Corso di abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale e alla selezione agli ungulati – FIDC Milano e Monza Brianza

A distanza di 10 anni dall’inizio dell’avventura nell’ambito della formazione venatoria, avviata nella storica sede di Viale Piceno con la Provincia di Milano e l’Università di Milano (ex-DIPAV), si torna ad organizzare un corso nel cuore della città di Milano.

La Sezione di Milano e Monza Brianza di FIDC, organizza a partire da martedì 28 gennaio 2020 due corsi:

  • “Corso per l’abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale”
  • “Corso per l’abilitazione alla caccia di selezione a capriolo, camoscio, cervo, daino, muflone e cinghiale”

Entrambi i corsi sono conformi al Decreto della Regione Lombardia n. 2092 del 19/02/2018 e relativi allegati, e ai requisiti ISPRA.

È possibile l’iscrizione ad entrambi i corsi con un percorso formativo unico.

Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro il 20 gennaio 2020 contattando la segreteria di FIDC Milano ai seguenti contatti:

  • telefono: 02 33103060 (da lunedì a giovedì dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00 e venerdì dalle 9.00 alle 12.30)
  • e-mail: fidc.milano@fidc.it

Per maggiori informazioni visitate il sito www.federcacciamilano.it 

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Workshop “FORMARE ED INFORMARE I PORTATORI DI INTERESSE PER LA EARLY DETECTION E IL CONTROLLO DELLA PESTE SUINA AFRICANA NEL CINGHIALE” – Arezzo 27 novembre 2019

La Società Italiana di Ecopatologia della Fauna (SIEF) sta sostenendo il Progetto pilota “Carcass detection dogs: utilizzo di unità cinofile addestrate al rilevamento delle carcasse di cinghiale come strumento di prevenzione e controllo della peste suina africana” (http://www.enci.it/enci/news/progetto-psa) promosso dall’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (ENCI) sulla prevenzione e controllo della peste suina africana (PSA).
Il progetto, nato dalla collaborazione del direttivo SIEF con i referenti dell’ENCI, prevede la formazione di binomi conduttore-cane idonei al rilevamento delle carcasse di cinghiale nell’ambito del monitoraggio sanitario per il controllo e l’eradicazione della peste suina africana.
Tali binomi opportunamente formati attraverso corsi di formazione, possono diventare fondamentali nella ricerca attiva di carcasse in caso di avvio di un focolaio epidemico. È noto infatti come la sorveglianza passiva continua sia di fatto lo strumento principale per comprendere l’evoluzione della malattia, considerando inoltre che l’individuazione delle carcasse e la loro rimozione è uno dei pilastri per l’eliminazione della PSA nel territorio.
L’obiettivo del progetto è la creazione di un team multidisciplinare che possa provvedere alla selezione e formazione di unità cinofile per la ricerca di carcasse di cinghiali nelle aree di indagine e che possa intervenire in situazioni emergenziali in caso di diffusione della PSA nel rispetto delle misure di biosicurezza. I tempi per selezione, addestramento e messa in operatività sono stimati in 5/7 settimane.
Nell’ambito del progetto ENCI, SIEF avvia il percorso formativo attraverso l’organizzazione di una giornata rivolta anche a tecnici faunistici e veterinari, e finalizzata ad educare formatori in grado di comunicare in maniera efficiente le modalità pratiche e gestionali per un’efficiente sorveglianza ed effettivo controllo rivolto alla prevenzione della PSA.

Il workshop “FORMARE ED INFORMARE I PORTATORI DI INTERESSE PER LA EARLY DETECTION E IL CONTROLLO DELLA PESTE SUINA AFRICANA NEL CINGHIALE” è inserito nell’ambito del “CORSO DI FORMAZIONE PER CONDUTTORI CANI DA DETECTION E PER FORMATORI IN AMBITO VENATORIO”, finalizzato alla sorveglianza e controllo della peste suina africana, è sostenuto anche dal Ministero della Salute e si svolgerà ad Arezzo il 27 novembre prossimo presso la Sala dei Grandi (accesso da Piazza della Libertà 3 – Ingresso del palazzo della Provincia).

