Specializzazione Caccia al cinghiale – Magenta

Martedì 17 novembre cominciano le lezioni del “Corso di abilitazione alla figura del cacciatore specializzato nella caccia al cinghiale”, conforme alla DGR 2031/2019 e al decreto 5303 del 4 maggio 2020 di Regione Lombardia (a questo link tutte le informazioni inerenti il decreto), organizzato dal Nucleo FIDC di Magenta, in collaborazione con lo Studio Associato AlpVet.

Il corso, in programma per lo scorso marzo, è stato rinviato causa COVID.

Le lezioni, si svolgeranno presso la sede del Nucleo FIDC di Magenta, in Via Cadorna a Magenta, nelle giornate di martedì e giovedì, a partire da martedì 17 novembre.

I posti disponibili sono contingentati in base alle norme COVID-19.

Con questo corso si viene ammessi a sostenere l’esame per essere abilitati alla caccia al cinghiale sia in forma collettiva che in selezione su tutto il territorio della Regione Lombardia.

I requisiti per poter essere ammessi all’esame sono i seguenti:

  • Attestato di frequenza al corso, ottenuto frequentando almeno il 70% delle ore di teoria ed il 100% delle ore di esercitazione pratica
  • Prova di tiro effettuata presso un Tiro a Segno Nazionale alla distanza di 100 m con fucile a canna rigata di calibro consentito per l’attività venatoria dotato di ottica di mira, mettendo almeno 4 colpi su 5 all’interno di un diametro di 15 cm sparando da seduti con appoggio anteriore
  • Prova di tiro effettuata presso un Tiro a Segno Nazionale alla distanza di 25 o 50 m con fucile a canna rigata o liscia di calibro consentito per l’attività venatoria dotato di ottica di mira o tacca di mira o punto rosso, mettendo almeno 4 colpi su 5 all’interno di un diametro di 15 cm sparando in piedi con il solo ausilio del bastone

Come previsto dal decreto 5303/2020, è possibile anche svolgere anche solo la lezione integrativa per la forma di caccia per cui non si dispone l’abilitazione.

Pertanto, è possibile seguire unicamente la lezione di 3 ore “Tecniche di prelievo: Caccia di selezione” e ottenere l’abilitazione alla caccia di selezione al cinghiale nel caso in cui:

  • I candidati abbiano già conseguito l’abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale o abilitazioni equipollenti (equipollenza rilasciata da Regione Lombardia). In tal caso l’esame si terrà solo in forma orale, accompagnando alla domanda l’esito della prova di tiro a 100 m;
  • I candidati abbiano ottenuto l’attestato relativo al corso “Abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale” o attestati a corsi equivalenti nei due anni precedenti. In tal caso l’esame prevede sia la prova scritta che orale, oltre che la prova di tiro a 100 m.

In alternativa, è possibile seguire unicamente la lezione di 3 ore “Tecniche di prelievo: Caccia collettiva” e ottenere l’abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale nel caso in cui:

  • I candidati abbiano già conseguito l’abilitazione al censimento ed al prelievo selettivo degli ungulati o abilitazioni equipollenti che comprendono anche la specie cinghiale (equipollenza rilasciata da Regione Lombardia). In tal caso l’esame si terrà solo in forma orale, accompagnando alla domanda l’esito della prova di tiro a 25 o 50 m;
  • I candidati hanno svolto e ottenuto l’attestato relativo al corso “Censimento e prelievo selettivo degli ungulati” o attestati a corsi equivalenti nei due anni precedenti. In tal caso l’esame prevede sia la prova scritta che orale, oltre che la prova di tiro a 25 o 50 m.

Le domande di iscrizione al corso dovranno pervenire entro il 10 novembre a fidcnucleomagenta@gmail.com, contattando i referenti tramite numero di telefono presente nella locandina oppure direttamente on-line compilando il modulo presente sul sito http://www.federcaccianucleomagenta.it/.

L’esame si terrà presso l’UTR indicata nella domanda d’esame; i candidati verranno convocati direttamente dalla Regione Lombardia almeno 15 giorni prima della seduta d’esame, che prevede una prova scritta composta da 30 domande a risposta multipla, una volta superata con almeno l’80% delle risposte corrette si accede alla prova orale.

