I° Congresso Nazionale sulle Filiera di Carni di Selvaggina – Lodi, 7/8 novembre 2019

“Tenuto conto del suo valore ecologico, sociale ed economico, la fauna selvatica è un’importante risorsa naturale rinnovabile, con rilevanza per settori quali lo sviluppo rurale, la pianificazione del territorio, l’offerta alimentare, il turismo, la ricerca scientifica e il patrimonio culturale. Se gestita in modo sostenibile, la fauna selvatica può fornire un’alimentazione e un reddito e contribuire notevolmente alla riduzione della povertà, nonché alla salvaguardia della salute umana e ambientale” (FAO, 2005).

Partendo da questi presupposti, e convogliando le varie esperienze svolte in Italia, nasce l’esigenza di promuovere un Congresso nazionale sul tema della Filiera delle carni di selvaggina selvatica, con l’obiettivo di fornire strumenti in grado di applicare correttamente le norme già presenti, al fine di valorizzare una risorsa disponibile che sta trovando sempre maggior consenso nel consumatore moderno.

Il Congresso è organizzato grazie alla collaborazione tra la Società Italiana di Ecopatologia della Fauna (SIEF), Associazione Italiana Veterinari Igienisti (AIVI), Società Italiana di Economia Agraria (SIDEA), Società Italiana di Economia Agro-Alimentare (SIEA) e i Dipartimenti Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione animale e la Sicurezza alimentare “Carlo Cantoni” (VESPA) e di Medicina Veterinaria (DIMEVET) dell’Università degli Studi di Milano ed il supporto dell’Associazione per lo sviluppo della cultura, degli Studi Universitari e della ricerca nel Verbano Cusio Ossola (ARS.UNI.VCO) e di Fondazione Onlus Uomo-Natura-Ambiente (Fondazione UNA), e si svolgerà a Lodi presso il nuovo polo della Facoltà di Veterinaria di Milano nei giorni 7 e 8 novembre 2019.

Cattura

Obiettivo del congresso è fornire strumenti utili a migliorare e definire la qualità del prodotto, certificandone anche requisiti non ancora normati ma richiesti dal consumatore, come ad esempio il benessere animale, l’impatto ambientale, i valori nutrizionali e la tracciabilità.

Il Congresso è suddiviso in varie sessioni:

  • Qualità, percezione e valorizzazione della carne di selvaggina di filiera italiana
  • Igiene di processo e sicurezza alimentare
  • Patogeni zoonosici e rischio infettivo
  • Il punto di vista del Ministero sulla filiera nazionale delle carni di selvaggina
  • Contributi scientifici di progetti a rilevanza nazionale (sessione libera a cui tutti sono invitati a presentare contributi di ricerche scientifiche a rilevanza nazionale svolti nell’ambito dell’igiene, gestione, promozione delle carni di selvaggina seguendo le specifiche linee guida),

L’evento è in fase di accreditamento per Medici Veterinari e partecipa al programma di formazione professionale continua dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (ai Dottori Agronomi e ai Dottori Forestali è richiesta l’iscrizione anche tramite il SIDAF al sito: https://www.conafonline.it)

Maggiori informazioni, programma dell’evento, modalità di iscrizione e presentazione degli abstract, recettività alberghiera sul sito https://congressocarnidiselvaggina.wordpress.com/

I° Congresso Nazionale “Filiera Carni di selvaggina” – Lodi, 7/8 novembre 2019 – PreCall

“Tenuto conto del suo valore ecologico, sociale ed economico, la fauna selvatica è un’importante risorsa naturale rinnovabile, con rilevanza per settori quali lo sviluppo rurale, la pianificazione del territorio, l’offerta alimentare, il turismo, la ricerca scientifica e il patrimonio culturale. Se gestita in modo sostenibile, la fauna selvatica può fornire un’alimentazione e un reddito e contribuire notevolmente alla riduzione della povertà, nonché alla salvaguardia della salute umana e ambientale” (FAO, 2005).

Partendo da questi presupposti, e convogliando le varie esperienze svolte in Italia, nasce l’esigenza di promuovere un Congresso nazionale sul tema della Filiera delle carni di selvaggina selvatica, con l’obiettivo di fornire strumenti in grado di applicare correttamente le norme già presenti, al fine di valorizzare una risorsa disponibile che sta trovando sempre maggior consenso nel consumatore moderno.

