Il 2017 di AlpVet

L’anno 2017 potrà essere ricordato come l’anno dedicato alle carni di selvaggina!

logo AlpVet completo PNG

Hanno infatti preso avvio due progetti che riguardano lo sviluppo della filiera selvaggina. Il primo, avviato a febbraio 2017, è la prosecuzione del Progetto “Filiera Eco-Alimentare” chiuso nel 2016. Questo progetto, che prevede la costituzione di un vero “Processo di Filiera” basato sulla partecipazione di tutti gli stakeholder per la gestione di prodotto sostenibile per lo sviluppo dei territori alpini, è finanziato da Fondazione Cariplo, è guidato egregiamente da Ars.Uni.VCO come capofila e vede tra i partner l’Università degli Studi di Milano con i dipartimenti di Scienze veterinarie per la salute, la produzione animale e la sicurezza alimentare (VESPA) e quello di Scienze Agrarie e Alimentari – Produzione, Territorio, Agroenergia (DiSAA), oltre ai Comprensori Alpini di Caccia VCO2 e VCO3, in qualità di co-finanziatori.

Il secondo progetto denominato “Selvatici e Buoni: una filiera alimentare da valorizzare”, ha preso avvio a settembre di quest’anno a Bergamo, ed è finanziato da Fondazione Una, con la partecipazione dell’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dell’Università degli Studi di Milano con il Dipartimento di Medicina Veterinaria (DIMEVET) e della Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva.

In entrambi i progetti il nostro Studio è referente scientifico, e collabora nell’organizzazione e nella gestione dei corsi di formazione per cacciatori, oltre che alla pianificazione della filiera fin dalla sua partenza, collaborando a stretto contatto anche con macellai e ristoratori.

I corsi per “Cacciatore formato” sono stati apprezzati anche in altri contesti ed organizzati su specifica richiesta da Aziende Faunistiche Venatorie e Associazioni di cacciatori, sempre in collaborazione con le ATS e le ASL locali, con cui prosegue una proficua collaborazione. Quest’anno complessivamente abbiamo contribuito a formare oltre 300 cacciatori in giro per le Alpi! Dallo splendido scenario della conca di Carcoforo, passando per le vallate valsesiane e ossolane, scendendo a Varese e nella Valle del Ticino, risalendo le vallate bergamasche e spingendoci addirittura fin sotto il Monte Grappa! Speriamo che sotto le feste i cacciatori mettano in pratica quanto gli abbiamo insegnato, e che la selvaggina sia il piatto principale delle tavole natalizie!!! Un grazie particolare ai nostri chef di fiducia Ugo Facciola del Ristorante Edelweiss di Viceno di Crodo, Diego Valisi dell’Agriturismo Cascina Riazzolo, e Ivano Gelsomino della Trattoria Gstronomica La Selva di Clusone, validissimi collaboratori.

Entusiasmante come al solito la formazione rivolta ai cacciatori anche per ciò che concerne la caccia di selezione: il piacere di conoscere persone che credono in un’attività venatoria che vada sempre più verso un’evoluzione della sua pratica volta a garantire il benessere animale e la corretta gestione faunistica ci riempie di immensa gioia. Quest’anno, in collaborazione con FIDC Varese, ATC 1, ATC 2, CA Nord Verbano e con il Patrocinio della Provincia di Varese, abbiamo organizzato anche il I° Corso per Rilevatore biometrico. Una bellissima novità per noi anche dal punto di vista professionale, che ci ha permesso di trasmettere quanto imparato in questi anni di attività presso i centri di controllo della selvaggina.

Prosegue inoltre l’attività di ricerca scientifica e pubblicistica, non solo legata alle carni di selvaggina, ma anche alla sanità della fauna selvatica e alla sua gestione. Quest’anno abbiamo avuto modo di pubblicare alcuni lavori davvero interessanti, che a breve riporteremo in sintesi anche sulle pagine di questo blog: su Journal of Veterinary Science and Technology, è stato pubblicato un articolo sui risultati preliminari di un monitoraggio svolto sulla pseudotubercolosi nel camoscio, su Experimental and Applied Acarology, in collaborazione con ricercatori davvero in gamba, abbiamo contribuito a pubblicare un articolo sui patogeni presenti nelle zecche relativamente all’area di studio del VCO, e come non dimenticare il capitolo su “Game meat hygiene – Food safety and security”, il testo più importante a livello scientifico europeo inerente le carni di selvaggina, in cui abbiamo analizzato l’andamento del pH nelle carni di selvaggina.