N.B.: Regione Lombardia non fornisce la garanzia che questa abilitazione sia ritenuta equipollente al di fuori del territorio regionale, rimanda la decisione alle Regioni in cui eventualmente si effettua la richiesta. Si consiglia per chi vuole ottenere l’equipollenza anche in altre regioni di svolgere separatamente le abilitazioni alla collettiva e alla selezione.

Specializzazione Caccia al cinghiale – Bereguardo 13 ottobre 2020

La Società Cacciatori di Bereguardo (Sezione Comunale di FIDC), in collaborazione con lo Studio Associato AlpVet, nel rispetto delle misure previste dai DPCM in materia di COVID-19, organizza a partire dal 13 ottobre, nelle giornate di martedì e venerdì, il “Corso di abilitazione alla figura del cacciatore specializzato nella caccia al cinghiale”, conforme alla DGR 2031/2019 e al decreto 5303 del 4 maggio 2020 di Regione Lombardia (a questo link tutte le informazioni inerenti il decreto).

Con questo corso si viene ammessi a sostenere l’esame per essere abilitati alla caccia al cinghiale sia in forma collettiva che in selezione su tutto il territorio della Regione Lombardia.

I requisiti per poter essere ammessi all’esame sono i seguenti:

  • Attestato di frequenza al corso, ottenuto frequentando almeno il 70% delle ore di teoria ed il 100% delle ore di esercitazione pratica
  • Prova di tiro effettuata presso un Tiro a Segno Nazionale alla distanza di 100 m con fucile a canna rigata di calibro consentito per l’attività venatoria dotato di ottica di mira, mettendo almeno 4 colpi su 5 all’interno di un diametro di 15 cm sparando da seduti con appoggio anteriore
  • Prova di tiro effettuata presso un Tiro a Segno Nazionale alla distanza di 25 o 50 m con fucile a canna rigata o liscia di calibro consentito per l’attività venatoria dotato di ottica di mira o tacca di mira o punto rosso, mettendo almeno 4 colpi su 5 all’interno di un diametro di 15 cm sparando in piedi con il solo ausilio del bastone

Come previsto dal decreto 5303/2020, è possibile anche svolgere anche solo la lezione integrativa per la forma di caccia per cui non si dispone l’abilitazione.

Pertanto, è possibile seguire unicamente la lezione di 3 ore “Tecniche di prelievo: Caccia di selezione” e ottenere l’abilitazione alla caccia di selezione al cinghiale nel caso in cui:

  • I candidati abbiano già conseguito l’abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale o abilitazioni equipollenti (equipollenza rilasciata da Regione Lombardia). In tal caso l’esame si terrà solo in forma orale, accompagnando alla domanda l’esito della prova di tiro a 100 m;
  • I candidati abbiano ottenuto l’attestato relativo al corso “Abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale” o attestati a corsi equivalenti nei due anni precedenti. In tal caso l’esame prevede sia la prova scritta che orale, oltre che la prova di tiro a 100 m.

In alternativa, è possibile seguire unicamente la lezione di 3 ore “Tecniche di prelievo: Caccia collettiva” e ottenere l’abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale nel caso in cui:

  • I candidati abbiano già conseguito l’abilitazione al censimento ed al prelievo selettivo degli ungulati o abilitazioni equipollenti che comprendono anche la specie cinghiale (equipollenza rilasciata da Regione Lombardia). In tal caso l’esame si terrà solo in forma orale, accompagnando alla domanda l’esito della prova di tiro a 25 o 50 m;
  • I candidati hanno svolto e ottenuto l’attestato relativo al corso “Censimento e prelievo selettivo degli ungulati” o attestati a corsi equivalenti nei due anni precedenti. In tal caso l’esame prevede sia la prova scritta che orale, oltre che la prova di tiro a 25 o 50 m.

