“Il gusto della Montagna” – CAI Bergamo

Nell’ambito del ciclo di conferenze “Il gusto della montagna” organizzate dalla Sezione del CAI di Bergamo in collaborazione con la Domus Bergamo, martedì 30 Giugno alle ore 19.00 sarà presente il dott. Luca Pellicioli con una relazione divulgativa dal titolo “Camoscio e stambecco: come riconoscerli sui sentieri delle Orobie”.

Sede dell’evento è la Domus Bergamo, allestita in occasione dell’Expo, e situata nel centro della città in Piazza Dante.

Cai Bergamo_30giu2015

Progetto Filiera Eco-Alimentare – Corsi di formazione per cacciatori

Logo Filiera Eco-AlimentareNell’ambito del progetto Filiera Eco-Alimentare finanziato da Fondazione Cariplo, Ars.Uni.Vco, capofila del progetto, ha organizzato con il patrocinio di Provincia del Verbano Cusio Ossola, A.S.L. del V.C.O., Comprensori Alpini di Caccia VCO1 Verbano-Cusio, VCO2 Ossola Nord e VCO3 Ossola Sud un corso di formazione specifico rivolto al mondo venatorio inerente la gestione igienico-sanitaria delle carni di selvaggina.

Il corso di formazione (scarica la Locandina Corsi giugno luglio 2015), organizzato all’interno del progetto Filiera Eco-alimentare, si pone l’obiettivo di formare gli appartenenti al mondo venatorio secondo le direttive comunitarie e nazionali e di verificare le disponibilità dei medesimi per una fattiva partecipazione nel processo di costruzione della filiera.

Ars.Uni.VCO ha incaricato lo staff di AlpVet per lo svolgimento delle lezioni, in collaborazione con l’ASL del VCO.

I soci dei Comprensori Alpini della Provincia del VCO, potranno usufruire di TRE SESSIONI GRATUITE ciascuna della durata di 16 ore, in cui il tema cardine del corso è rappresentato dall’etica venatoria nell’ottica del benessere animale, condizione necessaria per ottenere un prodotto di qualità.

Per raggiungere tale obiettivo, l’attività formativa prevede lezioni frontali inerenti: legislazione corrente, valorizzazione del prodotto, aspetti di anatomia e fisiologia degli ungulati selvatici, patologie della fauna con particolare riguardo agli aspetti zoonosici, contaminanti ambientali, modalità di caccia, balistica terminale, gestione delle carcasse. È prevista inoltre una parte pratica volta a illustrare le corrette tecniche di eviscerazione, gestione e trasporto della carcassa verso i centri di lavorazione, soffermandosi in modo particolare sull’aspetto di riconoscimento degli organi e delle eventuali lesioni presenti.

SESSIONE 1 Collegio Mellerio Rosmini – Domodossola
(Martedì 23 a Venerdì 26 giugno 20.00/23.00 e sabato 27 giugno 8.30/12.30)

SESSIONE 2 Collegio Mellerio Rosmini – Domodossola
(Sabato 11 e domenica 12 luglio – 8.30/12.30 e 14.00/18.00)

SESSIONE 3 sala Comprensorio alpino VCO1 Verbania
(Sabato 25 e domenica 26 luglio – 8.30/12.30 e 14.00/18.00)

Per informazioni è possibile contattare la dott.ssa Federica Fili, ai seguenti contatti: e-mail federica.fili@univco.it – Tel. 0324 482 548.

Corso Zona Alpi e Tipica Fauna Alpina

Front Locandina Corso Tipica Alpina VC1_2015La Tipica Fauna Alpina è caratterizzata da specie che, seppur cacciabili, sono soggette a fluttuazioni cicliche che possono mettere a rischio la sopravvivenza delle popolazioni stesse, soprattutto in quelle aree dove la densità è normalmente molto bassa.

Il Comprensorio Alpino di Caccia VC1 – Valli del Sesia, in collaborazione con AlpVet, organizza il “Corso di abilitazione al prelievo delle specie appartenenti alla Tipica Fauna Alpina”, contribuendo alla sensibilizzazione e alla crescita culturale dei cacciatori, e rendendosi promotore di una gestione venatoria sempre più accorta.
Tale corso promuove l’obiettivo di fornire le conoscenze di base circa la biologia, l’habitat e la gestione delle specie oggetto di prelievo venatorio (Fagiano di Monte, Coturnice, Pernice Bianca, Lepre Bianca) al fine di permettere al cacciatore di disporre delle opportune competenze tecnico-scientifiche fondamentali per partecipare in maniera appropriata e consapevole all’attività venatoria, ai censimenti, nonché alla programmazione delle operazioni di miglioramento ambientale a fini faunistici.