Il monitoraggio ecologico mediante l’ausilio di cani da detection rappresenta una risposta rapida ed efficace alle problematiche connesse con la necessità del reperimento delle carcasse degli animali oggetto di osservazione. In ambito internazionale, l’utilizzo dei cani da detection nel settore del monitoraggio e conservazione fauna selvatica, ha avuto un rapido sviluppo, risultando spesso economicamente più conveniente rispetto ad altre strategie (Goodwin et al., 2010; Paula et al. , 2011; Kauhala e Salonen, 2012; Sheehy et al., 2014; Beebe et al., 2016; Oldenburg et al., 2016; Hayes et al., 2018), e, soprattutto, più efficace rispetto agli operatori umani, sia in termini di tempi di ricerca più rapidi, che per i risultati di maggiore percentuale di localizzazione e più ampia possibilità di ispezione di aree impervie o coperte di fitta vegetazione (Beebe et al., 2016; Stanhope, 2015).

Scarica il programma della giornata e il modulo di iscrizione (da inviare compilato a sief@sief.it) dal sito www.sief.it

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Corso Rilevatore biometrico

Nelle giornate del 12-14-19-21-25-28 novembre, in collaborazione con il Nucleo FIDC di Magenta, si svolgerà il corso per rilevatore biometrico.
Il corso, oltre ad essere conforme alla DGR 9139/2019 di Regione Lombardia, è strutturato con ulteriori ore di lezione teorico/pratiche in conformità alla nota ISPRA prot. n. 55686 del 19 settembre 2016.

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LCA and wild animals: results from wild deer culled in a northern Italy hunting district – Journal of Cleaner Production

E’ stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Cleaner Production (Impact Factor: 6.395; 5-Year Impact Factor: 7.051 – a volte fa bene anche menarsela un po’…) il primo articolo scientifico a livello mondiale che stima l’impatto ambientale della carne di cervo cacciato, basandosi sui dati raccolti nell’ambito del Progetto “Processi di Filiera Eco-Alimentare”.

L’articolo, intitolato “LCA and wild animals: Results from wild deer culled in a northern Italy hunting district”, ad opera di Marco Fiala, Davide Marveggio, Roberto Viganò, Eugenio Demartini, Luca Nonini e Anna Gaviglio, è frutto di una collaborazione tra i Dipartimenti DISAA e VESPA dell’Università di Milano e lo Studio Associato AlpVet.

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Di seguito riportiamo l’abstract tradotto in italiano.

Sebbene la ricerca di fonti alimentari alternative al consumo di carne di animali domestici e sostenibili a livello ambientale sia in aumento, è stata data poca attenzione all’attività venatoria, che tradizionalmente ha sempre fornito prodotti alimentari da animali selvatici. Considerando questo aspetto, il presente studio mira a quantificare gli impatti ambientali dell’abbattimento dei cervi selvatici (Cervus elaphus) attraverso la caccia selettiva in un Comprensorio Alpino di Caccia (CA VCO2), adottando l’approccio del Life Cycle Assessment (LCA). Nove categorie di impatto ambientale sono valutate utilizzando il metodo di valutazione dell’impatto dell’International Reference Life Cycle Data System (ILCD) v1.09, fornendo indicazioni specifiche anche riguardo le categorie che possono essere collegate con i cambiamenti climatici.
I risultati evidenziano che le lunghe distanze percorse dai cacciatori per abbattere i cervi sono il punto critico della filiera, rappresentando quasi l’85% dell’impatto in ogni categoria considerata. Concentrandosi sui cambiamenti climatici, i risultati mostrano che le emissioni di gas a effetto serra (GHG) per unità funzionale (4,85 kg CO2eq) sono ampiamente influenzate dall’ipotesi che considera il cervo selvatico come un flusso elementare che entra nel sistema e, quindi, non include le emissioni di metano enterico.
In questo caso, la carne di cervo cacciato sembra essere un’alternativa ecosostenibile alla carne bovina convenzionale. La rappresentatività dei risultati deve essere aumentata sia all’interno della stessa specie che in associazione con altri ungulati selvatici (ad es. capriolo, cinghiale o camoscio) per comprendere meglio il ruolo potenziale dei prodotti selvatici tradizionalmente cacciati in diete più sostenibili.