Non dimentichiamo inoltre le comunicazioni portate a vari convegni nazionale e internazionale, tra cui il Congresso di Ecopatologia della Fauna tenutosi a Domodossola (in cui lo Studio ha dato davvero un fortissimo contributo in termini organizzativi) e due eventi in Nord America (The Wildlife Society’s 24th Annual Conference ad Albuquerque – New Mexico – e The Annual Meeting of the Academy of Management ad Atlanta – Georgia), in cui sono stati presentati dai colleghi dell’Università della Svizzera italiana di Lugano i primi dati di un caso studio sulla gestione del cinghiale.

Vale la pena ricordare la partecipazione anche a due eventi che hanno richiamato centinaia di persone: il convegno tenutosi a Macugnaga dal titolo “La cheratocongiuntivite infettiva: aggiornamenti e prospettive 30’anni dopo”, in cui abbiamo fornito un contributo a livello organizzativo e scientifico, e la 52° Assemblea UNCZA tenutasi a Madonna di Campiglio da titolo “Il Gallo forcello sulle Alpi: conservazione e gestione”, in cui è stato portato un contributo relativo ad indagini svolte sullo “Stress invernale nel forcello”.

Evento dell’anno anche il contest StambeccoOrobie, progetto culturale di osservazione partecipata, organizzato in stretta collaborazione con il CAI di Bergamo e con alcuni partner istituzionali (Provincia di Bergamo e Parco delle Orobie Bergamasche) e tecnici, in occasione dei 30’anni dall’inizio del “Progetto Stambecco in Lombardia” (1987-1990) con la prima liberazione degli Stambecchi sulle Alpi Orobiche.

Sempre in tema di specie di grande pregio conservazionistico, sottolineiamo come lo Studio AlpVet abbia aderito alla sottoscrizione per la messa al bando del Diclofenac come farmaco veterinario, in quanto riconosciuto come tale principio attivo sia estremamente pericoloso per la salute dei gipeti e degli altri avvoltoi che lentamente, grazie a ottimi progetti di re-introduzione, stanno ripopolando il territorio nazionale ed europeo.

È fonte di soddisfazione anche vedere come il nostro blog, continui a crescere e diventare un punto fermo per determinate informazioni: dopo l’exploit dell’anno scorso con oltre 25.000 visualizzazioni da parte di oltre 20.000 visitatori, quest’anno ci si sta attestando su cifre che passano le 18.000 visualizzazioni effettuate da quasi 14.000 visitatori. Anche quest’anno l’articolo più letto è stato quello sulle malattie trasmissibili del cinghiale con quasi 7.000 visualizzazioni, seguito da quello sulle zecche, con quasi mille visualizzazioni.

Il 2017 ha visto anche una piccola svolta nel nostro Studio, con l’uscita di Cristina Fraquelli, colonna portante e pensante di AlpVet prima ancora che nascesse lo Studio Associato. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare e crescere con una grande professionista che ci ha insegnato tanto e ci ha trasmesso una grande passione per questo lavoro: in bocca al lupo Cristina per il tuo nuovo lavoro, e sappi che noi siamo sempre pronti ad accoglierti a braccia aperte!

Non ci resta che chiudere augurando a tutti i nostri lettori, colleghi, amici e conoscenti vari, i migliori auguri di buone feste e di un felice 2018!!

Annunci

Progetto “Selvatici e buoni” – Corso Cacciatore Formato – Clusone, 30 gennaio – 8 febbraio 2018

Nell’ambito del Progetto “Selvatici e Buoni: una filiera alimentare da valorizzare”, è previsto lo svolgimento del III° Corso per il Conferimento dell’attestato di “Persona Formata” ai sensi del Reg. (CE) 852-853 del 2004 e DGR Regione Lombardia X/2612 del 07/11/2014 gratuito per i soci del Comprensorio Alpino Valle Seriana, partner di progetto.

Il corso di formazione è organizzato in collaborazione con Fondazione UNA, Università degli Studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo, Facoltà Medicina Veterinaria Università degli Studi di Milano, Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva e Studio Associato AlpVet, con il patrocinio dell’ATS di Bergamo.
Al termine del corso è prevista una verifica dei risultati raggiunti mediante un test scritto e rilascio di attestato in caso di esito positivo.

