Stato attuale della gestione venatoria del cervo sulle Alpi: siamo sulla buona strada? – Domodossola, 16 novembre 2018

Nella giornata di venerdì 16 novembre, presso il Collegio Rosmini a Domodossola (Via Antonio Rosmini 24), si terrà un convegno dal titolo “Stato attuale della gestione venatoria del cervo sulle Alpi: siamo sulla buona strada?”.

L’evento, organizzato dal Comprensorio Alpino VCO2  – Ossola Nord in collaborazione con il Comprensorio Alpino VCO3 – Ossola Sud, è patrocinato da Associazione per lo Sviluppo della Cultura, degli Studi Universitari e della Ricerca nel Verbano Cusio Ossola (Ars.Uni.VCO), Ente Gestione Aree Protette dell’Ossola e Società Italiana di Ecopatologia della Fauna (SIEF), e vedrà l’intervento di tecnici che si occupano della gestione del cervo sulle Alpi.

 

Questo il programma dell’evento:

  • 8:30 – Registrazione
  • 9:00 – Apertura – Saluti istituzionali

SESSIONE 1: LA GESTIONE VENATORIA SULLE ALPI
Moderatore Paolo Lanfranchi (DIMEVET – Università degli Studi di Milano)

  • 9:30 – Biologia ed etologia del cervo: è possibile una gestione venatoria rispettosa delle sue esigenze biologiche? – Luca Rotelli (Biologo-Faunista)
  • 10:00 – La gestione del cervo nell’arco alpino italiano – Francesco Riga (ISPRA)
  • 10:30 La gestione faunistico-venatoria del cervo nella Provincia di Sondrio – Maria Ferloni (Provincia di Sondrio)
  • 11:00 – Pausa
  • 11:30 – La gestione faunistico-venatoria del cervo in Canton Grigioni – Arturo Plozza (Ufficio Caccia e Pesca Canton Grigioni)
  • 12:00 – La gestione faunistico-venatoria del cervo in Canton Ticino – Federico Tettamanti (Ufficio Caccia e Pesca Canton Ticino)
  • 12:30 – Dibattito e confronto Italia / Svizzera

SESSIONE 2: APPROCCIO TECNICO-SCIENTIFICO NELLO STUDIO DELLA POPOLAZIONE DI CERVI
Moderatore Radames Bionda (Ente gestione Aree protette dell’Ossola)

  • 14:15 – La gestione del cervo nelle aree protette: tra conservazione e necessità di controllo – Luca Pedrotti (Parco Nazionale dello Stelvio)
  • 14:45 – Progetto TIGRA – Esperienze tra il Canton Ticino e il Canton Grigioni – Nicola De Tann (Ufficio Caccia e Pesca Canton Grigioni)
  • 15:15 – Pausa
  • 15:45 – Parametri fisio-metabolici del cervo come supporto alla gestione faunistica – Roberto Viganò (Studio Associato AlpVet)
  • 16:15 – L’uso della termocamera ad infrarossi per il monitoraggio del cervo nel CAVCO3 Ossola Sud – Aurelio Perrone (Comprensorio Alpino VCO3)
  • 16:45 – Tavola rotonda finale
  • 17:30 – Chiusura convegno

L’ingresso è libero e gratuito.
E’ richiesta la pre-iscrizione inviando i propri dati alla segreteria organizzativa di Ars.Uni.VCO:
e-mail: segreteria@univco.it
Telefono: 0324 482548

Locandina Convegno Cervo_16nov_Domo

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Corso Abilitazione Caccia collettiva al Cinghiale –

La Sezione Provinciale di Federcaccia, in collaborazione con lo Studio Associato AlpVet, organizza il “Corso di formazione per l’abilitazione di aspiranti cacciatori di cinghiale in forma collettiva”, conforme alle direttive ISPRA e approvato con Decreto della Regione Lombardia n. 8762 del 12/09/2016..