Le domande di iscrizione al corso dovranno pervenire entro il 6 ottobre e possono essere inviate tramite mail all’indirizzo: societacacciatoribereguardo@gmail.com 
oppure contattando i referenti della Società Cacciatori Bereguardo ai seguenti numeri:
Larocca Michele – 339 5799804
Nodari Carlo – 347 1778863

L’esame si terrà presso l’UTR indicata nella domanda d’esame; i candidati verranno convocati direttamente dalla Regione Lombardia almeno 15 giorni prima della seduta d’esame, che prevede una prova scritta composta da 30 domande a risposta multipla, una volta superata con almeno l’80% delle risposte corrette si accede alla prova orale.

N.B.: Regione Lombardia non fornisce la garanzia che questa abilitazione sia ritenuta equipollente al di fuori del territorio regionale, rimanda la decisione alle Regioni in cui eventualmente si effettua la richiesta. Si consiglia per chi vuole ottenere l’equipollenza anche in altre regioni di svolgere separatamente le abilitazioni alla collettiva e alla selezione.

Corso per l’abilitazione alla caccia di selezione – FIDC Magenta – 15 settembre 2020

Martedì 15 settembre cominciano le lezioni del “Corso per l’abilitazione alla caccia di selezione a capriolo, camoscio, cervo, daino, muflone e cinghiale”, conforme al Decreto della Regione Lombardia n. 2092 del 19/02/2018 e relativi allegati, organizzato dal Nucleo FIDC di Magenta, in collaborazione con lo Studio Associato AlpVet.

Il corso, in programma per lo scorso marzo, è stato rinviato causa COVID.

Le lezioni, si svolgeranno presso la sede del Nucleo FIDC di Magenta, in Via Cadorna a Magenta, nelle giornate di martedì e giovedì, a partire da martedì 15 settembre.

I posti disponibili sono contingentati in base alle norme COVID-19.

Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro il 10 settembre a fidcnucleomagenta@gmail.com, contattando i referenti tramite numero di telefono presente nella locandina oppure direttamente on-line compilando il modulo presente sul sito http://www.federcaccianucleomagenta.it/.

A chiusura del presente corso si svolgerà il corso per la Specializzazione alla caccia al cinghiale. Coloro i quali seguiranno questo corso, una volta passato l’esame, saranno abilitati alla caccia di selezione anche alla specie cinghiale e, in base alla DGR 2854/2020 e al Decreto 5303/2020 di Regione Lombardia, potranno seguire esclusivamente la lezione inerente “Tecniche di prelievo: Caccia collettiva” del corso specialistico.
Si consiglia a coloro i quali sono interessati esclusivamente alla caccia al cinghiale di seguire il corso per la Specializzazione alla caccia al cinghiale che inizierà il 17 novembre.

Seguiranno aggiornamenti.

Locandina Corso Selezione_2020_set

Lezioni integrative per l’abilitazione a “Cacciatore specializzato nel prelievo venatorio del cinghiale” – Corso on-line

Con il recente D.G.R. n. 5303 del 04/05/2020 “Disposizioni in ordine al conseguimento dell’abilitazione relativa alla figura del cacciatore specializzato nel prelievo venatorio del cinghiale” viene introdotta in Regione Lombardia un’altra figura venatoria: il cacciatore specializzato nel prelievo del cinghiale, in tutte le forme previste dalla normativa vigente.

Coloro i quali hanno l’abilitazione alla Caccia di Selezione al Cinghiale e volessero integrare la parte della Collettiva, possono seguire il corso in modalità remota (attraverso piattaforma Zoom) sulla parte speciale dedicata alle “Tecniche di prelievo in forma collettiva” che si terrà mercoledì 8 luglio alle ore 20.00.
Per presentare la domanda d’esame è necessario effettuare la prova di tiro a 25 m (o 50 m) presso un Poligono TSN.

Coloro i quali hanno l’abilitazione alla Caccia Collettiva al Cinghiale e volessero integrare la parte della selezione, possono seguire il corso in modalità remota (attraverso piattaforma Zoom) sulla parte speciale dedicata alle “Tecniche di prelievo in selezione” che si terrà giovedì 9 luglio alle ore 20.00.
Per presentare la domanda d’esame è necessario effettuare la prova di tiro a 100 m con carabina presso un Poligono TSN.