CorsoCaccClusone_2018.PNG

Il corso si svolgerà presso la Sala della Comunità di Clusone, secondo il seguente programma:

Martedì 30 gennaio – Ore 20.00/23.00
Prof. Paolo Lanfranchi – DIVET Università degli Studi di Milano 
Presentazione del corso
L’etica venatoria e la qualità delle carni nell’attuale contesto alpino
Dott. Giulio Loglio – ATS Bergamo
Piani di monitoraggio e controllo della fauna selvatica
Il “Pacchetto igiene”: Interpretazione e applicazione nel contesto venatorio dei Reg. CE 852, 853, 854 del 2004 e normativa regionale (Del. X/2612 del 7 nov. 2014)
Ruolo, compiti e responsabilità del ‘cacciatore formato’ come operatore del settore alimentare

Giovedì 01 febbraio – Ore 20.00/23.00
Dott. Roberto Viganò – Studio Associato AlpVet
Tipologia di caccia e modalità di abbattimento
Implicazione sulla qualità delle carni: stress e qualità delle carni
La balistica terminale
Modalità di manipolazione, dissanguamento, eviscerazione e trasporto della carcassa

Sabato 03 febbraio (Presso Centro Lavorazione Selvaggina Serpellini – Sovere) – Ore 09.00/13.00
Dott. Luca Pellicioli – Studio Associato AlpVet
Dott.ssa Martina Besozzi – Studio Associato AlpVet
Esercitazione pratica: corretta eviscerazione e trattamento della carcassa
Riconoscimento dei visceri e delle principali lesioni
Modalità di sezionamento della carcassa e riconoscimento delle varie porzioni di carne

Martedì 06 febbraio – Ore 20.00/23.00
Dott. Luca Pellicioli – Studio Associato AlpVet
Dott. Antonio Sorice – Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva

Approfondimenti di anatomia e quadro fisiologico/comportamentale delle specie di grossa selvaggina oggetto di prelievo venatorio
Valutazione della salute dell’animale in vita
Principali malattie infettive ed infestive della selvaggina

Giovedì 08 febbraio (Presso Ristorante La Selva – Clusone) – Ore 20.00/23.00
Chef Ivano Gelsomino
La ristorazione e le carni di selvaggina

PER INFO E ISCRIZIONI:
Comprensorio alpino di caccia Val Seriana: 0346 42455
Piergiorgio Gamba 388.8729356
Danilo Frosio 347.2951903
info@comprensorioalpinovs.it

Scarica qui il modulo di iscrizione

Progetto “Selvatici e Buoni”: La cucina della Selvaggina – Workshop ristoratori – Bergamo, 29 gennaio 2018

Prosegue il progetto “Selvatici e Buoni” nell’ambito del territorio bergamasco con una nuova fase di azioni rivolte ai ristoratori e ai macellai, volta a mettere in comunicazione le due figure fondamentali per il rilancio a livello gastronomico delle carni di selvaggina.

In collaborazione con ASCOM Bergamo, e con il supporto dei partner di progetto, lunedì 29 gennaio si terrà a Bergamo (Via Borgo Palazzi, 137 – Presso Sala Corsi) un Workshop dedicato all’approfondimento della conoscenza delle carni di grossa selvaggina aperto ai ristoratori del territorio bergamasco.

CorsoAscom_BG.PNG

Questo il programma dell’evento:
Ore 15:00 – Introduzione ai lavori
Dott.sa Petronilla Frosio (Presidente Ristoratori Ascom Bergamo)
Dott. Nicola Perotti (Presidente Fondazione UNA Onlus)
Dott. Maurizio Zipponi (Pres. Comitato Scientifico Fondazione UNA Onlus)
Dott. Antonio Sorice (ATS Bergamo – Presidente Società Italiana Med. Vet. Preventiva)
Prof. Paolo Lanfranchi (Università degli Studi di Milano)
Avv. Lorenzo Bertacchi (Presidente Federcaccia Bergamo)
Ore 15:30 – 16:00  – Storia, cultura e tradizioni legata al consumo di selvaggina nel territorio alpino
Prof. Silvio Barbero (Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo)
Ore 16:00 – 16:45 – Aspetti nutrizionali e valorizzazione della qualità delle carni di selvaggina
Dott. Roberto Viganò (Studio Associato AlpVet)
Ore 16.45 -17:00 BREAK
Ore 17:00 – 17:30 – Marketing e aspetti economici legati alle carni di selvaggina
Dott. Eugenio Demartini (Dip. VESPA – Università degli Studi di Milano)
Ore 17:30 – 18:00 – Dibattito e confronto sulle tematiche esposte
Modera Dott. Luca Pellicioli (Studio Associato AlpVet)

