Corsi abilitazione alla caccia di selezione agli ungulati e alla collettiva al cinghiale – ANUU Varese – 15 aprile 2020

L’ associazione venatoria A.N.U.U. Gruppo di Varese, in collaborazione con lo Studio associato AlpVet, organizza il “Corso per l’abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale” e il “Corso per l’abilitazione alla caccia di selezione a capriolo, camoscio, cervo, daino, muflone e cinghiale”, conformi al Decreto della Regione Lombardia n. 2092 del 19/02/2018 e relativi allegati.

Le lezioni, che avranno inizio il 15 aprile, si svolgeranno presso la sede della Pro Loco di Ganna (Va) in Piazza Grandi 1, nelle giornate di lunedì e mercoledì. Sono previste uscite teoriche/pratiche da svolgersi fuori sede.

È possibile l’iscrizione ad entrambi i corsi con un percorso formativo unico.

Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro l’8 aprile a:

Dott.ssa Chiara Macchi
cell 3406862543 (si prega di telefonare dopo le 12,30)
e-mail c.macchi@alpvet.it  

Dott.ssa Martina Besozzi
cell 3493556003
e-mail m.besozzi@alpvet.it 

Locandina ANUU_2020

Corso per Conduttori cani da traccia e Anschuss Seminar – Bereguardo

La Società Cacciatori di Bereguardo (Sezione Comunale di FIDC), in collaborazione con lo Studio Associato AlpVet e con Serena Donnini (Esperto Giudice ENCI), sta raccogliendo le pre-iscrizioni per il Corso “Conduttori di Cani da traccia”, conforme al decreto 9139 del 24 giugno 209 di Regione Lombardia.

Locandina Corso cani da traccia_preiscrizioni

Il corso prevede un percorso didattico suddiviso in lezioni teoriche e attività pratica.
Considerando l’importanza di fornire informazioni più dettagliate inerenti l’addestramento del cane e la figura del conduttore, il corso proposto si svilupperà in 10 ore di lezioni teoriche, trattando i seguenti argomenti:

  • Ruolo e importanza del servizio di recupero nella gestione degli Ungulati
  • Caratteristiche delle razze utilizzate
  • Differente utilizzo delle diverse razze
  • Le fasi dell’addestramento del cane da lavoro
  • Anatomia dell’ungulato selvatico
  • Nozioni di balistica terminale
  • Reazioni al colpo
  • Comportamento dell’ungulato ferito
  • Diverse strategie di recupero
  • Educazione di base del cane
  • Educazione al lavoro sulla traccia
  • Attrezzatura del conduttore
  • Le diverse fasi di lavoro sulla traccia artificiale
  • Organizzazione del servizio di recupero

Seguirà una giornata di esercitazione pratica, in cui si svolgeranno attività sul campo relative a:

  • Valutazione di diversi tipi di Anschuss
  • Realizzazione di tracce artificiali con diverso grado di difficoltà
  • Dimostrazione pratica sul terreno dell’educazione di base del cane
  • Dimostrazione pratica sul terreno dell’educazione al lavoro sulla traccia

Il corso si svolgerà nell’arco di un fine settimana (venerdì sera, sabato e domenica) in un week-end di giugno, da definire in base agli impegni dei relatori.

Nell’ambito dei percorsi formativi per i cacciatori di ungulati, si sta organizzando inoltre una giornata dedicata alla verifica e al riconoscimento dell’anschuss, con attività teorico-pratica L’esperienza veterinaria nell’ambito dell’anatomia topografica e delle lesioni anatomo-patologiche e l’esperienza di esperti conduttori di cani da traccia, forniranno gli strumenti utili per comprendere e riconoscere le tracce lasciate sull’anschuss al fine di guidare la ricerca del selvatico.

Le domande di pre-iscrizione ai corsi possono essere inviate tramite mail all’indirizzo: societacacciatoribereguardo@gmail.com o all’indirizzo info@alpvet.it
oppure contattando i referenti della Società Cacciatori Bereguardo ai seguenti numeri:
Larocca Michele – 339 5799804
Nodari Carlo – 347 1778863

Corsi abilitazione alla caccia di selezione agli ungulati e alla collettiva al cinghiale – FIDC Magenta – 17 marzo 2020

Il Nucleo FIDC di Magenta, in collaborazione con lo Studio Associato AlpVet, organizza il “Corso per l’abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale” e il “Corso per l’abilitazione alla caccia di selezione a capriolo, camoscio, cervo, daino, muflone e cinghiale”, conformi al Decreto della Regione Lombardia n. 2092 del 19/02/2018 e relativi allegati.

