Filiera Eco-Alimentare – Conferenza di chiusura – 30 gennaio 2019

In vista della chiusura del progetto “FILIERA ECO ALIMENTARE”, mercoledì 30 gennaio alle 14.30, presso il Collegio Rosmini di Domodossola (Via Rosmini, 24), si terrà una conferenza pubblica per una prima presentazione dei risultati a chiusura delle azioni.

L’Associazione Ars.Uni.VCO, in collaborazione con l’Unione dei Comuni dell’Alta Ossola e l’Università degli Studi di Milano, da febbraio 2015 ha intrapreso, in qualità di capofila, lo sviluppo di un progetto di valorizzazione delle carni di selvaggina locali nell’area dell’Ossola, coinvolgendo tutti gli stakeholder coinvolti in questa filiera (Comprensori Alpini di caccia, Provincia, ASL, Confcommercio, Ente Parco, Associazioni di promozione del territorio, Istituti tecnici, Università delle Scienze Gastronomiche).
Il progetto, denominato “Filiera Eco-Alimentare: Progetto di valorizzazione delle carni di selvaggina attraverso il miglioramento della qualità igienico-sanitaria, la creazione di un marchio d’origine e la promozione alimentare locale e turistica nel territorio dell’Alta Val d’Ossola (prov. VB)” ha ottenuto anche il cofinanziamento di Fondazione Cariplo e si è concluso positivamente a luglio del 2016.
In considerazione dei risultati raggiunti, nonché l’interesse maturato dai vari stakeholder nei confronti dell’iniziativa e le ricadute immediate a livello socio-economico sul territorio, è stato attivato nel 2017 il progetto “PROCESSI DI FILIERA ECO-ALIMENTARE: La gestione di prodotto sostenibile per lo sviluppo dei territori alpini” co-finanziato anche questo da Fondazione Cariplo e dai Comprensori alpini VCO2 e VCO3, con la partecipazione dell’Università di Milano, e con l’allargamento alle altre Unioni dei Comuni del territorio della Provincia del Verbano Cusio Ossola che hanno richiesto di subentrare nelle fasi del progetto in qualità di stakeholder.

Lo Studio AlpVet è stato coinvolto fin dalla progettazione di quest’idea con il Dott. Roberto Viganò, responsabile scientifico in entrambi i progetti, e nell’ambito della formazione della componente venatoria, dei macellai e dei ristoratori.

Nella conferenza di chiusura verranno illustrati i risultati ottenuti, le diverse pubblicazioni scientifiche svolte,  le possibilità di sviluppo del marchio, il disciplinare per l’utilizzo del medesimo, secondo il programma riportato di seguito (tutte le informazioni sono reperibili sul sito web www.ecoalimentare.it):

14.30 – Saluti e Introduzione

15.00 – “Filiera Eco-Alimentare: l’avvio di una rete locale di stakeholder per una gestione sostenibile del prodotto”
Andrea Cottini, Federica Fili
Associazione ARS.UNI.VCO – capofila di progetto

15.20 – “Dal cacciatore al ristoratore: criticità e peculiarità della filiera”
Claudio Boldini, Roberto Viganò, Pietroluigi Chiappini
Unione Montana Alta Ossola – partner di progetto
Studio Associato AlpVet e Studio Chimico Chiappini

15.50 – “Valutazione dell’LCA nella produzione di carne di selvaggina”
Marco Fiala – DISAA – Università di Milano – partner di progetto

16.10 – “La carne di selvaggina ed il consumatore moderno: indagini di mercato e indicazioni di marketing”
Anna Gaviglio
VESPA – Università di Milano – partner di progetto

16.30 – “Il possibile disciplinare di certificazione di una filiera selvaggina locale?”
Eugenio Demartini
VESPA – Università di Milano – partner di progetto

16.50 – “Ipotesi di sviluppo di un consorzio di gestione della selvaggina locale”
Conclusioni e chiusura a cura di Andrea Cottini, Anna Gaviglio, Marco Fiala, Eugenio Demartini, Roberto Viganò

La partecipazione è libera e gratuita.

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Meating Food – Volume II

Prosegue la rassegna “Meating Food”: serate di tradizione e innovazione in cucina in cui alcuni ristoranti della Provincia di Verbania si sono resi disponibili a sperimentare e ad interpretare i prodotti della Filiera Eco-Alimentare, abbinandoli ai prodotti locali ossolani.

