Lattazione dei cervidi a vita libera: Analisi dei parametri metabolici dei Classe 0 e del latte delle femmine adulte in relazione alla gestione faunistico-venatoria

Riportiamo di seguito, tradotto in italiano, il poster che presentiamo al convegno ATIT che si terrà ad Acquapendente (VT) tra il 20 ed il 23 aprile.

Il lavoro analizza la qualità del latte di cerve a vita libera prelevata nell’autunno del 2013, e mette in relazione i valori nutrizionali con i parametri metabolici (in particolar modo il colesterolo ematico) dei classe 0. Uno spunto per migliorare la gestione faunistico-venatoria in ottica di protezione delle femmine allattanti, in special modo nei territori alpini, in cui inverni critici potrebbero di fatto aumentare il tasso di mortalità dei giovani a cui è stata prelevata la madre.

Il lavoro è stato svolto dallo Studio AlpVet in collaborazione con il Dott. GianMaria Pisani, il Dott. Piero Franceschi ed il prof. Massimo Malacarne dell’Università di Parma.


ModelLa gestione faunistico-venatoria necessita di un continuo confronto tra gli indirizzi operativi dettati da norme, linee guida e regolamenti locali, ed i risultati che scaturiscono al termine di ogni stagione venatoria. A tal fine è opportuno contribuire alla pianificazione gestionale non solo con dati relativi alla dinamica di popolazione e alla distribuzione sul territorio, ma anche con dati relativi a benessere animale e stato fisiologico dei soggetti. Risulta quindi opportuno integrare gli aspetti biologici con ricerche di ordine zootecnico e veterinario, che possono fornire ulteriori elementi di discussione in termini di gestione delle popolazioni selvatiche. Tali dati devono inoltre essere valutati anche in relazione al territorio di presenza della specie.
In particolare, si riportano nel presente lavoro, i dati relativi a due metodi di gestione faunistico-venatoria del cervo (C. elaphus) avvenuti in anni differenti nel Comprensorio alpino di caccia VCO2 – Ossola Nord, localizzato in Provincia di Verbania, nel territorio delle Alpi Lepontine. In tale comprensorio, il regolamento ha sempre imposto (ad eccezione della stagione 2004/05) la protezione della femmina allattante, inserendo una sanzione pecuniaria in caso di prelievo. Per facilitare la scelta della femmina asciutta, anche i periodi di prelievo tra classi adulte e soggetti giovani venivano diversificati. Ne è conseguito che il tasso di prelievo medio delle femmine allattanti con tale regolamento si è attestato a valori medi intorno al 40%. Con l’emanazione delle Linee Guida di Gestione degli Ungulati da parte di ISPRA nel 2013, l’apertura alla caccia di selezione al cervo, sia sulle Alpi che sugli Appennini, è stata fissata a partire dal 15 ottobre, per concludersi in zona Alpi il 15 dicembre. Tale spostamento temporale ha comportato l’impossibilità di distinguere i periodi di prelievo tra classi di età, e di conseguenza un maggior tasso di prelievo di femmine allattanti sul totale, raggiungendo quote superiori al 55% (con picco massimo al 63% nella stagione 2013/14).

Partendo dall’analisi dei parametri metabolici, si evidenzia come il livello di colesterolo nel sangue sia nettamente maggiore nei giovani dell’anno rispetto alle altre classi di età: Classe 0: media 74.30 mg/dl ± 17.616 Dv Std (IC 95% 66.05-82.54 mg/dl); Femmine adulte: media 52.18 mg/dl ± 13.154 Dv Std (IC 95% 47.80-56.57 mg/dl); Maschi adulti: media 38.45 mg/dl ± 17.191 Dv Std (IC 95% 30.40-46.49 mg/dl). È evidente che il valore di colesterolo nel sangue degli animali dell’anno sia imputabile esclusivamente all’assunzione di latte che, anche nel periodo autunnale ha valori nutritivi ed energetici elevati.

Nell’ambito dell’attività di ricerca, durante il mese di novembre-dicembre della stagione 2013/14, si è proceduto inoltre a prelevare la ghiandola mammaria delle femmine in lattazione, e valutarne il peso, oltre che ad effettuare dei prelievi di latte per valutarne i parametri chimici. È emerso che le mammelle di femmine in lattazione pesano in media 660 gr (651,67 gr per femmine di 2-3 anni, 693,93 gr per femmine di 4-6 anni e 636,67 gr per femmine di 7-9 anni). Tale dato contrasta nettamente con il valore del peso della mammella in asciutta prelevato su una femmina di 4-6 anni, pari a soli 85 gr. Ciò conferma che la ghiandola mammaria anche nel periodo di novembre-dicembre è attiva ed in produzione.
Su 9 femmine è stato possibile prelevare una quantità di latte sufficiente (circa 20 ml) per lo svolgimento delle analisi volte alla ricerca del tenore in lattosio, grassi e proteine. Alcuni campioni di latte, sottoposti a immediata refrigerazione a 4 °C, sono stati analizzati presso l’IZS di Torino mediante metodica a infrarosso (FIL IDF 141C:2000). A causa dell’eccessiva quantità di grasso contenuto nel latte di cerva, i campioni sono stati diluiti 1:2. Altri campioni di latte sono state invece analizzati presso l’Università di Parma mediante il metodo Kjeldahl, Ca e Mg sono stati analizzati mediante spettroscopia ad assorbimento atomico ed il P mediante metodica colorimetrica.

I grassi e le proteine del latte delle femmine di cervo hanno mostrato indici di variabilità più elevati rispetto a quelli di lattosio. Analizzando i parametri del latte rispetto alle classi di età delle femmine, non si evidenziano differenze significative. Analizzando le correlazioni tra peso della mammella e parametri del latte, si evidenzia una significatività nel rapporto tra proteine e peso della mammella.
I risultati hanno evidenziamo i seguenti valori medi: lattosio 4.08 g/100g, grassi 7.82 g/100g, proteina grezza 9.24 g/100g, caseina 7.84 g/100g, fosforo 185.82 mg/100g, calcio 265.85 mg/100g, magnesio 23.57 mg/100g.

I risultati delle analisi del latte campionato nella stagione 2013 dalle femmine allattanti mostrano valori di grasso e proteine molto elevati, nonostante queste femmine siano state abbattute nel periodo novembre/dicembre. Ciò suggerisce che la qualità del latte prodotto durante la tarda stagione autunnale è di primaria importanza per la dieta dei Classe 0.

A nostro parere, i dati qui presentati potrebbero fornire un valido supporto per i gestori della fauna selvatica, a maggior ragione considerando la scarsità di informazioni in letteratura riguardante le relazioni tra di allevamento dei piccoli e gestione della selvaggina.