Le lezioni teoriche, si svolgeranno presso la Sala Convegni della Protezione Civile del Comune di Jerago con Orago sita in Piazza Don Mauri a  Jerago, dalle ore 20.00 alle ore 23.00, nelle seguenti giornate:
Martedì 18 ottobre 2016
Giovedì 20 ottobre 2016
Martedì 25 ottobre 2016
Giovedì 27 ottobre 2016
Giovedì 3 novembre 2016
Martedì 08 novembre 2016
Giovedì 10 novembre 2016
Martedì 15 novembre 2016
Giovedì 17 novembre 2016

Nell’ambito del programma didattico è prevista anche una lezione pratica di maneggio armi e tiro e una  contemporanea esercitazione su mandibole e riconoscimento delle classi di sesso e di età,  presso il Poligono del Tiro a Segno Nazionale di Somma Lombardo. La data di questa lezione sarà comunicata all’avvio del corso, probabilmente sarà fissata nella mattinata di un venerdì del mese di novembre.

Per iscrizioni e  informazioni:
Segreteria FIDC Sezione Provinciale di Varese – Via Piave, 9 – 21100 Varese
Tel/Fax: 0332-282074 e-mail: fidc.varese@fidc.it
Martedì e Venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17 – Mercoledì e Giovedì dalle 9 alle 13

CONFERMA ISCRIZIONE: Il corso avrà luogo al raggiungimento del numero minimo di 30 iscritti, si accettano al massimo 60 iscritti.  Entro il 11/10/2016 verrà comunicata  la conferma di iscrizione e inizio corso; nel caso in cui fosse indicato un indirizzo di posta elettronica o n. di cellulare, il corsista riceverà la conferma a mezzo mail o SMS.

Per maggiori informazioni e per scaricare il programma didattico www.fidc-va.eu

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Gestione faunistica e sanitaria delle popolazioni selvatiche – Università di Padova – Settembre/Ottobre 2016

Il Dipartimento di Medicina animale, produzioni e salute (MAPS) dell’Università degli Studi di Padova organizza dal 23 settembre al 22 ottobre 2016 la I° edizione del “Corso di gestione faunistica e sanitaria delle popolazioni selvatiche”. 

Il corso  si prefigge di dare delle conoscenze di base sui principi e le tecniche di gestione faunistica e sanitaria delle popolazioni di animali selvatici presenti sul territorio.
Il corso si focalizzerà su diversi aspetti:
– biologia ed ecologia di determinate specie di mammiferi e uccelli;
– principi di epidemiologia ed eco-patologia nell’ambito delle popolazioni selvatiche;
– patologie, sorveglianza sanitaria e analisi del rischio;
– tecniche di censimento, cattura, monitoraggio;
– aspetti igienico-sanitari delle carni di selvaggina.

Il corso si divide in 8 moduli e si svolgerà durante tre weekend (venerdì pomeriggio e sabato tutto il giorno) presso il Dipartimento MAPS – Polo di Agripolis (Legnaro PD). Inoltre il terzo sabato è prevista una uscita didattica facoltativa presso Parco di Paneveggio Pale di San Martino. L’attestazione di frequenza sarà rilasciata in caso di presenza ad almeno 5 moduli su 8, esclusa l’uscita didattica.

PROGRAMMA

Modulo 1 – Conservazione e gestione della fauna
Venerdì pomeriggio 23 settembre 14.00 – 18.00 – 4 ore §
Introduzione alla conservazione della fauna selvatica Gestione faunistica: obiettivi, interventi, monitoraggio 
Prof. Maurizio Ramanzin – UNIPD

Modulo 2 – Concetti  di ecologia e dinamica delle popolazioni
Sabato mattina 24 settembre 9.00 – 13.00 – 4 ore
Concetti generali di ecologia e dinamica di popolazione
Sistematica, distribuzione ed ecologia dei principali gruppi di mammiferi e uccelli

Dott. Giorgio Marchesini – UNIPD
Dott. Luca Pellicioli – Studio Associato AlpVet

Pranzo presso la sede del corso

Modulo 3 – Contenimento farmacologico dei mammiferi selvatici
Sabato pomeriggio 24 settembre 14.00 – 18.00 – 4 ore
Principi di anestesiologia e monitoraggio delle funzioni vitali
Approccio tecnico-scientifico alle catture di animali a vita libera 

Dott.ssa Giulia De Benedictis – UNIPD
Dott.ssa Cristina Fraquelli – Studio Associato AlpVet

