale FIDC di Varese un corso per l’abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale e alla figura del Caposquadra.

Le recenti normative regionali, emanate col Decreto 2092 del 19 febbraio 2018, hanno definito i programmi dei corsi da svolgersi sul territorio lombardo. Il programma dei corsi svolti dal nostro Studio rispondevano già pienamente ai requisiti ISPRA e come tali rispondono appieno anche alle recenti normative senza porre particolari modifiche.
Spiace che Regione Lombardia abbia deciso di non considerare di inserire tra le materie d’esame anche l’abilitazione ai censimenti allo Stambecco, specie ben rappresentata sulle Alpi Orobie e sulle Alpi Retiche.

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Scarica qui gli allegati al decreto:

Allegato A – Modalità presentazione domande

Allegato B – Disposizioni minime relative ai corsi

Allegato C – Materie e prove d’esame

Allegato D – Quiz

Allegato E – Modulo di domanda per l’ammissione all’esame