Il 2017 di AlpVet

L’anno 2017 potrà essere ricordato come l’anno dedicato alle carni di selvaggina!

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Hanno infatti preso avvio due progetti che riguardano lo sviluppo della filiera selvaggina. Il primo, avviato a febbraio 2017, è la prosecuzione del Progetto “Filiera Eco-Alimentare” chiuso nel 2016. Questo progetto, che prevede la costituzione di un vero “Processo di Filiera” basato sulla partecipazione di tutti gli stakeholder per la gestione di prodotto sostenibile per lo sviluppo dei territori alpini, è finanziato da Fondazione Cariplo, è guidato egregiamente da Ars.Uni.VCO come capofila e vede tra i partner l’Università degli Studi di Milano con i dipartimenti di Scienze veterinarie per la salute, la produzione animale e la sicurezza alimentare (VESPA) e quello di Scienze Agrarie e Alimentari – Produzione, Territorio, Agroenergia (DiSAA), oltre ai Comprensori Alpini di Caccia VCO2 e VCO3, in qualità di co-finanziatori.

Il secondo progetto denominato “Selvatici e Buoni: una filiera alimentare da valorizzare”, ha preso avvio a settembre di quest’anno a Bergamo, ed è finanziato da Fondazione Una, con la partecipazione dell’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dell’Università degli Studi di Milano con il Dipartimento di Medicina Veterinaria (DIMEVET) e della Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva.

In entrambi i progetti il nostro Studio è referente scientifico, e collabora nell’organizzazione e nella gestione dei corsi di formazione per cacciatori, oltre che alla pianificazione della filiera fin dalla sua partenza, collaborando a stretto contatto anche con macellai e ristoratori.

I corsi per “Cacciatore formato” sono stati apprezzati anche in altri contesti ed organizzati su specifica richiesta da Aziende Faunistiche Venatorie e Associazioni di cacciatori, sempre in collaborazione con le ATS e le ASL locali, con cui prosegue una proficua collaborazione. Quest’anno complessivamente abbiamo contribuito a formare oltre 300 cacciatori in giro per le Alpi! Dallo splendido scenario della conca di Carcoforo, passando per le vallate valsesiane e ossolane, scendendo a Varese e nella Valle del Ticino, risalendo le vallate bergamasche e spingendoci addirittura fin sotto il Monte Grappa! Speriamo che sotto le feste i cacciatori mettano in pratica quanto gli abbiamo insegnato, e che la selvaggina sia il piatto principale delle tavole natalizie!!! Un grazie particolare ai nostri chef di fiducia Ugo Facciola del Ristorante Edelweiss di Viceno di Crodo, Diego Valisi dell’Agriturismo Cascina Riazzolo, e Ivano Gelsomino della Trattoria Gstronomica La Selva di Clusone, validissimi collaboratori.

Entusiasmante come al solito la formazione rivolta ai cacciatori anche per ciò che concerne la caccia di selezione: il piacere di conoscere persone che credono in un’attività venatoria che vada sempre più verso un’evoluzione della sua pratica volta a garantire il benessere animale e la corretta gestione faunistica ci riempie di immensa gioia. Quest’anno, in collaborazione con FIDC Varese, ATC 1, ATC 2, CA Nord Verbano e con il Patrocinio della Provincia di Varese, abbiamo organizzato anche il I° Corso per Rilevatore biometrico. Una bellissima novità per noi anche dal punto di vista professionale, che ci ha permesso di trasmettere quanto imparato in questi anni di attività presso i centri di controllo della selvaggina.