Venerdì 26 ottobre abbiamo dato il via alla rassegna presso il Ristorante Albergo Del Ponte di Premia, dove si è potuto gustare un ottimo carpaccio di capriolo con strudel di porcini, dei primi con pasta fatta in casa davvero sublimi (tagliatelle con ragù di capriolo e ravioli di polenta con ragù di lepre), seguiti da una lombata di cervo con grappa e pinoli.

Venerdì 9 novembre, invece, abbiamo fatto un salto nella Valle Vigezzo accolti dal Ristorante Le Colonne di Santa Maria Maggiore, che in collaborazione con la Macelleria Puliani di Re (un nuovo macello autorizzato per la gestione delle carni di selvaggina nell’ambito del Progetto), dopo degli ottimi finger food (tartare di cervo, carpaccio di cervo e terrina di fagiano) ha lustrato la vista ed il palato con un carpaccio di cervo ripieno di sedano rapa e mele, una fantastica lasagnetta di zucca con gorgonzola di Anzola, e delle ottime costine di cinghialetto cotte a bassa temperatura per qualche ora… giusto 30!

Ora ci attendono altri 4 eventi:

  • Giovedì 15 novembre – Ristorante Eurossola a Domodossola
    • “Parlando di selvaggina”
  • Venerdì 23 novembre – Trattoria Derna a Varzo
    • “Cacciatori, pescatori e fungiatt”
  • Martedì 27 novembre – Ristorante Alberghiero “Maggia” a Stresa
    • “A cena con i Sapiens – La cucina paleolitica riproposta”
  • Venerdì 30 novembre – Ristorante Da Cecilia a Bognanco
    • “La selvaggina incontra la tradizione piemontese: i bolliti misti”

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La Peste Suina Africana

Da diversi anni ormai continuano le segnalazioni di focolai di Peste Suina Africana (PSA) provenienti dall’Est Europa, e che hanno raggiunto anche i territori della Repubblica Ceca, Ungheria e Romania. Recentemente (13 settembre 2018) si è assistito addirittura ad un salto della patologia anche in Lussemburgo, destando grande preoccupazione nell’ambiente scientifico che ha avvertito la necessità di fornire indicazioni utili per la gestione e la prevenzione della malattia su tutto il territorio della Comunità Europea (Handbook on African Swine Fever in wild boar and biosecurity during hunting – Vittorio Guberti, Sergei Khomenko, Marius Masiulis, Suzanne Kerba, version 25/09/2018).

La PSA è una malattia virale causata da un DNA virus della Famiglia degli Asfaviridae, virus molto resistenti anche in ambiente esterno e soprattutto a basse temperature. Esistono due genotipi in Europa, il Genotipo I presente solo in Sardegna (Italia) ormai in forma endemica ed il Genotipo II largamente diffuso nell’Est Europa, entrambi fatali per gli animali che sviluppano la malattia. Colpisce soggetti della Famiglia dei Suidi, quindi suini domestici e cinghiali. L’animale infetto elimina il virus attraverso saliva, urine e feci per molti giorni.

Il contagio si realizza attraverso il contatto con secreti ed escreti (es. feci, urine) di animali infetti o parti di essi (sangue, organi), alimenti contaminati o, ancora, tramite morso da zecca. La presenza del virus negli scarti di cucina e nelle discariche non controllabili ha causato spesso l’insorgenza della malattia nelle popolazioni di cinghiali di molti Paesi. Nonostante il suino domestico sia il principale serbatoio di virus, il cinghiale può svolgere un ruolo rilevante ai fini della diffusione della malattia, soprattutto nelle aree in cui viene praticato l’allevamento semibrado in cui si stabiliscono facili contatti tra suini e cinghiali.

L’EFSA (Agenzia Europa per la Sicurezza Alimentare) ha individuato alcune strategie di gestione dei cinghiali selvatici nelle diverse fasi di un’epidemia di peste suina africana (PSA) divulgando un video molto chiaro su cosa andrebbe fatto prima, durante e dopo. E’ infatti noto il ruolo importante che i cinghiali selvatici svolgono nel propagare la malattia.