I corsi sono limitati a massimo 40 persone.
Il costo del corso è fissato in 46 €, comprensivi di marca da bollo da 16 € necessaria per la compilazione della domanda d’esame.

Per iscrizioni scrivere a info@alpvet.it

Note:

I corsi in presenza verranno organizzati a partire da settembre 2020.

Si ricorda che chi è già in possesso della qualifica per la caccia alla selezione al cinghiale e per la collettiva al cinghiale, anche se ottenuta con due corsi differenti, è già di fatto un Cacciatore specializzato nel prelievo venatorio del cinghiale, quindi non deve seguire ulteriori corsi.

Per velocizzare la partecipazione all’esame, si suggerisce di inoltrare le domande di ammissione all’UTR Insubria o all’UTR di Pavia, in quanto attualmente su Milano ci sono diversi corsi in attesa di svolgimento esame.

Specializzazione alla caccia al cinghiale -D.G.R. Reg. Lombardia n. 5303/2020

Con il recente D.G.R. n. 5303 del 04/05/2020 “Disposizioni in ordine al conseguimento dell’abilitazione relativa alla figura del cacciatore specializzato nel prelievo venatorio del cinghiale” viene introdotta un’altra figura venatoria: il cacciatore specializzato nel prelievo del cinghiale, in tutte le forme previste dalla normativa vigente.

Il corso previsto si articola in 33 ore frontali ed esercitative durante le quali si affrontano tutti gli argomenti riguardanti le due tipologie di caccia al cinghiale: caccia collettiva, nelle sue specializzazioni braccata, battuta e girata, e caccia di selezione. Nel corso verranno trattati temi non solo riguardanti le forme di caccia, ma anche il trattamento della carcassa ai fini alimentari (tra l’altro lezione che noi abbiamo sempre svolto nei nostri corsi), la balistica con una parte teorica ed una parte pratica al poligono in tiro, la stima quantitativa della specie, l’impatto sociale e naturalmente il riconoscimento in natura anche attraverso i segni di presenza dell’animale.

Prima di presentarsi all’esame, che prevede una prova scritta a quiz ed un orale, è necessario che i candidati affrontino due prove di tiro presso un Tiro a Segno Nazionale: 5 tiri su sagoma fissa alla distanza di 100 m in appoggio sul banco con arma a canna rigata con ottica di mira ed altri 5 tiri alla distanza di 25 m con arma a canna rigata o liscia con o senza ottica di mira in piedi senza appoggio o con il solo ausilio del bastone, in entrambi i casi almeno 4 tiri devono risultare nell’area vitale (15 cm di diametro).

Chi è già in possesso della qualifica per la caccia alla selezione al cinghiale e per la collettiva al cinghiale, anche se ottenuta con due corsi differenti, è di fatto un Cacciatore specializzato nel prelievo venatorio del cinghiale. Perché se così non fosse, allora…

Chi invece è abilitato alla sola selezione o alla sola collettiva, per disporre di questa ulteriore specializzazione dovrà necessariamente seguire un’integrazione sulla parte mancante.

Quindi per i cacciatori di selezione sarà necessario seguire la lezione sulle tecniche di prelievo della caccia collettiva al cinghiale ed effettuare la prova di tiro a 25 m (è consentita anche a 50 m), mentre per coloro i quali cacciano già il cinghiale in forma collettiva sarà necessario seguire la lezione riguardante le tecniche di prelievo in selezione ed effettuare la prova di tiro a 100 m con carabina. Una volta in possesso dell’attestato di frequenza del 100% delle tre ore e dell’idoneità al tiro potranno affrontare la sola prova orale in sede d’esame.

Corsi abilitazione alla caccia di selezione agli ungulati e alla collettiva al cinghiale – ANUU Varese – 15 aprile 2020

L’ associazione venatoria A.N.U.U. Gruppo di Varese, in collaborazione con lo Studio associato AlpVet, organizza il “Corso per l’abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale” e il “Corso per l’abilitazione alla caccia di selezione a capriolo, camoscio, cervo, daino, muflone e cinghiale”, conformi al Decreto della Regione Lombardia n. 2092 del 19/02/2018 e relativi allegati.