Prosegue inoltre l’attività di ricerca scientifica e pubblicistica, non solo legata alle carni di selvaggina, ma anche alla sanità della fauna selvatica e alla sua gestione. Quest’anno abbiamo avuto modo di pubblicare alcuni lavori davvero interessanti, che a breve riporteremo in sintesi anche sulle pagine di questo blog: su Journal of Veterinary Science and Technology, è stato pubblicato un articolo sui risultati preliminari di un monitoraggio svolto sulla pseudotubercolosi nel camoscio, su Experimental and Applied Acarology, in collaborazione con ricercatori davvero in gamba, abbiamo contribuito a pubblicare un articolo sui patogeni presenti nelle zecche relativamente all’area di studio del VCO, e come non dimenticare il capitolo su “Game meat hygiene – Food safety and security”, il testo più importante a livello scientifico europeo inerente le carni di selvaggina, in cui abbiamo analizzato l’andamento del pH nelle carni di selvaggina.

Non dimentichiamo inoltre le comunicazioni portate a vari convegni nazionale e internazionale, tra cui il Congresso di Ecopatologia della Fauna tenutosi a Domodossola (in cui lo Studio ha dato davvero un fortissimo contributo in termini organizzativi) e due eventi in Nord America (The Wildlife Society’s 24th Annual Conference ad Albuquerque – New Mexico – e The Annual Meeting of the Academy of Management ad Atlanta – Georgia), in cui sono stati presentati dai colleghi dell’Università della Svizzera italiana di Lugano i primi dati di un caso studio sulla gestione del cinghiale.

Vale la pena ricordare la partecipazione anche a due eventi che hanno richiamato centinaia di persone: il convegno tenutosi a Macugnaga dal titolo “La cheratocongiuntivite infettiva: aggiornamenti e prospettive 30’anni dopo”, in cui abbiamo fornito un contributo a livello organizzativo e scientifico, e la 52° Assemblea UNCZA tenutasi a Madonna di Campiglio da titolo “Il Gallo forcello sulle Alpi: conservazione e gestione”, in cui è stato portato un contributo relativo ad indagini svolte sullo “Stress invernale nel forcello”.

Evento dell’anno anche il contest StambeccoOrobie, progetto culturale di osservazione partecipata, organizzato in stretta collaborazione con il CAI di Bergamo e con alcuni partner istituzionali (Provincia di Bergamo e Parco delle Orobie Bergamasche) e tecnici, in occasione dei 30’anni dall’inizio del “Progetto Stambecco in Lombardia” (1987-1990) con la prima liberazione degli Stambecchi sulle Alpi Orobiche.

Sempre in tema di specie di grande pregio conservazionistico, sottolineiamo come lo Studio AlpVet abbia aderito alla sottoscrizione per la messa al bando del Diclofenac come farmaco veterinario, in quanto riconosciuto come tale principio attivo sia estremamente pericoloso per la salute dei gipeti e degli altri avvoltoi che lentamente, grazie a ottimi progetti di re-introduzione, stanno ripopolando il territorio nazionale ed europeo.

È fonte di soddisfazione anche vedere come il nostro blog, continui a crescere e diventare un punto fermo per determinate informazioni: dopo l’exploit dell’anno scorso con oltre 25.000 visualizzazioni da parte di oltre 20.000 visitatori, quest’anno ci si sta attestando su cifre che passano le 18.000 visualizzazioni effettuate da quasi 14.000 visitatori. Anche quest’anno l’articolo più letto è stato quello sulle malattie trasmissibili del cinghiale con quasi 7.000 visualizzazioni, seguito da quello sulle zecche, con quasi mille visualizzazioni.

Il 2017 ha visto anche una piccola svolta nel nostro Studio, con l’uscita di Cristina Fraquelli, colonna portante e pensante di AlpVet prima ancora che nascesse lo Studio Associato. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare e crescere con una grande professionista che ci ha insegnato tanto e ci ha trasmesso una grande passione per questo lavoro: in bocca al lupo Cristina per il tuo nuovo lavoro, e sappi che noi siamo sempre pronti ad accoglierti a braccia aperte!

Non ci resta che chiudere augurando a tutti i nostri lettori, colleghi, amici e conoscenti vari, i migliori auguri di buone feste e di un felice 2018!!

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