Video EFSA

Per ridurre i rischi di epidemie, dovrebbero essere attuate misure atte a diminuire la densità demografica delle popolazioni di cinghiale e di divieto di foraggiamento degli stessi. Dovrebbero altresì essere evitate attività che possano aumentare il movimento dei cinghiali (ad esempio le battute di caccia organizzate). Massima attenzione deve essere rivolta, inoltre, al trasporto di prodotti a base di carne di suino e di cinghiale, soprattutto dall’Est Europa: questa modalità di trasmissione della patologia, definita come “fattore umano”, è stata all’origine dei casi più recenti in Repubblica Ceca ed Ungheria. Carni e prodotti a base di carne infetti possono essere pericolosi data l’elevata resistenza del virus nei prodotti (es. 85 gg nei salumi), nelle carni refrigerate (3 mesi), nelle carni congelate (> 4 anni).

Non si deve inoltre dimenticare il ruolo di vettore che può svolgere il cacciatore durante l’attività venatoria svolta in aree infette, in quanto il virus può persistere anche sull’abbigliamento e sulle attrezzature utilizzate. In questo contesto le Associazioni Venatorie possono e devono svolgere un ruolo fondamentale di informazione e segnalazione all’interno della rete di associati, così come indicato anche dalla circolare ministeriale del 14 settembre scorso (qui scaricabile integralmente).

La segnalazione di cinghiali morti (sorveglianza passiva) rimane il modo più efficace per individuare nuovi casi di PSA in fase precoce nelle zone precedentemente indenni dalla malattia. Tale segnalazione deve essere immediata, al fine di mettere in atto tutte le misure previste per limitare l’infezione sul territorio.

Questa la distribuzione attuale della malattia nella Comunità europea:

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Meating Food – Volume II: Le carni di selvaggina incontrano i prodotti ed i ristoranti del territorio ossolano

Venerdì 26 ottobre, presso Albergo Ristorante Del Ponte a Premia, riprende la rassegna “Meating Food”: serate di tradizione e innovazione in cucina in cui alcuni ristoranti della Provincia di Verbania si sono resi disponibili a sperimentare e ad interpretare i prodotti della Filiera Eco-Alimentare, abbinandoli ai prodotti locali ossolani.

La rassegna Meating Food si inserisce nel progetto “Processi di Filiera Eco-Alimentare” finanziato da Fondazione Cariplo e gestito da Ars.Uni.VCO in collaborazione con l’Unione dei Comuni dell’Alta Ossola e l’Università degli Studi di Milano, che fin dal suo avvio ha cercato di sviluppare un sistema di certificazione delle carni di selvaggina volto a garantire requisiti igienico-sanitari e qualitativi del prodotto.
Oggi grazie alla formazione dei cacciatori e all’attenzione nella gestione di una filiera controllata del territorio, è possibile gustare delle carni sane, tenere e particolarmente gustose.
Meating Food nasce proprio con lo scopo di far incontrare attraverso la ristorazione locale la selvaggina con prodotti del territorio ossolano (vini e formaggi su tutti), ricette tradizionali e anche nuove tecniche di cucina quali le basse temperature o le preparazioni a crudo, attraverso cui è possibile assaporare appieno la tenerezza e il delicato sapore di queste carmi, il cui sapore è capace di sorprendere e incuriosire.
La totale naturalezza della carne di selvaggina, unita alle sue qualità nutrizionali e organolettiche, fa sì che sia sempre più apprezzata da un pubblico di consumatori attenti al cibo di qualità e alla salvaguardia dell’ambiente. Infatti, studi compiuti nel progetto, hanno dimostrato il basso impatto ambientale di queste carni, dimostrando la sostenibilità di produzioni locali derivanti da una vera e proprio risorsa rinnovabile. La selvaggina cacciata proviene infatti da animali nati e vissuti in libertà, senza alimentazione forzata e senza alcun trattamento farmacologico o vaccinale. Tale aspetto rende la carne di selvaggina nettamente più salubre rispetto alla carne proveniente da allevamenti, in cui gli animali sono allevati in modo intensivo, e l’alimentazione naturale fa sì che le carni di selvaggina presentino un minor contenuto di e un alto contenuto di acidi grassi essenziali, quali ad esempio gli omega-3.