Modulo 4 – Epidemiologia applicata alla fauna 
Venerdì 7 ottobre 14.00-18.00 – 4 ore
Principi di epidemiologia generale e applicata alla fauna selvatica I principi del campionamento
Prof. Marco Martini – UNIPD

Modulo 5 – Eco-patologia della fauna 
Sabato mattina 8 ottobre 9.00 – 13.00 – 4 ore
Patologie della fauna selvatica: zoonosi, malattie ad impatto economico, malattie con impatto sulla conservazione e biodiversità
Rapporto ospite-parassita: significato ecologico e fisiopatologia
Ruolo delle modificazioni ambientali e indotte dall’uomo nel ciclo dei patogeni e nell’introduzione-reintroduzione di malattie nella fauna selvatica Interazioni sanitarie tra animali selvatici e patrimonio zootecnico  

Dott. Rudi Cassini – UNIPD
Dott.ssa Federica Obber – IZSVE e Studio Associato AlpVet

Pranzo presso la sede del corso

Modulo 6 – Sorveglianza sanitaria e analisi del rischio nelle popolazioni selvatiche
Sabato pomeriggio 8 ottobre 14.00 – 18.00 – 4 ore
Sorveglianza passiva 
Sorveglianza attiva
Elementi di analisi del rischio di malattia nella fauna selvatica
Prioritizzazione e participatory epidemiology  
Dott. Carlo Citterio – IZSVE
Dott.ssa Federica Obber – IZSVE e Studio Associato AlpVet

Modulo 7 – Le carni di selvaggina: aspetti di sicurezza alimentare e normativa attinente
Venerdì pomeriggio 21 ottobre 13.00 – 16.00 – 3 ore
La filiera delle carni di selvaggina: aspetti sanitari, tecnici e legislativi
Prof. Valerio Giaccone – UNIPD

Modulo 8 – Etica venatoria e benessere dell’animale
Venerdì pomeriggio 21 ottobre 16.30 – 18.30 – 2 ore
Etica venatoria e benessere dell’animale per il prodotto carne di selvaggina  
Dott. Roberto Viganò – Studio Associato AlpVet

Uscita didattica 
Sabato 22 ottobre – 6 ore ipotetiche
Uscita nel parco di Paneveggio Pale di San Martino
Trekking e osservazione fauna 
Dott. Giorgio Marchesini – UNIPD

Il corso è aperto a studenti, liberi professionisti e veterinari (ULSS e ASL).

Informazioni e iscrizioni on-line dal sito dell’Università di Padova.
Segreteria organizzativa: Anna Schiavon
tel. 049 8272560
e-mail: anna.schiavon@unipd.it

Gestione faunistica e sanitaria delle popolazioni selvatiche EDI

 

Corso Abilitazione Caccia di Selezione – Magenta Settembre/Novembre 2016

Lo Studio Associato AlpVet in collaborazione con FIDC Magenta, organizza il Corso per l’abilitazione ai censimenti e alla caccia di selezione agli ungulati.
Il corso è conforme ai requisiti ISPRA.

Il corso avrà inizio martedì 20 settembre e si concluderà il 10 novembre. Le lezioni teoriche si svolgeranno presso la sede di FIDC Magenta (Presso Oratorio Sacra Famiglia) in via Cadorna nr 12 a Magenta, nelle giornate di martedì e giovedì.

E’ prevista anche un’uscita sul campo in Val d’Ossola in cui si eseguiranno le prove pratiche di avvistamento ungulati, recupero col cane da traccia e gestione ed eviscerazione della carcassa.

Per informazioni contattare la Segreteria Fidc di Magenta nelle figure di:
Garavaglia Dario – Cell. 331 3406532
Pardo Paolo – Cell. 348 7815434

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Gestione Faunistica: ricerca e formazione – Tonezza di Cimone 6 agosto 2016

Sabato 6 agosto alle ore 16,00, presso il Palazzo Congressi di Tonezza di Cimone,  si terrà il Convegno “Gestione faunistica: ricerca e formazione” organizzato da Faunambiente in collaborazione con il patrocinio e la collaborazione di FIDC, Arcicaccia e ANUU.