Le lezioni, che avranno inizio il 15 aprile, si svolgeranno presso la sede della Pro Loco di Ganna (Va) in Piazza Grandi 1, nelle giornate di lunedì e mercoledì. Sono previste uscite teoriche/pratiche da svolgersi fuori sede.

È possibile l’iscrizione ad entrambi i corsi con un percorso formativo unico.

Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro l’8 aprile a:

Dott.ssa Chiara Macchi
cell 3406862543 (si prega di telefonare dopo le 12,30)
e-mail c.macchi@alpvet.it  

Dott.ssa Martina Besozzi
cell 3493556003
e-mail m.besozzi@alpvet.it 

Locandina ANUU_2020

Corsi abilitazione alla caccia di selezione agli ungulati e alla collettiva al cinghiale – FIDC Magenta – 17 marzo 2020

Il Nucleo FIDC di Magenta, in collaborazione con lo Studio Associato AlpVet, organizza il “Corso per l’abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale” e il “Corso per l’abilitazione alla caccia di selezione a capriolo, camoscio, cervo, daino, muflone e cinghiale”, conformi al Decreto della Regione Lombardia n. 2092 del 19/02/2018 e relativi allegati.

Le lezioni, si svolgeranno presso la sede del Nucleo FIDC di Magenta, in Via Cadorna a Magenta, nelle giornate di martedì e giovedì, a partire da martedì 20 marzo.

Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro il 10 marzo a fidcnucleomagenta@gmail.com, contattando i referenti tramite numero di telefono presente nella locandine oppure direttamente on-line compilando il modulo presente sul sito http://www.federcaccianucleomagenta.it/.

 

 

Corso di abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale e alla selezione agli ungulati – FIDC Seregno

Prenderanno il via lunedì 17 febbraio presso la sede di FIDC di Seregno (MB) i seguenti corsi:

  • “Corso per l’abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale”
  • “Corso per l’abilitazione alla caccia di selezione a capriolo, camoscio, cervo, daino, muflone e cinghiale”

Entrambi i corsi sono conformi al Decreto della Regione Lombardia n. 2092 del 19/02/2018 e relativi allegati, e ai requisiti ISPRA.

È possibile l’iscrizione ad entrambi i corsi con un percorso formativo unico.

I corsi si svolgeranno nelle serate di lunedì e mercoledì a Seregno in via Alessandria angolo via Porada, e sono previste uscite teoriche/pratiche da svolgersi fuori sede.

Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro il 10 febbraio telefonando alla segreteria al numero 349-6061989, oppure scrivendo a info@alpvet.it.

Locandina Seregno 2020

 

Malattia di Aujeszky nel cinghiale e rischio Pseudorabbia nei cani

Negli ultimi giorni del 2019 una notizia ha destato molta preoccupazione soprattutto tra gli appassionati di caccia al cinghiale: “Malattia mortale dei cani si diffonde in Romagna, già sei decessi in pochi giorni”. Dal Servizio Veterinario (AUSL) di Forlì si comunica che alcuni cani da caccia sono infatti deceduti con sintomi riferibili al cosiddetto morbo di Aujeszky o Pseudorabbia e che, a seguito delle attività di sorveglianza, 49 cinghiali abbattuti durante l’attività venatoria tra Rimini, Forlì e Cesena sono risultati positivi ai test anticorpali nei confronti della malattia.

Non è del resto l’unica segnalazione negli ultimi anni in Italia e all’estero, ricordiamo infatti la segnalazione di un focolaio accertato nel 2008 in provincia di Novara con 7 cani da caccia deceduti in seguito all’abbattimento di un grosso cinghiale, nel 2013 invece 8 cani da caccia sono deceduti in provincia di Grosseto con sintomatologia riferibile a Pseudorabbia, diagnosi poi confermata dal servizio veterinario territoriale e altri 3 casi segnalati nella prefettura della Mosa, nel Nord-Est della Francia, durante lo stesso anno, oltre ad altri casi sporadici già verificatisi sul territorio nazionale.
Oltre ai cani, è bene segnalare anche il caso dell’orso marsicano morto a gennaio 2012 nel Parco Naturale Sirente-Velino nel cui referto d’autopsia è indicato il sospetto di Malattia di Aujeszky.