Il congresso è organizzato grazie alla collaborazione tra Società Italiana di Ecopatologia della Fauna (S.I.E.F.), Associazione Italiana Veterinari Igienisti (A.I.V.I.), Società Italiana di Economia Agraria (S.I.D.E.A.), Società Italiana di Economia Agro-Alimentare (S.I.E.A.) e i Dipartimenti di Medicina Veterinaria (DIMEVET) e di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione animale e la Sicurezza alimentare “Carlo Cantoni” (VESPA) dell’Università degli Studi di Milano ed il supporto dell’Associazione per lo sviluppo della cultura, degli Studi Universitari e della ricerca nel Verbano Cusio Ossola (ARS.UNI.VCO) e di Fondazione Onlus Uomo-Natura-Ambiente (Fondazione U.N.A.).

Enti Convegno Carni

Gli aspetti sanitari, unitamente a quelli socio-economici, sono le basi per la creazione di una filiera certificata, e sono gli elementi chiave per garantire un controllo qualitativo delle carni dalla produzione fino al consumatore finale.
Obiettivo del congresso è fornire strumenti utili a migliorare e definire la qualità del prodotto, certificandone anche requisiti non ancora normati ma richiesti dal consumatore, come ad esempio il benessere animale, l’impatto ambientale, i valori nutrizionali e la tracciabilità.

Il Congresso si terrà a Lodi, presso la Facoltà di Medicina Veterinaria, nelle giornate del 7 e 8 novembre 2019 e sarà suddiviso in 4 sessioni ad invito ed una sessione libera (5° sessione) aperta alle presentazioni di esperienze rilevanti a livello nazionale, sia come contributo orale che come poster:

  • 1° sessione: Qualità, percezione e valorizzazione della carne di selvaggina di filiera italiana
  • 2° sessione: Igiene di processo e sicurezza alimentare
  • 3° sessione: Patogeni e contaminati
  • 4° sessione: Il punto di vista del Ministero sulla filiera nazionale delle carni di selvaggina
  • 5° sessione (libera): Contributi scientifici di progetti a rilevanza nazionale

Per scaricare la precall del Congresso e la scheda di iscrizione visitate il sito: https://congressocarnidiselvaggina.wordpress.com/

Il Consumo della carne di cinghiale – Convegno ECM – Catanzaro 10 maggio 2019

Venerdì 10 maggio presso l’IZS del Mezzogiorno a Catanzaro Lido si terrà un convegno, accreditato ECM sulla gestione sanitaria delle carni di cinghiale.

Il convegno vedrà la partecipazione anche della Società Italiana di Ecopatologia della Fauna (SIEF), attiva da tempo sulle questione inerenti sanità e gestione delle carni di selvaggina, con relatore il Dott. Roberto Viganò che tratterà gli aspetti normativi riguardanti la costruzione e la valorizzazione di una filiera certificata.

Clicca qui per il programma dell’evento.

LocandinaCinghiale_IZS Catanzaro

Gestione sanitaria della fauna selvatica: il ruolo del veterinario tra conservazione e salute pubblica

La Società Italiana di Ecopatologia LOGO SIEF COMPLETO VERTICALEdella Fauna (SIEF), organizza per la giornata del 22 febbraio, un convegno dal titolo “Gestione sanitaria della fauna selvatica: il ruolo del veterinario tra conservazione e salute pubblica”.

L’evento si terrà a Bologna, presso la Sala 20 maggio 2012 (Regione Emilia-Romagna ex Sala A conferenze), in Viale della Fiera nr 8, a partire dalle ore 9,30.

Seguirà alle ore 14,00 l’assemblea della SIEF con l’elezione del nuovo direttivo per il prossimo triennio 2019/2022. Per maggiori dettagli si rimanda al sito della SIEF.