Il programma del convegno, che apre l’evento “Una montagna di meraviglie: fauna selvatica e ambiente” che si protrarrà fino al 15 agosto, prevede le seguenti relazioni:

APERTURA CONVEGNO
Saluto autorità e associazioni venatorie
Francesco Dalla Vecchia – Faunambiente

Introduzione e moderatore del Convegno
Sandro Flaim – Presidente nazionale UNCZA

INTERVENTI:
Monitoraggio di insetti con la partecipazione pubblica – Progetto Life MIPP
Marco Bardiani  – Centro per la biodiversità del Corpo Forestale dello Stato

• Il ritorno dell’Ibis eremita in europa – Progetto Life di reintroduzione
Nicoletta Perco  – Partner del progetto “LIFE + Project Management Team”

Il Cervo tra ieri e oggi – I Cervi in Cansiglio 
Giustino Mezzalira  – Veneto Agricoltura

Avifauna alpina: raccolta campioni e risultati – Ricerca UNCZA / ISPRA
Giulia Piva   – Medico veterinario Ambulatori Veterinari Associati

Malattie della fauna selvatica – Indagini e interventi 
Federica Obber  – Istituto zooprofilattico delle Venezie e Studio Associato AlpVet

Il tempo delle migrazioni – Monitoraggio degli uccelli migratori nei valichi prealpini
Alberto Bosa  – Tecnico faunistico

Lo sguardo del Lupo
Incontro con lo scrittore Giancarlo Ferron

Una montagna di meraviglie
Videoproiezione del fotografo naturalista Luigi Sebastiani

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Conferenza chiusura Progetto Filiera Eco-Alimentare – 26 luglio 2016

L’Associazione ARS.UNI.VCO, i Dipartimenti DIVEMET, VESPA e GeSDiMont dell’Università di Milano e l’Unione dei Comuni dell’Alta Ossola, organizzano per martedì 26 luglio 2016, ore 9.30 presso il Collegio Mellerio Rosmini di Domodossola  la CONFERENZA di CHIUSURA del “PROGETTO FILIERA ECO-ALIMENTARE – Valorizzazione delle carni di selvaggina: la gestione di prodotto sostenibile come strumento di stimolo al miglioramento ambientale dei territori alpini”.

Nel corso dell’incontro i partner di progetto oltre alla restituzione del lavoro svolto, illustreranno dati ed indicazioni sul processo di filiera dal punto di vista tecnico, igienico sanitario ed economico.

PROGRAMMA

ore 9.30 – Saluti Istituzionali

Enrico Borghi – Parlamentare e Presidente UNCEM Nazionale
Stefano Costa  – Presidente Provincia VCO
Bruno Stefanetti – Presidente Unione Montana Alta Ossola
Angelo Tandurella – Vice-Sindaco di Domodossola e ass.re al Turismo
Francesca Zanetta – Commissario Fondazione CARIPLO
Franco Ottinetti – Vice-Presidente ARS.UNI.VCO

ore 10.00 – Presentazione sintetica delle Relazioni predisposte dai partner di progetto:

“Filiera Eco-alimentare: una rete sostenibile tra partner, stakeholder e cittadinanza”
Relazione di Andrea Cottini (Coordinatore Progetto) e Federica Fili Associazione ARS.UNI.VCO – Capofila di progetto

“Analisi storica dell’impatto degli ungulati a livello locale”
Relazione di: Alberto Tamburini, Davide Ferrero, Silvana Mattiello
Centro Interdipartimentale di Studi Applicati per la Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna – GE.S.DI.MONT. – UNIMI – Partner di progetto

“Il processo di filiera: salubrità, tracciabilità e identificazione (marchio) del prodotto selvaggina”  Relazione di Claudio Boldini, Roberto Viganò e Luigi Tripodi
Unione Montana Alta Ossola – Partner di progetto

“La carne di ungulati selvatici: sanità animale e sicurezza alimentare”
Relazione di Nicola Ferrari, Camilla Luzzago, Nicoletta Formenti, Tiziana Trogu, Roberto Viganò, Paolo Lanfranchi
Dipartimento di Medicina Veterinaria – DIMEVET – UNIMI – Partner di progetto