Le lezioni, si svolgeranno presso la sede del Nucleo FIDC di Magenta, in Via Cadorna a Magenta, nelle giornate di martedì e giovedì, a partire da martedì 20 marzo.

Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro il 10 marzo a fidcnucleomagenta@gmail.com, contattando i referenti tramite numero di telefono presente nella locandine oppure direttamente on-line compilando il modulo presente sul sito http://www.federcaccianucleomagenta.it/.

 

 

Corso di abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale e alla selezione agli ungulati – FIDC Seregno

Prenderanno il via lunedì 17 febbraio presso la sede di FIDC di Seregno (MB) i seguenti corsi:

  • “Corso per l’abilitazione alla caccia collettiva al cinghiale”
  • “Corso per l’abilitazione alla caccia di selezione a capriolo, camoscio, cervo, daino, muflone e cinghiale”

Entrambi i corsi sono conformi al Decreto della Regione Lombardia n. 2092 del 19/02/2018 e relativi allegati, e ai requisiti ISPRA.

È possibile l’iscrizione ad entrambi i corsi con un percorso formativo unico.

I corsi si svolgeranno nelle serate di lunedì e mercoledì a Seregno in via Alessandria angolo via Porada, e sono previste uscite teoriche/pratiche da svolgersi fuori sede.

Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro il 10 febbraio telefonando alla segreteria al numero 349-6061989, oppure scrivendo a info@alpvet.it.

Locandina Seregno 2020

 

Malattia di Aujeszky nel cinghiale e rischio Pseudorabbia nei cani

Negli ultimi giorni del 2019 una notizia ha destato molta preoccupazione soprattutto tra gli appassionati di caccia al cinghiale: “Malattia mortale dei cani si diffonde in Romagna, già sei decessi in pochi giorni”. Dal Servizio Veterinario (AUSL) di Forlì si comunica che alcuni cani da caccia sono infatti deceduti con sintomi riferibili al cosiddetto morbo di Aujeszky o Pseudorabbia e che, a seguito delle attività di sorveglianza, 49 cinghiali abbattuti durante l’attività venatoria tra Rimini, Forlì e Cesena sono risultati positivi ai test anticorpali nei confronti della malattia.

Non è del resto l’unica segnalazione negli ultimi anni in Italia e all’estero, ricordiamo infatti la segnalazione di un focolaio accertato nel 2008 in provincia di Novara con 7 cani da caccia deceduti in seguito all’abbattimento di un grosso cinghiale, nel 2013 invece 8 cani da caccia sono deceduti in provincia di Grosseto con sintomatologia riferibile a Pseudorabbia, diagnosi poi confermata dal servizio veterinario territoriale e altri 3 casi segnalati nella prefettura della Mosa, nel Nord-Est della Francia, durante lo stesso anno, oltre ad altri casi sporadici già verificatisi sul territorio nazionale.
Oltre ai cani, è bene segnalare anche il caso dell’orso marsicano morto a gennaio 2012 nel Parco Naturale Sirente-Velino nel cui referto d’autopsia è indicato il sospetto di Malattia di Aujeszky.

Ma cerchiamo di chiarire cosa sia questa malattia…

Si tratta di una malattia virale (Suid Herpesvirus) non zoonosica che colpisce i suidi domestici e selvatici come specie target, che fungono da reservoir, nei quali assume carattere diffusivo e connotazioni diverse in funzione dell’età dei soggetti colpiti, potendo provocare encefalite acuta nei giovani, polmonite negli adulti, ipofertilità e aborto nei riproduttori. Esistono anche infezioni subcliniche o asintomatiche o latenti.

Altri mammiferi, come il cane, il gatto, la volpe, l’orso, il lupo, i mustelidi, sono considerati ospiti aberranti, i quali quindi possono essere infettati dal virus soprattutto tramite ingestione di materiale infetto, ma occasionalmente anche tramite il morso o il contatto diretto con suidi infetti, con esito sempre mortale, ma perdendo la contagiosità, per cui il virus non può essere trasmesso ad un altro soggetto. Il cane manifesta inizialmente anoressia, stanchezza, indifferenza agli stimoli esterni e peggiora dimostrando difficoltà respiratorie, salivazione eccessiva, vomito, diarrea e un lieve rialzo della temperatura. Il sintomo distintivo è un fortissimo prurito, localizzato soprattutto su muso e orecchie, che induce il cane a grattarsi senza sosta. Nelle fasi finali della malattia i cani presentano spasmi neuro-muscolari, mancanza di coordinazione e paralisi progressiva. Tutti questi sintomi fanno definire la patologia nel cane con il termine di Pseudorabbia.
Purtroppo per i soggetti colpiti la prognosi è infausta, la morte sopraggiunge infatti entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi, i quali cominciano a presentarsi entro 6 giorni dal contagio.