Programma:

9.30 – 10.00 Registrazione

10.00 Apertura – Saluti Istituzionali

10.00 Sessione 1 – Dalle Alpi agli Appennini: le attività veterinarie nelle aree protette – VetAAPP (Coordinamento Nazionale Veterinari Aree Protette)
Simone Angelucci (Parco Nazionale della Majella)
Bruno Bassano (Parco Nazionale del Gran Paradiso)
Nadia Cappai (Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna)
Umberto Di Nicola (Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga)
Leonardo Gentile (Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise)
Federico Morandi (Parco Nazionale dei Monti Sibillini)

11.15 – 11.30 Pausa

11.30 Sessione 2 – La gestione sanitaria nelle aree protette, compiti e necessità 
Aree protette ed apporto della medicina veterinaria nella strategie di conservazione in Italia – Antonio Maturani (Ministero dell’Ambiente) 
Gestione sanitaria della fauna selvatica nelle aree protette: quali compiti del Servizio Sanitario Nazionale? – Andrea Maroni-Ponti (Ministero della Salute)

13.00 Chiusura dei lavori

14.00 Assemblea soci SIEF ed elezione del direttivo

 

Filiera Eco-Alimentare – Conferenza di chiusura – 30 gennaio 2019

In vista della chiusura del progetto “FILIERA ECO ALIMENTARE”, mercoledì 30 gennaio alle 14.30, presso il Collegio Rosmini di Domodossola (Via Rosmini, 24), si terrà una conferenza pubblica per una prima presentazione dei risultati a chiusura delle azioni.

L’Associazione Ars.Uni.VCO, in collaborazione con l’Unione dei Comuni dell’Alta Ossola e l’Università degli Studi di Milano, da febbraio 2015 ha intrapreso, in qualità di capofila, lo sviluppo di un progetto di valorizzazione delle carni di selvaggina locali nell’area dell’Ossola, coinvolgendo tutti gli stakeholder coinvolti in questa filiera (Comprensori Alpini di caccia, Provincia, ASL, Confcommercio, Ente Parco, Associazioni di promozione del territorio, Istituti tecnici, Università delle Scienze Gastronomiche).
Il progetto, denominato “Filiera Eco-Alimentare: Progetto di valorizzazione delle carni di selvaggina attraverso il miglioramento della qualità igienico-sanitaria, la creazione di un marchio d’origine e la promozione alimentare locale e turistica nel territorio dell’Alta Val d’Ossola (prov. VB)” ha ottenuto anche il cofinanziamento di Fondazione Cariplo e si è concluso positivamente a luglio del 2016.
In considerazione dei risultati raggiunti, nonché l’interesse maturato dai vari stakeholder nei confronti dell’iniziativa e le ricadute immediate a livello socio-economico sul territorio, è stato attivato nel 2017 il progetto “PROCESSI DI FILIERA ECO-ALIMENTARE: La gestione di prodotto sostenibile per lo sviluppo dei territori alpini” co-finanziato anche questo da Fondazione Cariplo e dai Comprensori alpini VCO2 e VCO3, con la partecipazione dell’Università di Milano, e con l’allargamento alle altre Unioni dei Comuni del territorio della Provincia del Verbano Cusio Ossola che hanno richiesto di subentrare nelle fasi del progetto in qualità di stakeholder.

Lo Studio AlpVet è stato coinvolto fin dalla progettazione di quest’idea con il Dott. Roberto Viganò, responsabile scientifico in entrambi i progetti, e nell’ambito della formazione della componente venatoria, dei macellai e dei ristoratori.

Nella conferenza di chiusura verranno illustrati i risultati ottenuti, le diverse pubblicazioni scientifiche svolte,  le possibilità di sviluppo del marchio, il disciplinare per l’utilizzo del medesimo, secondo il programma riportato di seguito (tutte le informazioni sono reperibili sul sito web www.ecoalimentare.it):

14.30 – Saluti e Introduzione

15.00 – “Filiera Eco-Alimentare: l’avvio di una rete locale di stakeholder per una gestione sostenibile del prodotto”
Andrea Cottini, Federica Fili
Associazione ARS.UNI.VCO – capofila di progetto

15.20 – “Dal cacciatore al ristoratore: criticità e peculiarità della filiera”
Claudio Boldini, Roberto Viganò, Pietroluigi Chiappini
Unione Montana Alta Ossola – partner di progetto
Studio Associato AlpVet e Studio Chimico Chiappini

15.50 – “Valutazione dell’LCA nella produzione di carne di selvaggina”
Marco Fiala – DISAA – Università di Milano – partner di progetto