Per iscrizioni: info@ascombg.it

StambeccoOrobie: annunciati i vincitori del Contest Fotografico

È terminato con successo il contest fotografico del progetto “StambeccoOrobie” di cui AlpVet è partner scientifico. Il progetto ha visto la partecipazione entusiasta degli escursionisti che durante i mesi estivi hanno frequentato i sentieri delle Orobie ed hanno mostrato grande interesse nei confronti di questo splendido ungulato.

Dopo la presentazione avvenuta a Giugno, in 5 mesi, sono pervenuti ben 612 scatti fotografici e la pagina facebook è stata seguita da oltre 1.000 persone con più di 350.000 visualizzazioni. Ogni immagine pervenuta ed ogni autore si è reso partecipe di uno straordinario percorso che ha permesso di raccogliere numerose testimonianze e curiosità legate alla presenza dello stambecco sulle Orobie Bergamasche a 30 anni dalla sua prima reintroduzione all’interno di questo territorio (1987).

Dopo un’attenta e non semplice selezione, visto il gran numero di fotografie pervenute e like ricevuti sulla pagina Facebook del progetto, la giuria tecnica ha presentato il 10 dicembre l’attesa lista dei vincitori.
Complessivamente il Contest Fotografico ha premiato le prime 10 fotografie classificate, alle quali si aggiungono 3 menzioni speciali, la classifica “like” (7 premi) ed infine 12 premi scelti ad estrazione per un totale di 32 autori premiati!

La selezione delle fotografie è stato un lavoro di squadra dove ogni componente ha espresso la propria specifica esperienza e professionalità. Come criterio generale di valutazione sono state premiate le immagini che sono riuscite ad esprimere meglio e a sintetizzare la tecnica fotografica e le particolarità faunistiche della specie.

L’appuntamento per la premiazione, alla quale tutti i vincitori in elenco delle varie classifiche sono invitati, è fissato per martedì 19 dicembre alle ore 19.00 presso il Palamonti a Bergamo.

Per maggiori informazioni www.stambeccoorobie.it

Classifica finale dei vincitori:

  1. Dario Bonzi, fotografia n. 209 scattata a Maslana
  2. Giovanni Guidi, fotografia n. 88 scattata alla Diga del Curò
  3. Francesco Guffanti, fotografia n. 134 scattata a Maslana
  4. Franco Sirtoli, fotografia n. 197 scattata a Fiumenero
  5. Edoardo Marcolongo, fotografia n. 231 scattata al Passo d’Aviasco
  6. Roberto Dennunzio, fotografia n. 118 scattata a Maslana
  7. Marcello Bassis, fotografia n. 554 scattata all’Osservatorio di Maslana
  8. Mirco Bonacorsi, fotografia n. 23 scattata al Lago di Gelt
  9. Marco Pendezza, fotografia n. 66 scattata al Rifugio Brunone
  10. Nicola Beretta, fotografia n. 336 scattata al Passo dei Camosci

Menzioni speciali:

  1. Neva Gonnella, fotografia n. 37 scattata al Rifugio Coca come ‘Autore più giovane’
  2. Arianna Milesi, fotografia n. 443 scattata al Rifugio Benigni come ‘“Immagine più creativa’
  3. Matteo Rodari, fotografia n. 73 scattata a Maslana, come ‘Immagine più simpatica’

Classifica ‘like’ (comprensivi dei Like sulle condivisioni) al 30/11/2017:

  1. Francesco Mazza, fotografia n. 64, scattata salendo verso il Rifugio Coca (totale Like 473)
  2. Pier Cossetti, fotografia n. 574, scattata a Maslana (totale Like 378)
  3. Gianantonio Leoni, fotografia n. 333, scattata ai piedi del Pizzo del Diavolo di Malgina (totale Like 328)
  4. Claudio Ranza, fotografia n. 159, scattata all’ingresso della Valmorta (totale Like 317)
  5. Ruggero Sorlini, fotografia n. 557 scattata dalla cima del Pradella (totale Like 281)
  6. Luigi Riboli, fotografia n. 257 scattata salendo verso il Pizzo Coca (totale Like 217)
  7. Davide Maninetti, fotografia n. 84, scattata nei pressi del Monte Aga (totale Like 200)