“La valorizzazione della carne di selvaggina locale.  Quali opportunità per una filiera partecipata e controllata”
Relazione di Anna Gaviglio, Eugenio Demartini, Maria Elena Marescotti
Dipartimento di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare – VESPA – UNIMI – Partner di progetto

Conclusioni
“PROCESSI di FILIERA ECO-ALIMENTARE – La gestione di prodotto sostenibile per lo sviluppo dei territori alpini” 

ore 13.00 – Standing lunch presso il Collegio Rosmini di Domodossola

La giornata è organizzata con il patrocinio di:
Provincia di Verbania
ASL VCO
Ente di gestione delle Aree Protette dell’Ossola
Comprensorio Alpino VCO1 – Verbano-Cusio
Comprensorio Alpino VCO2 – Ossola Nord
Comprensorio Alpino VCO3- Ossola Sud
ConfCommercio VCO
Associazione Park-è
Collegio Mellerio Rosmini

La PARTECIPAZIONE É LIBERA e GRATUITA.
Sarà possibile seguire l’evento anche a distanza in videoconferenza diretta inviando una mail a segreteria@univco.it.

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L’Età del capriolo – Valutazione dell’età mediante metodica del cemento secondario

Riportiamo  il testo dell’articolo scritto da Luca Pellicioli (Studio Associato AlpVet) comparso sull’ultimo numero di Caccia a Palla, che fa sintesi del testo già presentato in un precedente post.


Da un punto di vista ecologico la corretta determinazione dell’età, con la successiva suddivisione in classi, rientra nei presupposti per la valutazione della dinamica di popolazione, permettendo in seguito di valutare la fase di espansione, stabilizzazione e declino di una popolazione di animali selvatici. In relazione al capriolo, diverse sono le tecniche per determinare l’età, applicabili in animali abbattuti e/o rinvenuti morti. Tra i metodi basati su valutazioni soggettive (o empiriche), la valutazione del livello di usura della tavola dentaria affiancata dalla verifica dei tempi di eruzione dei denti definitivi, è convenzionalmente il metodo maggiormente utilizzato per la praticità e rapidità d’esecuzione. Tale tecnica presenta però oggettivi limiti legati a variabili individuali, ambientali ed esperienza dell’operatore che possono influire in modo significativo sull’esito del risultato finale inducendo potenzialmente a sovrastimare o sottostimare l’età del soggetto.

Per ridurre tali errori sono presenti metodi scientifici, basati su considerazioni oggettive, come il ‘metodo della deposizione del cemento secondario’. Tale metodo si basa sull’osservazione di sezioni istologiche di cemento secondario, un tessuto dentale calcificato specializzato che ricopre la superficie della radice dei denti che presenta in tutti i mammiferi la peculiarità biologica di deporsi continuamente, a regolari cicli annuali, durante l’intero arco di vita dell’animale (Mitchell, 1963; Azorit, 2002; De Marinis, 2003). Per eseguire queste analisi è fondamentale seguire correttamente il protocollo del laboratorio di riferimento relativamente alle modalità di prelievo, conservazione e conferimento del campione. Il cemento dentale è distinto in due tipologie: il cemento primario (o cemento acellulare) che si forma in concomitanza della formazione della radice e dell’eruzione del dente ed il cemento secondario (o cemento cellulare) che ricopre il cemento acellulare ed è caratterizzato dalla presenza di cementoblasti che producono cemento durante tutta la vita, depositandosi sotto forma di strati che in sezione appaiono come anelli.

