Zecche in ambiente alpino – Campello Monti 05 agosto 2015

Mercoledì 5 agosto alle ore 21 presso la Chiesa Parrocchiale di Campello Monti (VB), piccolo villaggio Walser della Val Strona, la Pro Loco organizza una serata aperta al pubblico sul tema “Zecche in ambiente Alpino”.

Relatori della serata il Dott. Pierluigi Capponcelli, medico infettivologo dell’ASL del VCO, ed il Dott. Roberto Viganò, veterinario ecopatologo della fauna selvatica. Moderatore della serata il Dott. Alberto Zorloni, veterinario dell’ASL del VCO.

La serata rappresenta un momento di divulgazione importante per tutti i fruitori della montagna, alla luce anche delle recenti segnalazioni del morbo di Lyme sul territorio del VCO.

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Zecche e Malattia di Lyme: cosa ne sappiamo?

Alla luce di alcuni recenti casi, segnalazioni e anche cattiva informazione, riteniamo opportuno far chiarezza su un tema che è sempre più attuale: la malattia di Lyme.

Cosa si sa delle zecche? E cosa si sa della malattia di Lyme?

Non è nostro compito scrivere un trattato sulle zecche e nemmeno sul Lyme, ma fornire a chi legge le informazioni necessarie per non commettere errori, non entrare in situazioni di panico e mettere in atto le semplici azioni atte a prevenire l’insorgenza della patologia.

Le zecche sono degli artropodi con i quali è sempre più facile imbattersi passeggiando nei nostri boschi. Le zecche possono trasmettere diverse zoonosi, più o meno pericolose per l’uomo: la borreliosi o Malattia di Lyme è una di queste. Tra l’altro, la borreliosi è una delle patologie attualmente a maggior diffusione anche a livello italiano. Dai primi casi segnalati sulle Alpi orientali, attualmente assistiamo a episodi sempre più frequenti anche nel resto d’Italia.

Spesso si dice che la Borreliosi viene trasmessa con il “morso” della zecca. Questa frase ha di fatto generato gravi errori. Vediamo il perché.

Le zecche nell’arco della loro vita compiono diverse metamorfosi prima di arrivare allo stadio adulto. Per fare ciò devono compiere pasti di sangue su più ospiti, che a seconda della situazione possono essere uccelli, microroditori, rettili, piccoli mammiferi, ungulati, carnivori e uomo. Se il pasto di sangue avviene su un ospite reservoir della patologia (microroditori), la zecca può assumere all’interno del suo organismo Borrelia, e veicolarlo nel prossimo ospite.

Ciclo delle zecche dei boschi (Immagine tratta da http://www.cdc.gov/)

Ciclo delle zecche dei boschi (Immagine tratta da http://www.cdc.gov/)

Se tornando a casa da un passeggiata nel bosco ci troviamo una zecca attaccata, non dobbiamo preoccuparci più di tanto, perché quella zecca o sta ancora cercando il posto migliore dove iniziare il suo pasto di sangue, oppure ha appena iniziato a succhiare. In questa fase, la zecca, anche se infetta, non è stata ancora in grado di trasmettere nulla. Infatti la zecca trasmette i patogeni che ha accumulato durante il suo ciclo vitale solo quando si stacca dall’ospite. È infatti in quel momento che la zecca, terminata la fase di assunzione dei fluidi, effettua un rigurgito all’interno dell’ospite.

Stadio giovanile di una zecca: attenzione a confonderla con dei nei (Immagine di Roberto Viganò)

Stadio giovanile di una zecca: attenzione a confonderla con dei nei

L’usanza tradizionale di utilizzare alcoli, benzine, olii, fiamme libere, aghi roventi e quant’altro di assurdo si possa usare per staccare la zecca rappresentano errori gravissimi: infatti queste metodiche tendono a far staccare la zecca in maniera naturale, ma prima che la zecca si stacchi, questa effettua il rigurgito ed è in quel momento che può infettarci.

È quindi importante controllare sempre al ritorno da un passeggiata se abbiamo qualche zecca addosso e rimuoverla quanto prima con l’ausilio di una normale pinzetta: prendendo la zecca nel punto più aderente possibile alla cute, si ruota leggermente e contemporaneamente si tira per estrarre il rostro infisso nella cute. Se questo dovesse rompersi, lo si può togliere in un secondo momento come se fosse una semplice spina o scheggia. Non gettate la zecca, ma conservatela in alcool per eventuali indagini di laboratori.

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Metodo corretto di rimozione della zecca (Immagine tratta da http://www.cdc.gov/)

Una volta rimossa è fondamentale tenere sempre controllata la zona per almeno i successivi 30/40 giorni, in modo da valutare se nell’area colpita compaia il tipico segno della malattia di Lyme, chiamato anche eritema migrante. Questa lesione viene chiamata anche lesione a bersaglio, proprio per la particolare colorazione rossa nelle immediate vicinanze del punto di attaccatura della zecca, dell’alone bianco intorno e del segno rossastro che circonda la zona in maniera sfumata. Potrebbero verificarsi anche situazioni con febbre, stanchezza e ingrossamento dei linfonodi.

Tipica lesione a bersaglio da Malattia di Lyme (Immagine tratta da http://hardinmd.lib.uiowa.edu)

Tipica lesione a bersaglio da Malattia di Lyme (Immagine tratta da http://hardinmd.lib.uiowa.edu)

In questo caso rivolgetevi ad un medico, e fate ben presente che siete stati morsi da una zecca, in modo da agevolare la diagnosi.

Si sconsiglia l’uso di antibiotici a scopo profilattico immediatamente dopo una puntura di zecca per due motivi principali: in primis si potrebbero verificare delle antibiotico-resistenze, ed in secondo luogo l’antibiotico potrebbe coprire l’unico segno patognomonico della malattia che è l’eritema migrante, impedendo di fatto una diagnosi corretta. L’antibiotico va somministrato solo dopo la comparsa dell’eritema migrante e dopo un’accurata visita medica.

Diffidate per quanto possibile dai vari siti internet, in cui è più facile incappare in informazioni sbagliate o mezze verità. Per chi volesse approfondire il tema suggeriamo questi link in cui potete trovare informazioni aggiornate e di altissimo livello:

Centers for Disease Control and Prevention

American Lyme Disease Foundation

Canadian Lyme Disease Foundation

http://www.lymeinfo.net/

Conoscere per prevenire – Regione Piemonte

Linee guida sulla Borreliosi di Lyme – Centro di riferimento regionale (Emilia Romagna) per lo studio e la sorveglianza epidemiologica della Malattia di Lyme