 Infine i vincitori dei 12 premi ad estrazione:

  1. Enrico Marino, fotografia n. 593
  2. Marco De Paoli, fotografia n. 103
  3. Fabio Benzoni, fotografia n. 94
  4. Luca Pendezza, fotografia n. 331
  5. Stefano Bonzanni, fotografia n. 249
  6. Valerio Tiraboschi, fotografia n. 359
  7. Veronica Quarenghi, fotografia n. 123
  8. Alfredo Ferrari, fotografia n. 355
  9. Matteo Maronza Carlessi, fotografia n. 151
  10. Tina Clemente, fotografia n. 438
  11. Monica Baretti, fotografia n. 276
  12. Fabio Pigoli, fotografia n. 281

 

Bando per la proibizione ad uso veterinario del Diclofenac, un farmaco che uccide gli avvoltoi

La Fondazione per la Conservazione degli Avvoltoi (VCF), la SEO / BirdLife, SPEA (BirdLife in Portogallo), BirdLife Europe, il WWF e la LIPU – rilanciano una campagna per vietare il Diclofenac veterinario in Europa, ed in particolare in Spagna, Italia e Portogallo, quei Paesi dove vivono la maggior parte degli avvoltoi europei. Questo farmaco antinfiammatorio, al momento ritenuto innocuo per gli esseri umani, può potenzialmente uccidere gli avvoltoi. Il suo uso veterinario non è indispensabile, in quanto esistono altrettanto efficaci alternative in campo zootecnico.

Questo argomento era già stato trattato nel nostro blog 3 anni fa, con uno dei primi articoli pubblicati, e ci sembra assolutamente doveroso riprendere l’informativa che è arrivata nei giorni scorsi via mail e divulgarla a tutti i nostri contatti.
La Società Italiana di Ecopatologia della Fauna (SIEF) e lo Studio AlpVet hanno firmato la petizione per il divieto dell’uso veterinario del Diclofenac in Europa, e invitiamo tutti i colleghi veterinari, gli allevatori e chiunque abbia a cuore questo problema di attivarsi a fare altrettanto.

La nuova campagna della VCF, con un sito web dedicato e una petizione che auspica il supporto dei cittadini (http://www.banvetdiclofenac.com/it/iniziazione/), riunisce tutte le informazioni aggiornate sull’approvazione, la commercializzazione e i rischi posti dal Diclofenac in Europa e lancia un chiaro appello alla società civile per mobilitare e proteggere gli avvoltoi europei. La VCF e altre organizzazioni, insieme alla campagna lanciata sui mezzi di comunicazione, stanno attuando azioni specifiche sia a livello nazionale che a livello europeo (con documenti indirizzati alle associazioni veterinarie, agricole e zootecniche, ai governi regionali e alla Commissione Europea) per cercare di portare le amministrazioni competenti alla decisione di vietare l’uso veterinario del Diclofenac.

Gli avvoltoi possono essere esposti al farmaco alimentandosi di carcasse di animali precedentemente trattati con questo farmaco veterinario. Il suo effetto letale sugli avvoltoi è stato ampiamente documentato nel subcontinente indiano, dove la presenza di Diclofenac nell’1% delle carcasse di vacche abbandonate ha portato all’imminente estinzione – parliamo di una popolazione di oltre 70 milioni di individui con un declino del 99% – di cinque specie di avvoltoi. Il suo uso è ora vietato in India, Nepal, Bangladesh, Iran e Pakistan, e questo ha rallentato il declino degli avvoltoi, che in questi Paesi svolgono un ruolo fondamentale anche per la salute umana.
Malgrado questa catastrofe, l’uso veterinario di Diclofenac è consentito sia dall’Unione Europea che dai governi nazionali di Spagna e Italia. In Portogallo, le autorità stanno valutando una richiesta di autorizzazione. Nel 2014, stimolata da una precedente campagna di sensibilizzazione, l’Agenzia Europea del Farmaco ha riconosciuto questa potenziale minaccia, ma non ha preso decisioni definitive.
Recentemente l’Agenzia Spagnola dei medicinali e dei prodotti sanitari (AEMPS), ha concluso che ogni anno potrebbero morire circa 6.000 grifoni a causa del Diclofenac. Ciò significa un declino annuo di oltre il 7% della popolazione spagnola, la più importante a livello europeo.