Non esiste vaccino, né trattamento efficace per le specie non suine, perciò l’unica accortezza per evitare il contagio è quella di non far ingerire carne cruda o interiora di maiale o di cinghiale ai cani. La cottura infatti inattiva completamente il virus, è sufficiente cuocere la carne a 100°C per un minuto o a 60°C per un’ora, tenendo conto che la temperatura indicata è da raggiungere a cuore della massa muscolare. Il vaccino esiste per i suini, ma laddove sia presente un piano di eradicazione della malattia negli allevamenti di suini l’utilizzo ne è vietato.

La diagnosi della malattia nel cane e nelle altre specie non target si effettua in base alla sintomatologia in prima battuta, ma è necessario differenziarla dalla Rabbia, malattia con sintomatologia simile, altrettanto letale, ma molto pericolosa anche per l’uomo, a differenza di Aujeszky. In secondo luogo si procede con esami di laboratorio come indagini molecolari (PCR) e ricerca virale nei carnivori deceduti, cercando quindi direttamente la presenza del virus stesso, oppure indagini sierologiche su campioni di sangue per la ricerca degli anticorpi nei confronti del virus nei suidi.

L’uomo non è sensibile all’infezione perciò non esiste alcun rischio nel maneggiare materiale infetto o nell’entrare in contatto con soggetti con sintomatologia evidente, nonostante questo la malattia risulta comunque menzionata nell’elenco OIE (https://www.oie.int/animal-health-in-the-world/oie-listed-diseases-2020/).

Bisogna sottolineare che la malattia non è sconosciuta o non indagata, esiste infatti un piano di monitoraggio e controllo a livello nazionale che prevede piani di controllo ed eradicazione a livello regionale e che vede impegnati i Servizi Veterinari presenti sul territorio nonché il centro di referenza nazionale IZSLER nella sede di Brescia, per cui si lavora per ottenere l’eradicazione della malattia soprattutto negli allevamenti suinicoli ed ottenere la denominazione di “ufficialmente indenne”, monitorando contemporaneamente la presenza nella fauna selvatica (qui è disponibile il report sull’attività di monitoraggio svolta nel 2018 e le misure di sorveglianza per il 2019).

I risultati mostrano che la presenza del virus sul territorio nazionale è estremamente bassa, ma il rischio non è nullo come infatti dimostrano gli ultimi casi che hanno creato allarme.

 

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Aree in cui sono tati rinvenuti cinghiali sieropositivi alla Malattia di Aujeszky – Fonte http://www.vetinweb.it (REGIONE LOMBARDIA – PIANO REGIONALE DI MONITORAGGIO E CONTROLLO SANITARIO DELLA FAUNA SELVATICA)

 

In altri Paesi esteri invece, come per esempio USA, Canada e Nuova Zelanda, i piani di eradicazione sono stati conclusi con successo eliminando completamente la malattia dal proprio territorio.

Di seguito alcuni siti di riferimento:

Ministero della Salute – Piano Nazionale Integrato

Regione Lombardia – Vetinweb

Regione Veneto – Resolveveneto

Regione Piemonte – DGR 86-6278 del 2018

Workshop – La Filiera della selvaggina come opportunità di valorizzazione delle risorse naturali del territorio abruzzese. 20 dicembre – Pescara

Venerdì 20 dicembre (ore 15.00 – Pescara) siamo stati invitati a portare la nostra esperienza nell’ambito della presentazione del WorkShop Tematico “LA FILIERA DELLA SELVAGGINA COME OPPORTUNITA’ DI VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE NATURALI DEL TERRITORIO ABRUZZESE”, ricadente nel progetto “Risorse Naturali d’Abruzzo”.