16.10 – “La carne di selvaggina ed il consumatore moderno: indagini di mercato e indicazioni di marketing”
Anna Gaviglio
VESPA – Università di Milano – partner di progetto

16.30 – “Il possibile disciplinare di certificazione di una filiera selvaggina locale?”
Eugenio Demartini
VESPA – Università di Milano – partner di progetto

16.50 – “Ipotesi di sviluppo di un consorzio di gestione della selvaggina locale”
Conclusioni e chiusura a cura di Andrea Cottini, Anna Gaviglio, Marco Fiala, Eugenio Demartini, Roberto Viganò

La partecipazione è libera e gratuita.

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Stato attuale della gestione venatoria del cervo sulle Alpi: siamo sulla buona strada? – Domodossola, 16 novembre 2018

Nella giornata di venerdì 16 novembre, presso il Collegio Rosmini a Domodossola (Via Antonio Rosmini 24), si terrà un convegno dal titolo “Stato attuale della gestione venatoria del cervo sulle Alpi: siamo sulla buona strada?”.

L’evento, organizzato dal Comprensorio Alpino VCO2  – Ossola Nord in collaborazione con il Comprensorio Alpino VCO3 – Ossola Sud, è patrocinato da Associazione per lo Sviluppo della Cultura, degli Studi Universitari e della Ricerca nel Verbano Cusio Ossola (Ars.Uni.VCO), Ente Gestione Aree Protette dell’Ossola e Società Italiana di Ecopatologia della Fauna (SIEF), e vedrà l’intervento di tecnici che si occupano della gestione del cervo sulle Alpi.

 

Questo il programma dell’evento:

  • 8:30 – Registrazione
  • 9:00 – Apertura – Saluti istituzionali

SESSIONE 1: LA GESTIONE VENATORIA SULLE ALPI
Moderatore Paolo Lanfranchi (DIMEVET – Università degli Studi di Milano)

  • 9:30 – Biologia ed etologia del cervo: è possibile una gestione venatoria rispettosa delle sue esigenze biologiche? – Luca Rotelli (Biologo-Faunista)
  • 10:00 – La gestione del cervo nell’arco alpino italiano – Francesco Riga (ISPRA)
  • 10:30 La gestione faunistico-venatoria del cervo nella Provincia di Sondrio – Maria Ferloni (Provincia di Sondrio)
  • 11:00 – Pausa
  • 11:30 – La gestione faunistico-venatoria del cervo in Canton Grigioni – Arturo Plozza (Ufficio Caccia e Pesca Canton Grigioni)
  • 12:00 – La gestione faunistico-venatoria del cervo in Canton Ticino – Federico Tettamanti (Ufficio Caccia e Pesca Canton Ticino)
  • 12:30 – Dibattito e confronto Italia / Svizzera

SESSIONE 2: APPROCCIO TECNICO-SCIENTIFICO NELLO STUDIO DELLA POPOLAZIONE DI CERVI
Moderatore Radames Bionda (Ente gestione Aree protette dell’Ossola)

  • 14:15 – La gestione del cervo nelle aree protette: tra conservazione e necessità di controllo – Luca Pedrotti (Parco Nazionale dello Stelvio)
  • 14:45 – Progetto TIGRA – Esperienze tra il Canton Ticino e il Canton Grigioni – Nicola De Tann (Ufficio Caccia e Pesca Canton Grigioni)
  • 15:15 – Pausa
  • 15:45 – Parametri fisio-metabolici del cervo come supporto alla gestione faunistica – Roberto Viganò (Studio Associato AlpVet)
  • 16:15 – L’uso della termocamera ad infrarossi per il monitoraggio del cervo nel CAVCO3 Ossola Sud – Aurelio Perrone (Comprensorio Alpino VCO3)
  • 16:45 – Tavola rotonda finale
  • 17:30 – Chiusura convegno

L’ingresso è libero e gratuito.
E’ richiesta la pre-iscrizione inviando i propri dati alla segreteria organizzativa di Ars.Uni.VCO:
e-mail: segreteria@univco.it
Telefono: 0324 482548

Locandina Convegno Cervo_16nov_Domo

Porcine Futures 1: Re-negotiating “Wilderness” in more than human worlds – 16/17 ottobre 2018

Nelle giornate del 16/17 ottobre 2018, si è tenuto a Praga un incontro sul tema della comunicazione e gestione del cinghiale, organizzato dal CEFRES (French Research Center in Humanities and Social Sciences), in collaborazione con Swedish Hunting Association attraverso una borsa di studio sul tema “Challenges Facing Swedish Hunting Ethics in Post-Modernity”.

