L’Età del capriolo – Valutazione dell’età mediante metodica del cemento secondario

Riportiamo  il testo dell’articolo scritto da Luca Pellicioli (Studio Associato AlpVet) comparso sull’ultimo numero di Caccia a Palla, che fa sintesi del testo già presentato in un precedente post.


Da un punto di vista ecologico la corretta determinazione dell’età, con la successiva suddivisione in classi, rientra nei presupposti per la valutazione della dinamica di popolazione, permettendo in seguito di valutare la fase di espansione, stabilizzazione e declino di una popolazione di animali selvatici. In relazione al capriolo, diverse sono le tecniche per determinare l’età, applicabili in animali abbattuti e/o rinvenuti morti. Tra i metodi basati su valutazioni soggettive (o empiriche), la valutazione del livello di usura della tavola dentaria affiancata dalla verifica dei tempi di eruzione dei denti definitivi, è convenzionalmente il metodo maggiormente utilizzato per la praticità e rapidità d’esecuzione. Tale tecnica presenta però oggettivi limiti legati a variabili individuali, ambientali ed esperienza dell’operatore che possono influire in modo significativo sull’esito del risultato finale inducendo potenzialmente a sovrastimare o sottostimare l’età del soggetto.

Per ridurre tali errori sono presenti metodi scientifici, basati su considerazioni oggettive, come il ‘metodo della deposizione del cemento secondario’. Tale metodo si basa sull’osservazione di sezioni istologiche di cemento secondario, un tessuto dentale calcificato specializzato che ricopre la superficie della radice dei denti che presenta in tutti i mammiferi la peculiarità biologica di deporsi continuamente, a regolari cicli annuali, durante l’intero arco di vita dell’animale (Mitchell, 1963; Azorit, 2002; De Marinis, 2003). Per eseguire queste analisi è fondamentale seguire correttamente il protocollo del laboratorio di riferimento relativamente alle modalità di prelievo, conservazione e conferimento del campione. Il cemento dentale è distinto in due tipologie: il cemento primario (o cemento acellulare) che si forma in concomitanza della formazione della radice e dell’eruzione del dente ed il cemento secondario (o cemento cellulare) che ricopre il cemento acellulare ed è caratterizzato dalla presenza di cementoblasti che producono cemento durante tutta la vita, depositandosi sotto forma di strati che in sezione appaiono come anelli.

Sulla base di quanto esposto, al fine di verificare la corrispondenza tra determinazione dell’età attraverso la valutazione dell’usura della tavola dentaria (metodo soggettivo) ed il metodo del cemento secondario (metodo scientifico) nel territorio della Provincia di Bergamo è stata condotta in regime di autocontrollo1 un’indagine sperimentale su mandibole e denti di caprioli abbattuti durante l’attività venatoria. Le operazioni di campionamento hanno permesso di individuare mandibole appartenenti a soggetti ritenuti di maggior interesse da un punto di vista venatorio sulle quali è stata condotta un’indagine presso il Matson’s Laboratory (Montana – USA). Sezione Incisivo CaprioloIl protocollo ha previsto l’estrazione dell’incisivo I1 conferito al laboratorio in modo integro completo di radice ed estratto dalla mandibola immergendo in un bagno d’acqua calda per 4-6 ore ad una temperatura non superiore ai 70°C. Il Laboratorio ha provveduto alla preparazione del campione istologico in quattro fasi operative: decalcificazione, sezionamento attraverso microtomo (14 μm, effettuata in modo longitudinale lungo il piano sagittale del campione), colorazione delle sezioni al fine di ottenere un miglior contrasto ed infine lettura del vetrino istologico con stereomicroscopio ad ingrandimenti 15X. Ad ogni sezione ottenuta il laboratorio ha espresso un codice di attendibilità relativo alla qualità del campione indicato con 3 livelli progressivi (A, B, C). I risultati emersi dal Laboratorio hanno successivamente permesso di confrontare il dato ottenuto con quanto riscontrato con la valutazione attraverso l’usura tavola dentaria. In alcuni campioni il dato coincideva mentre in due casi è stata evidenziata una sottostima e sovrastima dell’età di cui si riferisce a titolo esemplificativo.
Capriolo_01Il campione del caso 1 è stato sottostimato in quanto è stata assegnata, attraverso il metodo della valutazione dell’usura della tavola dentaria l’età di 4 anni e mezzo mentre il metodo del cemento secondario ha accertato l’età di 8 anni. La differenza tra i due metodi è significativa e l’appartenenza, come codice di attendibilità, alla classe A (qualità ottima) del campione non lascia dubbi sull’interpretazione dell’esame istologico. Ad ulteriore conferma del dato emerso va considerato che tale campione appartiene ad un capriolo che è stato regolarmente monitorato attraverso un’indagine fotografica durante la sua vita ed era facilmente riconoscibile all’osservazione per la presenza di un’evidente atrofia muscolare a livello della coscia destra confermata al momento dell’abbattimento dall’esame autoptico.

Capriolo_02Al contrario, il campione del caso 2 è stato sovrastimato in quanto è stata attribuita l’età di 5-6 anni attraverso la valutazione dell’usura della tavola dentaria mentre il metodo del cemento secondario ha assegnato l’età di 3 anni. Potendo escludere la componente soggettiva nell’errore di valutazione2 ne consegue che fattori individuali ed ambientali hanno avuto un ruolo determinante. Concludendo l’esperienza svolta ha permesso di metter in evidenza alcune criticità relative ai metodi di valutazione dell’età in caprioli abbattuti. A livello generale alla base della sovrastima o sottostima dell’età assumono un ruolo determinante i fattori individuali ed ambientali legati alla vita e alimentazione del soggetto oltre alla specifica esperienza del valutatore. La sovrastima dell’età, in base all’indagine condotta, rappresenta uno dei rischi più frequenti soprattutto nei casi in cui il soggetto in esame ha abitudini alimentari scorrette con una maggior usura della tavola dentaria e quindi una potenziale falsificazione dell’età valutata. Maggiori difficoltà si evidenziano soprattutto in capi adulti di età avanzata, quando ormai la tavola dentaria è molto usurata e quindi aumenta lo spazio interpretativo della valutazione soggettiva. Al contrario l’osservazione degli anelli di cemento secondario non rimane influenzata da queste variabili e, pur richiedendo tempistiche di realizzazione più lunghe, può esser utilizzato come metodo di conferma in caso di dubbi soprattutto in popolazioni di cervidi ed in particolare Capriolo dove, non essendo possibile valutare l’età attraverso il trofeo, si rende necessario affidarsi a metodiche oggettive con elevato grado di affidabilità.

1- L’indagine sperimentale svolta è stata completamente finanziata e condotta dal Comitato di Gestione ex ATC Prealpino Bergamo (ora Comprensorio Alpino Prealpi Bergamasche).

2- La valutazione dell’età con metodo usura tavola dentaria è stata eseguita e condivisa da più selecontrollori con comprovata esperienza di valutazione.

Bibliografia disponibile presso autore.
Si ringraziano: Silvano Sonzogni, Maurizio Volpi, Alessandra Gaffuri