Ma cerchiamo di chiarire cosa sia questa malattia…

Si tratta di una malattia virale (Suid Herpesvirus) non zoonosica che colpisce i suidi domestici e selvatici come specie target, che fungono da reservoir, nei quali assume carattere diffusivo e connotazioni diverse in funzione dell’età dei soggetti colpiti, potendo provocare encefalite acuta nei giovani, polmonite negli adulti, ipofertilità e aborto nei riproduttori. Esistono anche infezioni subcliniche o asintomatiche o latenti.

Altri mammiferi, come il cane, il gatto, la volpe, l’orso, il lupo, i mustelidi, sono considerati ospiti aberranti, i quali quindi possono essere infettati dal virus soprattutto tramite ingestione di materiale infetto, ma occasionalmente anche tramite il morso o il contatto diretto con suidi infetti, con esito sempre mortale, ma perdendo la contagiosità, per cui il virus non può essere trasmesso ad un altro soggetto. Il cane manifesta inizialmente anoressia, stanchezza, indifferenza agli stimoli esterni e peggiora dimostrando difficoltà respiratorie, salivazione eccessiva, vomito, diarrea e un lieve rialzo della temperatura. Il sintomo distintivo è un fortissimo prurito, localizzato soprattutto su muso e orecchie, che induce il cane a grattarsi senza sosta. Nelle fasi finali della malattia i cani presentano spasmi neuro-muscolari, mancanza di coordinazione e paralisi progressiva. Tutti questi sintomi fanno definire la patologia nel cane con il termine di Pseudorabbia.
Purtroppo per i soggetti colpiti la prognosi è infausta, la morte sopraggiunge infatti entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi, i quali cominciano a presentarsi entro 6 giorni dal contagio.

Non esiste vaccino, né trattamento efficace per le specie non suine, perciò l’unica accortezza per evitare il contagio è quella di non far ingerire carne cruda o interiora di maiale o di cinghiale ai cani. La cottura infatti inattiva completamente il virus, è sufficiente cuocere la carne a 100°C per un minuto o a 60°C per un’ora, tenendo conto che la temperatura indicata è da raggiungere a cuore della massa muscolare. Il vaccino esiste per i suini, ma laddove sia presente un piano di eradicazione della malattia negli allevamenti di suini l’utilizzo ne è vietato.

La diagnosi della malattia nel cane e nelle altre specie non target si effettua in base alla sintomatologia in prima battuta, ma è necessario differenziarla dalla Rabbia, malattia con sintomatologia simile, altrettanto letale, ma molto pericolosa anche per l’uomo, a differenza di Aujeszky. In secondo luogo si procede con esami di laboratorio come indagini molecolari (PCR) e ricerca virale nei carnivori deceduti, cercando quindi direttamente la presenza del virus stesso, oppure indagini sierologiche su campioni di sangue per la ricerca degli anticorpi nei confronti del virus nei suidi.

L’uomo non è sensibile all’infezione perciò non esiste alcun rischio nel maneggiare materiale infetto o nell’entrare in contatto con soggetti con sintomatologia evidente, nonostante questo la malattia risulta comunque menzionata nell’elenco OIE (https://www.oie.int/animal-health-in-the-world/oie-listed-diseases-2020/).

Bisogna sottolineare che la malattia non è sconosciuta o non indagata, esiste infatti un piano di monitoraggio e controllo a livello nazionale che prevede piani di controllo ed eradicazione a livello regionale e che vede impegnati i Servizi Veterinari presenti sul territorio nonché il centro di referenza nazionale IZSLER nella sede di Brescia, per cui si lavora per ottenere l’eradicazione della malattia soprattutto negli allevamenti suinicoli ed ottenere la denominazione di “ufficialmente indenne”, monitorando contemporaneamente la presenza nella fauna selvatica (qui è disponibile il report sull’attività di monitoraggio svolta nel 2018 e le misure di sorveglianza per il 2019).

I risultati mostrano che la presenza del virus sul territorio nazionale è estremamente bassa, ma il rischio non è nullo come infatti dimostrano gli ultimi casi che hanno creato allarme.