Ecco gli eventi dell’autunno 2018:

  •  Venerdì 26 ottobre – Ristorante Del Ponte a Premia
    • “La Selvaggina incontra i vini piemontesi” in collaborazione con Enoteca Garrone
  • Venerdì 9 novembre – Ristorante Le Colonne a Santa Maria Maggiore
    • “La selvaggina e le cruditè”
  • Giovedì 15 novembre – Ristorante Eurossola a Domodossola
    • “Parlando di selvaggina”
  • Venerdì 23 novembre – Trattoria Derna a Varzo
    • “Cacciatori, pescatori e fungiatt”
  • Venerdì 30 novembre – Ristorante Da Cecilia a Bognanco
    • “La selvaggina incontra la tradizione piemontese: i bolliti misti”

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Corso Cacciatore formato – Magenta

Il Nucleo FIDC di Magenta con  lo Studio Associato AlpVet e la collaborazione dell’ATS Città Metropolitana di Milano, organizzano per le giornate del 17, 20, 24 e 27 settembre la terza edizione del corso per l’abilitazione alla qualifica di cacciatore formato ai sensi del Reg. CEE 852 e 853 del 2004  e DGR Regione Lombardia X/2612 del 7 luglio 2014.

Il corso è aperto non solo a coloro i quali vogliano acquisire la qualifica di cacciatore formato e successiva registrazione presso i registri dell’ATS, ma anche a coloro i quali vogliano migliorare la gestione e l’utilizzo delle carni sia di piccola che di grande selvaggina.

Le lezioni del corso si terranno presso la sede del Nucleo FIDC di Magenta in via Cadorna 12 a Magenta, dalle ore 20,00 alle ore 23,00.
La lezione pratica, con degustazione di prodotti a base selvaggina, si terrà presso l’Agriturismo Cascina Riazzolo ad Albairate il giorno 25 settembre, a partire dalle ore 18,30.

Per informazioni sul programma visitate il sito www.federcaccianucleomagenta.it.
Per iscrizioni scrivere a fidcnucleomagenta@gmail.com oppure contattare:
Sig Garavaglia Dario cell. 3313406532
Sig Pardo Paolo cell. 3487812434.

LocandinaCorsoCarniMagenta2018

Filiera Eco-Alimentare – Corso Cacciatore Formato (6, 7, 13, 14 e 16 settembre)

Nell’ambito del Progetto Processi di Filiera Eco-Alimentare, finanziato da Fondazione Cariplo, sostenuto dai CA VCO2 e CA VCO3, e gestito da Ars.Uni.VCO si comunica che è previsto un nuovo corso per Cacciatore Formato, secondo i requisiti dei Reg CE 852 e 853 del 2004 e la DGR 13-3093 del 12 dicembre 2011 di Regione Piemonte.

Il corso è rivolto ed è gratuito per i soci dei Comprensori Alpini di caccia VCO2 e VCO3, e per i Coadiutori e referenti abilitati per la gestione della specie cinghiale iscritti all’albo della Provincia di Verbania.

Il corso si svolgerà nelle seguenti date: giovedì 6, venerdì 7, giovedì 13 e venerdì 14 settembre presso il Collegio Rosmini di Domodossola. A seguire si terrà una lezione pratica domenica 16 settembre 2018 presso un centro di controllo.

Per iscrizioni contattare la segreteria di ArsUniVCO al seguente indirizzo: federica.fili@univco.it – tel. 0324.482548.

Si allega Programma del corso e Modulo di iscrizione.

Si avvisa che questo è l’ultimo corso organizzato gratuitamente nell’ambito del progetto per ottenere la qualifica di cacciatore formato.

Locandina Ultimo Corso

 

Corso Cacciatore Formato – Varese 5-16 giugno 2018

La sezione FIDC di Varese con lo Studio Associato AlpVet un corso per l’abilitazione alla figura di Cacciatore Formato ai sensi dei Reg (CE) 852-853 del 2004 e della DGR X/2612 del 7 novembre 2014 di Regione Lombardia.

Le lezioni teoriche si svolgeranno nelle serate del 5, 8, 12 e 14 giugno presso la sede di FIDC di Varese, con esercitazione pratica e buffet a base di selvaggina che si terrà a Crodo con la collaborazione dello Chef Ugo Facciola dell’Albergo Ristorante Edelweiss di Viceno di Crodo.

Iscrizioni entro il 25 maggio 2018, presso la segreteria di FIDC Varese (0332-282074).

Maggiori dettagli su http://www.fidc-va.eu/

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