L’articolo è scaricabile gratuitamente fino al 6 dicembre sulla pagine ufficiale della rivista a questo indirizzo: https://authors.elsevier.com/c/1ZvfO3QCo9UxRB

Corsi di abilitazione alla Caccia di selezione agli ungulati e alla Caccia collettiva al cinghiale – FIDC Sesto San Giovanni

La Sezione FIDC di Sesto San Giovanni, in collaborazione con lo Studio Associato AlpVet, organizza il “Corso per l’abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale” e il “Corso per l’abilitazione alla caccia di selezione a capriolo, camoscio, cervo, daino, muflone e cinghiale”, conformi al Decreto della Regione Lombardia n. 2092 del 19/02/2018 e relativi allegati, e ai requisiti ISPRA.

È possibile l’iscrizione ad entrambi i corsi con un percorso formativo unico.

Le lezioni avranno inizio il 9 settembre prossimo.

Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro il 2 settembre contattando il referente della Sezione di Sesto San Giovanni, Sig. Carlo di Giacomo, tramite mail all’indirizzo: carlo.digiacomo@fastwebnet.it

Per maggiori informazioni scrivete a info@alpvet.it.

 

I° Congresso Nazionale sulle Filiera di Carni di Selvaggina – Lodi, 7/8 novembre 2019

“Tenuto conto del suo valore ecologico, sociale ed economico, la fauna selvatica è un’importante risorsa naturale rinnovabile, con rilevanza per settori quali lo sviluppo rurale, la pianificazione del territorio, l’offerta alimentare, il turismo, la ricerca scientifica e il patrimonio culturale. Se gestita in modo sostenibile, la fauna selvatica può fornire un’alimentazione e un reddito e contribuire notevolmente alla riduzione della povertà, nonché alla salvaguardia della salute umana e ambientale” (FAO, 2005).

Partendo da questi presupposti, e convogliando le varie esperienze svolte in Italia, nasce l’esigenza di promuovere un Congresso nazionale sul tema della Filiera delle carni di selvaggina selvatica, con l’obiettivo di fornire strumenti in grado di applicare correttamente le norme già presenti, al fine di valorizzare una risorsa disponibile che sta trovando sempre maggior consenso nel consumatore moderno.

Il Congresso è organizzato grazie alla collaborazione tra la Società Italiana di Ecopatologia della Fauna (SIEF), Associazione Italiana Veterinari Igienisti (AIVI), Società Italiana di Economia Agraria (SIDEA), Società Italiana di Economia Agro-Alimentare (SIEA) e i Dipartimenti Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione animale e la Sicurezza alimentare “Carlo Cantoni” (VESPA) e di Medicina Veterinaria (DIMEVET) dell’Università degli Studi di Milano ed il supporto dell’Associazione per lo sviluppo della cultura, degli Studi Universitari e della ricerca nel Verbano Cusio Ossola (ARS.UNI.VCO) e di Fondazione Onlus Uomo-Natura-Ambiente (Fondazione UNA), e si svolgerà a Lodi presso il nuovo polo della Facoltà di Veterinaria di Milano nei giorni 7 e 8 novembre 2019.

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Obiettivo del congresso è fornire strumenti utili a migliorare e definire la qualità del prodotto, certificandone anche requisiti non ancora normati ma richiesti dal consumatore, come ad esempio il benessere animale, l’impatto ambientale, i valori nutrizionali e la tracciabilità.