 

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Aree in cui sono tati rinvenuti cinghiali sieropositivi alla Malattia di Aujeszky – Fonte http://www.vetinweb.it (REGIONE LOMBARDIA – PIANO REGIONALE DI MONITORAGGIO E CONTROLLO SANITARIO DELLA FAUNA SELVATICA)

 

In altri Paesi esteri invece, come per esempio USA, Canada e Nuova Zelanda, i piani di eradicazione sono stati conclusi con successo eliminando completamente la malattia dal proprio territorio.

Di seguito alcuni siti di riferimento:

Ministero della Salute – Piano Nazionale Integrato

Regione Lombardia – Vetinweb

Regione Veneto – Resolveveneto

Regione Piemonte – DGR 86-6278 del 2018

Workshop – La Filiera della selvaggina come opportunità di valorizzazione delle risorse naturali del territorio abruzzese. 20 dicembre – Pescara

Venerdì 20 dicembre (ore 15.00 – Pescara) siamo stati invitati a portare la nostra esperienza nell’ambito della presentazione del WorkShop Tematico “LA FILIERA DELLA SELVAGGINA COME OPPORTUNITA’ DI VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE NATURALI DEL TERRITORIO ABRUZZESE”, ricadente nel progetto “Risorse Naturali d’Abruzzo”.

Il progetto “Risorse Naturali d’Abruzzo” interessa le province di Pescara e di Chieti e gran parte della provincia dell’Aquila, territori dove numerosa è la presenza di ungulati (soprattutto cinghiali). L’alta proliferazione di questi animali provoca ingenti danni al comparto agricolo e contribuisce all’abbandono delle aree interne, con gravi ripercussioni sulla salvaguardia del territorio. A tutto questo si aggiungono gravi e numerosi incidenti stradali, motivo di grande allarme sociale. Muovendo da questa breve analisi il progetto si pone l’obiettivo ambizioso di trasformare un problema in risorsa ed opportunità. Attraverso una filiera controllata e certificata la carne di selvaggina garantirà al consumatore la qualità del prodotto, nel rispetto dell’ambiente e del benessere dei selvatici, integrando la redditualità delle aziende agricole aderenti e contribuendo al contenimento delle popolazioni di ungulati. La strategia di progetto prevede l’aggregazione di diversi soggetti, che, responsabilmente opereranno lungo tutta la filiera, con l’auspicio di coinvolgere nuovi partners, quali i Parchi e le Riserve regionali, e soprattutto altri imprenditori agricoli. Infine un’adeguata promozione e divulgazione delle ottime caratteristiche nutrizionali delle carni di selvaggina farà dei ristoratori e degli operatori agrituristici importanti alleati nella promozione del
progetto Risorse Naturali d’Abruzzo.

Il programma della giornata prevede gli interventi di

  • Dr. Fabio De Marinis (Coordinatore)
    Il progetto di Filiera: obiettivi, contenuti e risultati attesi
  • D.ssa Elena Sico (Direttore Dipartimento Agricoltura Regione Abruzzo)
    Valori ed opportunità della mis.16.4
  • D.ssa Maria Luisa Zanni (Dirigente Pianificazione Faunistica della Regione Emilia Romagna)
    La gestione della Filiera del Cinghiale in Emilia Romagna
  • Dr. Mauro Ferri – S.I.E.F.
    Centri di sosta, raccolta e lavorazione della selvaggina, cessione diretta: normative e controlli
  • Dr. Roberto Viganò (Studio Associato AlpVet)
    Tracciabilità e benessere animale quali requisiti di certificazione di qualità
  • Ing. Giuseppe Giannini
    Le nuove tecnologie in ambito venatorio: tracciatura dei capi abbattute delle carni lavorate
  • Altri contributi
    Dr. Giuseppe Bucciarelli – Servizio Sanità Veterinaria, Igiene e Sicurezza degli Alimenti – Regione Abruzzo
    Dr. Paolo Dalla Villa – Ist. Zooprofilattico “G. Caporale”
    Dr Eliodoro D’Orazio – Slow Food Abruzzo-Molise
    Prof. Giuseppe Maiorano – Università degli Studi del Molise Facoltà di Agraria

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