La proibizione dell’uso veterinario del Diclofenac non è solo questione di buon senso, ma anche di diritto. Il principio di precauzione, che richiede di eliminare i rischi inutili, regola in Europa tutte le normative in materia di conservazione dell’ambiente. Autorizzare un farmaco con un potenziale effetto mortale su specie che dovremmo proteggere, riteniamo non sia una misura coerente con questo obbligo normativo.

Gli avvoltoi hanno il ruolo di rimuovere gli scarti della natura. Non uccidono, mangiano carne di altri animali morti; contribuiscono così a ridurre la diffusione delle malattie ed eliminano la necessità di trattamento e incenerimento di migliaia di tonnellate di residui di animali ogni anno, facendo risparmiare milioni di euro per la gestione dei rifiuti e permettendo di evitare l’emissione di centinaia di migliaia di tonnellate di CO2 ogni anno.
Eppure sono uno dei gruppi uccelli più minacciati sul pianeta, con 16 delle 23 specie a grave rischio di estinzione. In questo contesto, Spagna e Italia hanno un ruolo fondamentale nella loro conservazione, in quanto accolgono oltre il del 95% degli avvoltoi monaci e dei grifoni europei.
Il destino e la sopravvivenza degli avvoltoi, in quanto specie a rischio di estinzione, dipendono dall’impegno e dalla mobilitazione dei cittadini europei e della loro leadership politica.

La campagna www.banvetdiclofenac.com spera di raggiungere questo risultato.

Per ulteriori informazioni, contattare: diclofenac@4vultures.org

Maggiori approfondimenti visitando il sito della campagna http://www.banvetdiclofenac.com/it/iniziazione/

Selvatici e buoni… a tavola – 4 cene per 4 carni diverse – Bergamo

Nell’ambito del Progetto “Selvatici e Buoni – una filiera alimentare da valorizzare”, in collaborazione con ASCOM Bergamo, PromoSerio e SlowFood Bergamo – Valli Orobiche, i terranno presso alcuni ristoranti 4 cene in cui il tema centrale sarà di volta in volta la carne di selvaggina.

LocandinaSelvaticiATavola_t.jpg

Si partirà mercoledì 8 novembre con “Il Cervo… in città” presso l’Osteria Al Gigianca (Via Broseta, 113 – Bergamo), seguirà quindi mercoledì 15 novembre con “Il Daino… alla selva” presso Trattoria Gastronomica Selva di Gelso (Via Taramelli, 3 – Clusone),  proseguendo mercoledì 22 novembre con “Il Cinghiale… al lago” presso Ristorante Bellavista (Via Gargarino, 23 – Riva di Solto) e concludendo giovedì 30 novembre con “Il Camoscio… in valle” presso Ristorante Peccati di Gola (Loc. Ponte Formello – Vilminore di Scalve).

Per informazioni, scarica qui la locandina.

Buona degustazione!

Corso Cacciatore Formato – FIDC Magenta – 2° Edizione – 30 ott/14 nov 2017

Considerando la grande partecipazione alla I° edizione del Corso per cacciatore formato, il Nucleo FIDC di Magenta con il patrocinio e la collaborazione dell’ATS Città Metropolitana di Milano e lo Studio Associato AlpVet organizza per le giornate del 30 ottobre, 6, 9, 13 e 14 novembre una seconda edizione del corso per l’abilitazione alla qualifica di cacciatore formato ai sensi del Reg. CEE 852 e 853 del 2004  e DGR Regione Lombardia X/2612 del 7 luglio 2014.

Il corso è aperto non solo a coloro i quali vogliano acquisire la qualifica di cacciatore formato e successiva registrazione presso i registri dell’ATS, ma anche a coloro i quali vogliano migliorare la gestione e l’utilizzo delle carni sia di piccola che di grande selvaggina.

Le lezioni del corso si terranno presso la sede del Nucleo FIDC di Magenta in via Cadorna 12 a Magenta, dalle ore 20,00 alle ore 23,00.
La lezione pratica, con degustazione di prodotti a base selvaggina, si terrà presso l’Agriturismo Cascina Riazzolo ad Albairate il 14 novembre, a partire dalle ore 18,30.

Per informazioni sul programma visitate il sito www.federcaccianucleomagenta.it.
Per iscrizioni scrivere a fidcnucleomagenta@gmail.com oppure contattare Sig Garavaglia Dario cell. 3313406532 – Sig Pardo Paolo cell. 3487812434.

locandina def magenta carni.jpg