Il progetto “Risorse Naturali d’Abruzzo” interessa le province di Pescara e di Chieti e gran parte della provincia dell’Aquila, territori dove numerosa è la presenza di ungulati (soprattutto cinghiali). L’alta proliferazione di questi animali provoca ingenti danni al comparto agricolo e contribuisce all’abbandono delle aree interne, con gravi ripercussioni sulla salvaguardia del territorio. A tutto questo si aggiungono gravi e numerosi incidenti stradali, motivo di grande allarme sociale. Muovendo da questa breve analisi il progetto si pone l’obiettivo ambizioso di trasformare un problema in risorsa ed opportunità. Attraverso una filiera controllata e certificata la carne di selvaggina garantirà al consumatore la qualità del prodotto, nel rispetto dell’ambiente e del benessere dei selvatici, integrando la redditualità delle aziende agricole aderenti e contribuendo al contenimento delle popolazioni di ungulati. La strategia di progetto prevede l’aggregazione di diversi soggetti, che, responsabilmente opereranno lungo tutta la filiera, con l’auspicio di coinvolgere nuovi partners, quali i Parchi e le Riserve regionali, e soprattutto altri imprenditori agricoli. Infine un’adeguata promozione e divulgazione delle ottime caratteristiche nutrizionali delle carni di selvaggina farà dei ristoratori e degli operatori agrituristici importanti alleati nella promozione del
progetto Risorse Naturali d’Abruzzo.

Il programma della giornata prevede gli interventi di

  • Dr. Fabio De Marinis (Coordinatore)
    Il progetto di Filiera: obiettivi, contenuti e risultati attesi
  • D.ssa Elena Sico (Direttore Dipartimento Agricoltura Regione Abruzzo)
    Valori ed opportunità della mis.16.4
  • D.ssa Maria Luisa Zanni (Dirigente Pianificazione Faunistica della Regione Emilia Romagna)
    La gestione della Filiera del Cinghiale in Emilia Romagna
  • Dr. Mauro Ferri – S.I.E.F.
    Centri di sosta, raccolta e lavorazione della selvaggina, cessione diretta: normative e controlli
  • Dr. Roberto Viganò (Studio Associato AlpVet)
    Tracciabilità e benessere animale quali requisiti di certificazione di qualità
  • Ing. Giuseppe Giannini
    Le nuove tecnologie in ambito venatorio: tracciatura dei capi abbattute delle carni lavorate
  • Altri contributi
    Dr. Giuseppe Bucciarelli – Servizio Sanità Veterinaria, Igiene e Sicurezza degli Alimenti – Regione Abruzzo
    Dr. Paolo Dalla Villa – Ist. Zooprofilattico “G. Caporale”
    Dr Eliodoro D’Orazio – Slow Food Abruzzo-Molise
    Prof. Giuseppe Maiorano – Università degli Studi del Molise Facoltà di Agraria

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Corso per operatore abilitato al controllo degli ungulati

La Società Cacciatori di Bereguardo, in collaborazione con lo Studio Associato AlpVet, organizza per lunedì 3 febbraio 2020 la seconda edizione del “Corso per operatore abilitato al controllo degli ungulati”, conforme alla DGR 9139 del 2019 di Regione Lombardia.

Il corso si svolgerà presso le sale del Castello di Bereguardo nel giorno 3 febbraio a partire dalle ore 17,30.
Le iscrizioni chiuderanno lunedì 27 gennaio.

Il programma del corso prevede il seguente programma:

  • Normativa nazionale e regionale riferita al controllo della fauna selvatica, con particolare riferimento agli ungulati
  • Strumentazione utile per il controllo nelle ore notturne
  • Norme di sicurezza
  • La gestione delle aree idonee e non idonee alla presenza del cinghiale.

Si ricorda che il candidato per essere ammesso all’esame di abilitazione innanzi alla commissione regionale, deve possedere i seguenti requisiti:

  • Per l’abilitazione al controllo delle specie cervo, camoscio, capriolo, daino e muflone, il candidato deve possedere l’abilitazione al censimento e prelievo selettivo della specie di ungulato per la quale intende esercitare il controllo.
  • Per l’abilitazione al controllo della specie cinghiale, il candidato deve possedere l’abilitazione al censimento e prelievo selettivo del cinghiale e/o abilitazione alla caccia al cinghiale in forma collettiva. I candidati in possesso della sola abilitazione alla caccia al cinghiale in forma collettiva devono effettuare la prova pratica, che consiste in una prova di maneggio dell’arma e di tiro presso un poligono del Tiro a Segno Nazionale (TSN) dell’arma e 5 tiri (in appoggio sul banco) su sagoma fissa di capriolo o camoscio a 100 m, con carabina con cannocchiale montato.

Per iscrizioni e informazioni:
e-mail: societacacciatoribereguardo@gmail.com
Larocca Michele: 339-5799804
Nodari Carlo: 347-1778863

Locandina Corso Controllo Ungulati_Bereguardo_Febbraio