Il corso è svolto nel rispetto del programma emanato dalla Regione Piemonte tramite DGR n. 212 – 4414 del 30 luglio 2012.

Le lezioni teoriche si terranno nelle giornate di sabato 20 e domenica 21 giugno presso la sede del CA VC1, in via M.T. Rossi 17  Varalo Sesia (VC). Seguirà uscita pratica, in data e luogo da destinarsi, finalizzata allo svolgimento di censimento con cane da ferma.

La gestione delle capre inselvatichite

Capre_StambeccoNel contesto alpino sempre più frequenti sono le segnalazioni della presenza di singoli soggetti o piccole unità di capre e/o pecore parzialmente o totalmente incustodite.
Recenti sono le notizie nate a fronte della presenza di domestici in alpeggio anche al di fuori del periodo tradizionale, in quanto capi abbandonati o persi, sia in Italia che nel vicino Canton Ticino, e le successive polemiche.

Tale aspetto solleva una serie di problematiche sia di ordine strettamente sanitario ma anche di natura giuridica in relazione al mancato rispetto dei Regolamenti di Polizia Veterinaria e Forestale nonché la definizione della responsabilità civile e penale da parte del proprietario dei capi.
A livello generale va considerato che, in ambiente alpino, la presenza di ruminanti domestici non custoditi può assumere un ruolo prioritario nell’ambito della inter-trasmissione di patologie infettive ed infestive nei confronti di ruminati selvatici a vita libera.
In questo senso ampiamente documentata è la bibliografia in merito alle interazioni sanitarie tra ruminanti domestici e selvatici con particolare riferimento a Mycoplasma conjuntivae della cheratocongiuntivite infettiva e l’acaro Sarcoptes scabiei della rogna sarcoptica, nonché brucellosi ed altre zoonosi.
Inoltre, da un punto di vista genetico la frequentazione delle stesse aree può esser alla base di fenomeni di ibridazione tra esemplari di capra domestica (Capra hircus) e stambecco (Capra ibex) con la nascita di ibridi.

Quali sono le possibili responsabilità legali dei proprietari delle “capre inselvatichite”?

Per quanto riguarda la responsabilità civile, il Codice Civile (art. 2052) stabilisce che il “proprietario o chi ha in uso l’animale” è responsabile dei danni causati dallo stesso, sia che si trovi sotto custodia, sia in caso di smarrimento o fuga, salvo che provi il caso fortuito.
Rispetto alle responsabilità penali tra le altre, l’ipotesi potenzialmente più accreditata è quella della sussistenza del reato di “introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo” (art. 636 del Codice Penale (C.P.) La Corte di Cassazione ha stabilito che si tratta di una figura di reato comune, che può essere commessa da chiunque, infatti, lo stesso art. 636 Codice Penale sanziona sia l’introduzione o l’abbandono di animali, raccolti in gregge o in mandria, nel fondo altrui, demanio compreso, fine a sé stessi, sia la messa in atto delle medesime azioni al fine di far pascolare gli animali nel fondo di altri.
Infine, sempre il terzo comma del medesimo articolo prevede quale aggravante per il colpevole, il pascolo avvenuto, ovvero il danneggiamento del fondo causato dall’introduzione o dall’abbandono degli animali.

Non può trovare applicazione l’art. 672 del Codice Penale, “omessa custodia e mal governo di animali”, in quanto, tale illecito si configura qualora siano coinvolti animali pericolosi, da soma, da tiro o da corsa, tra i quali, a rigor di logica, non rientrano certamente le capre.

Visto che l’argomento trattato sta assumendo una sempre maggior attenzione nell’opinione pubblica ed un’importante rilevanza scientifica, confermata dal crescente numero di pubblicazioni sull’argomento, con questo primo contributo si sta cercando di fare chiarezza sul tema in quanto questi aspetti sono caratterizzati da numerosi interrogativi.

Seguiranno altri contributi a breve finalizzati a chiarire tutti gli aspetti della questione come ad esempio: le capre inselvatichite presenti in ambiente alpino sono da considerarsi specie “selvatiche” o “domestiche”?

Luca Pellicioli in collaborazione con Dott. Davide Brumana (Esperto Diritto Ambientale)