PorcineFuture_Prague_2018

Il progetto, nato nell’ambito del programma TANDEM della Czech Academy of Sciences (CAS), Charles University e CEFRES / CNRS basato sulla cooperazione della piattaforma CEFRES e impegno per l’eccellenza nelle scienze sociali e umane, ha voluto affrontare il tema della gestione di una specie problematica, come il cinghiale, non solo nei contesti rurali, ma anche nei contesti urbani, in cui sempre più spesso il cinghiale si affaccia e convive, cercando di comprendere e interpretare la visione etica, sociale e antropocentrica che regola e/o determina l’approccio gestionale nei confronti della gestione della specie attraverso la caccia, il contenimento o la cattura dei soggetti.

In collaborazione con i colleghi dell’Università Svizzera di Lugano, lo Studio Associato AlpVet ha portato una comunicazione sul tema della gestione della specie: “A Tale of Two Boars: Ungulate Management in Italy and Germany”.

Di seguito riportiamo la traduzione dell’articolo:

Pochi studi scientifici hanno esplorato l’efficacia degli approcci concreti di gestione dei cinghiali selvatici. Non sorprende quindi che la “gestione” dei cinghiali costituisca un problema difficile (Rittel e Webber, 1979) in quanto deve soddisfare le diverse richieste delle parti interessate, che variano a seconda della legislazione venatoria che regola questi soggetti interessati. La domanda principale riguarda la proprietà legale del cinghiale: se appartiene al singolo proprietario terriero, allo stato, a tutti, o a nessuno? Il successo della gestione dei cinghiali sarà pertanto diverso a seconda del contesto legislativo. Un recente articolo empirico (Giacomelli, Gibbert, Viganò, in press) ha descritto la gestione e l’effetto della concessione di permessi per operazioni di contenimento rilasciati in un sistema di “empowerment della comunità” (CE) in un’area dell’Italia settentrionale in oltre dieci anni di attività (2009-2018). Gli autori illustrano l’efficacia della delega di blocchi crescenti di responsabilità per il controllo della popolazione di cinghiali da parte della Polizia Provinciale, dove i volontari (compresi i non cacciatori) hanno ricevuto permessi di effettuare operazioni di contenimento al di fuori della normale stagione di caccia.
Tuttavia, questo studio è stato condotto in un contesto legislativo in cui lo stato, insieme alla Regione/Provincia, mantiene la piena responsabilità per la gestione della fauna selvatica (compreso il danno economico) e vende permessi ai cacciatori che possono praticare la loro attività (cioè senza alcuna responsabilità diversa dal lecito abbattimento delle specie assegnate). Si pone, tuttavia, la questione di come trasferire questo sistema CE in altri territori con legislazioni venatorie differenti. In particolare, in paesi come la Germania e l’Austria, il proprietario fondiario ha in linea di principio il diritto di cacciare sulla sua terra, o di affittare quella terra per pagare i cacciatori. Questi cacciatori hanno quindi il diritto e il dovere di “gestire” la popolazione selvatica (compresi i danni subiti) in un’area geografica chiaramente demarcata che solo loro controllano. In molti modi, lo stato delega la gestione della fauna selvatica (insieme alla responsabilità economica) interamente ai cacciatori.
L’obiettivo del presente documento è quello di esplorare la possibilità di trasferire il sistema CE nel secondo sistema legislativo. Per affrontare questo problema, inquadriamo la gestione dei cinghiali come un “problema critico” incentrato sul ruolo chiave del singolo cacciatore che affitta il terreno e confronta il sistema italiano e tedesco come casi studio per i due diversi approcci alla gestione degli ungulati. Nel fare ciò, indichiamo diversi conflitti di interesse che il singolo cacciatore deve affrontare, rendendolo potenzialmente inadatto all’agente principale nella gestione dei cinghiali selvatici e discutendo le vie d’uscita da questi dilemmi.