Il Congresso è suddiviso in varie sessioni:

  • Qualità, percezione e valorizzazione della carne di selvaggina di filiera italiana
  • Igiene di processo e sicurezza alimentare
  • Patogeni zoonosici e rischio infettivo
  • Il punto di vista del Ministero sulla filiera nazionale delle carni di selvaggina
  • Contributi scientifici di progetti a rilevanza nazionale (sessione libera a cui tutti sono invitati a presentare contributi di ricerche scientifiche a rilevanza nazionale svolti nell’ambito dell’igiene, gestione, promozione delle carni di selvaggina seguendo le specifiche linee guida),

L’evento è in fase di accreditamento per Medici Veterinari e partecipa al programma di formazione professionale continua dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (ai Dottori Agronomi e ai Dottori Forestali è richiesta l’iscrizione anche tramite il SIDAF al sito: https://www.conafonline.it)

Maggiori informazioni, programma dell’evento, modalità di iscrizione e presentazione degli abstract, recettività alberghiera sul sito https://congressocarnidiselvaggina.wordpress.com/

Premio UNCZA Tesi di Laurea 2019 – Analisi colorimetrica delle carni di Cervo in relazione ai valori di pH e alle buone pratiche di gestione

Dopo alcuni anni, torniamo a festeggiare un nostro tesista con il premio UNCZA 2019 per la miglior tesi di laurea!

La Dott.ssa Fiammetta Riccardi, che ha collaborato con noi nell’ambito del Progetto “Processi di Filiera Eco-alimentare”, ha vinto con la tesi ANALISI COLORIMETRICA DELLE CARNI DI CERVO (Cervus elaphus) IN RELAZIONE AI VALORI DI pH E ALLE BUONE PRATICHE DI GESTIONE” (Relatore: Prof.ssa Stefania Iametti – Correlatore: Dott. Roberto Viganò).

La tesi è stata particolarmente apprezzata dai valutatori UNCZA sia per l’argomento che per le analisi approfondite e innovative sul tema della qualità e della certificazione delle carni di selvaggina, argomento sempre più di moda e di interesse a livello venatorio.

Complimenti ancora alla Dott.ssa Riccardi per l’impegno e la bravura nella stesura della tesi, di cui riportiamo l’abstract.


L’incremento demografico delle popolazioni di ungulati selvatici che si è registrato negli ultimi anni ha fatto emergere la necessità di mettere a punto piani relativi alla gestione di questi animali volti a porre un equilibrio tra le attività antropiche e la presenza faunistica, permettendo un utilizzo sostenibile di questa risorsa naturale rinnovabile.
Partendo proprio da questo concetto, nell’ambito di un bando promosso da Fondazione Cariplo relativo alla “Comunità resiliente”, si è dato inizio nel febbraio 2015 ad un progetto denominato “PROCESSI DI FILIERA ECO-ALIMENTARE: la gestione di un prodotto sostenibile come strumento di stimolo al miglioramento ambientale dei territori alpini”. Il naturale sviluppo di questa prima fase è stato l’avvio, a partire dall’aprile 2017, del progetto “PROCESSI DI FILIERA ECO-ALIMENTARE: la gestione di un prodotto sostenibile per lo sviluppo dei territori alpini”. Entrambi i progetti hanno avuto come scopo la gestione sostenibile degli ungulati selvatici e la finalità di valorizzare le carni di selvaggina attraverso la stesura di linee guida per la corretta gestione delle carcasse, l’ispezione veterinaria e la successiva trasformazione e commercializzazione del prodotto.
Questa azione progettuale mira allo sviluppo di un processo produttivo che possa garantire un approccio sostenibile nei confronti della bio-risorsa fauna e allo stesso tempo possa portare ad un miglioramento della qualità delle carni attraverso il rispetto del benessere animale, adeguate garanzie sanitarie e un’opportuna valorizzazione del prodotto mediante lo sviluppo di una filiera.
Nell’ottica della creazione di un prodotto certificato di qualità sono state condotte indagini sul rilevamento dei valori di pH come importante e utile mezzo per una prima analisi della qualità e della salubrità delle carcasse di cervo abbattuti nella stagione venatoria 2017/2018.