Sulla base di quanto esposto, al fine di verificare la corrispondenza tra determinazione dell’età attraverso la valutazione dell’usura della tavola dentaria (metodo soggettivo) ed il metodo del cemento secondario (metodo scientifico) nel territorio della Provincia di Bergamo è stata condotta in regime di autocontrollo1 un’indagine sperimentale su mandibole e denti di caprioli abbattuti durante l’attività venatoria. Le operazioni di campionamento hanno permesso di individuare mandibole appartenenti a soggetti ritenuti di maggior interesse da un punto di vista venatorio sulle quali è stata condotta un’indagine presso il Matson’s Laboratory (Montana – USA). Sezione Incisivo CaprioloIl protocollo ha previsto l’estrazione dell’incisivo I1 conferito al laboratorio in modo integro completo di radice ed estratto dalla mandibola immergendo in un bagno d’acqua calda per 4-6 ore ad una temperatura non superiore ai 70°C. Il Laboratorio ha provveduto alla preparazione del campione istologico in quattro fasi operative: decalcificazione, sezionamento attraverso microtomo (14 μm, effettuata in modo longitudinale lungo il piano sagittale del campione), colorazione delle sezioni al fine di ottenere un miglior contrasto ed infine lettura del vetrino istologico con stereomicroscopio ad ingrandimenti 15X. Ad ogni sezione ottenuta il laboratorio ha espresso un codice di attendibilità relativo alla qualità del campione indicato con 3 livelli progressivi (A, B, C). I risultati emersi dal Laboratorio hanno successivamente permesso di confrontare il dato ottenuto con quanto riscontrato con la valutazione attraverso l’usura tavola dentaria. In alcuni campioni il dato coincideva mentre in due casi è stata evidenziata una sottostima e sovrastima dell’età di cui si riferisce a titolo esemplificativo.
Capriolo_01Il campione del caso 1 è stato sottostimato in quanto è stata assegnata, attraverso il metodo della valutazione dell’usura della tavola dentaria l’età di 4 anni e mezzo mentre il metodo del cemento secondario ha accertato l’età di 8 anni. La differenza tra i due metodi è significativa e l’appartenenza, come codice di attendibilità, alla classe A (qualità ottima) del campione non lascia dubbi sull’interpretazione dell’esame istologico. Ad ulteriore conferma del dato emerso va considerato che tale campione appartiene ad un capriolo che è stato regolarmente monitorato attraverso un’indagine fotografica durante la sua vita ed era facilmente riconoscibile all’osservazione per la presenza di un’evidente atrofia muscolare a livello della coscia destra confermata al momento dell’abbattimento dall’esame autoptico.

Capriolo_02Al contrario, il campione del caso 2 è stato sovrastimato in quanto è stata attribuita l’età di 5-6 anni attraverso la valutazione dell’usura della tavola dentaria mentre il metodo del cemento secondario ha assegnato l’età di 3 anni. Potendo escludere la componente soggettiva nell’errore di valutazione2 ne consegue che fattori individuali ed ambientali hanno avuto un ruolo determinante. Concludendo l’esperienza svolta ha permesso di metter in evidenza alcune criticità relative ai metodi di valutazione dell’età in caprioli abbattuti. A livello generale alla base della sovrastima o sottostima dell’età assumono un ruolo determinante i fattori individuali ed ambientali legati alla vita e alimentazione del soggetto oltre alla specifica esperienza del valutatore. La sovrastima dell’età, in base all’indagine condotta, rappresenta uno dei rischi più frequenti soprattutto nei casi in cui il soggetto in esame ha abitudini alimentari scorrette con una maggior usura della tavola dentaria e quindi una potenziale falsificazione dell’età valutata. Maggiori difficoltà si evidenziano soprattutto in capi adulti di età avanzata, quando ormai la tavola dentaria è molto usurata e quindi aumenta lo spazio interpretativo della valutazione soggettiva. Al contrario l’osservazione degli anelli di cemento secondario non rimane influenzata da queste variabili e, pur richiedendo tempistiche di realizzazione più lunghe, può esser utilizzato come metodo di conferma in caso di dubbi soprattutto in popolazioni di cervidi ed in particolare Capriolo dove, non essendo possibile valutare l’età attraverso il trofeo, si rende necessario affidarsi a metodiche oggettive con elevato grado di affidabilità.

1- L’indagine sperimentale svolta è stata completamente finanziata e condotta dal Comitato di Gestione ex ATC Prealpino Bergamo (ora Comprensorio Alpino Prealpi Bergamasche).

2- La valutazione dell’età con metodo usura tavola dentaria è stata eseguita e condivisa da più selecontrollori con comprovata esperienza di valutazione.

Bibliografia disponibile presso autore.
Si ringraziano: Silvano Sonzogni, Maurizio Volpi, Alessandra Gaffuri